Se le vendite dei biglietti stanno andando a gonfie vele ormai da diverse settimane, non sono ancora conclusi i lavori di ammodernamento del circuito di Zandvoort, che nel weekend tra l’1 e il 3 maggio ospiterà una tappa del calendario di Formula 1. Il circuito olandese è storicamente noto per la sua tortuosità e per essere molto tecnico; anche nella nuova configurazione manterrà le caratteristiche vie di fuga in ghiaia e presenterà un’interessante ultima curva sopraelevata.




Il Gran Premio d’Olanda tornerà dopo trentacinque anni e lo farà in grande stile, presentando un layout molto differente rispetto agli altri tracciati nel calendario. La vera chicca sarà l’ultima curva che presenterà un banking di 18° a ricordare l’ultima curva del circuito di Indianapolis.

I lavori di restyling sono stati affidati all’italianissima Dromo, coordinata da Jarno Zaffelli. E’ proprio l’azienda operante nel mondo dell ingegneria e dell’architettura ad aver presentato il layout definitivo del nuovo tracciato, mentre proseguono i lavori. “Questa è una pista scolpita tra le dune e questo la rende unica al mondo” – ha dichiarato Zaffelli, dicendosi sicuro che ci saranno ben quattro zone di sorpasso in questo tracciato, nonostante le caratteristiche.

“In realtà dobbiamo tornare al 2017, quando le persone della Formula One Management (FOM) sono venute a vedere le strutture e il circuito per la prima volta”, ha dichiarato Erik Weijers, persona a capo degli organizzatori del Gran Premio. ”Sono rimasti molto affascinati dal circuito della vecchia scuola”.

“Abbiamo indicato che si poteva cambiare poco sulla pista. Non si può semplicemente allungare il rettilineo di duecento metri. Siamo quindi andati a vedere con il personale tecnico della FOM come poter rendere Zandvoort… sexy e adatto al sorpasso. La prima idea è stata quella di rendere più sagomata la curva 13 o di inserire una chicane per eliminare la velocità, di modo che i piloti potessero accelerare fino alla prima curva e (in questo modo n.d.r.) il DRS dovrebbe aprirsi presto.”

Lo stesso Wijers ha ammesso l’apporto determinante di Charlie Whiting nella realizzazione del nuovo progetto: “Era molto entusiasta della forma del circuito, delle vie di fuga in ghiaia e della stretta corsia box. Alla curva di Luyendijk ha suggerito di mettere una barriera di sicurezza direttamente accanto alla pista. Ciò riduce l’impatto quando superi i limiti del tracciato. Più è lontano dalla pista, maggiore è l’angolo e l’impatto.”

“Un giorno dopo la visita siamo tornati in ufficio e ci siamo chiesti perché non mettere del banking. Erano entusiasti ed è così che tutto è cominciato. Ci siamo resi conto che per questo erano necessari specialisti. È così che siamo entrati in contatto con Dromo. Hanno sposato la nostra idea e la linea guida di mantenere Zandvoort un circuito della vecchia scuola: il tutto ha funzionato molto bene.”

https://www.youtube.com/watch?v=_ypVsOpi-dI

Samuele Fassino

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