La Ferrari SF1000 impegnata nei test al Montmelò

E’ stato uno dei temi che più hanno tenuto banco sul finale dello scorso campionato. La regolarità della power unit Ferrari, capace di un gran salto di qualità nel corso dell’anno, fu messa sotto la lente d’ingrandimento dalla FIA. In quella circostanza, fu la Red Bull ad avanzare illazioni sulla SF90, rivelatesi poi assolutamente infondate.

DUBBI CANCELLATI

Ora, a mesi di distanza, la FIA annuncia in un comunicato la chiusura dell’indagine sulla power unit della Ferrari 2019, cancellando qualsiasi dubbio sulla stagione passata. Dell’accordo con la Scuderia però non sono stati resi noti i termini. Si chiude con il passato, dunque, per guardare al futuro: una collaborazione più stretta per un miglior controllo proprio delle power unit, insieme ad una stretta cooperazione verso la Formula 1 del domani, rivolta a propulsori e carburanti alternativi e ad un sempre più radicale riduzione delle emissioni. La chiusura dell’indagine sulla power unit 2019 è dunque da ritenersi indiscutibilmente conclusa, ma al tempo stesso… inconcludente.

La Ferrari si offre dunque come primo interlocutore con la FIA per il futuro della categoria e al tempo stesso chiude i conti con il passato per lasciarsi alle spalle qualunque polemica e insinuazione di irregolarità. Il comunicato della Federazione giunge peraltro a conclusione di una sessione di test frizzante e molto interessante; capace di sovvertire almeno in parte le indicazioni della prima sessione della settimana scorsa. Con una Ferrari che punta proprio su un migliore sfruttamento della parte ibrida come asso nella manica per la sfida da lanciare alla Mercedes nel 2020.

DICHIARAZIONI PRUDENTI

Nelle dichiarazioni conclusive prima del debutto in Australia, Mattia Binotto ha giudicato complessivamente appena al di sotto della sufficienza il rendimento della Ferrari in questi test. Migliorata la velocità nelle parti guidate, ma cospicua la perdita di velocità in rettilineo. Respinge le accuse di bluff il Team Principal. Tempi difficili da valutare in assoluto, e solo le qualifiche all’Albert Park potranno dire (in parte) la verità. Ma i tempi, a detta dello stesso Binotto, non sono maturi per vincere all’esordio. In un panorama come questo, con Mercedes apparsa non priva di problemi, Red Bull e soprattutto Racing Point (vera sorpresa di questi test) preparano delle sorprese…

Stefano De Nicolo’

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