Daimler Acquisto Mercedes

Secondo rivelazioni del gruppo di cui fa parte il marchio Mercedes, pare che Daimler abbia pagato complessivamente una cifra di 176 milioni di dollari per l’acquisto della scuderia che ha dato vita al team pluricampione del mondo.

Il gruppo Daimler ha rivelato di aver pagato una cifra di poco inferiore ai 176 milioni di dollari per rilevare la Brawn GP alla fine del 2009, dopo aver conquistato i titoli piloti e costruttori, strapazzando i team più blasonati grazie a escamotage tecnici al limite del regolamento.

L’OPERAZIONE

Fino ad ora il prezzo pagato per l’acquisto del team era rimasto riservato, ma ora sono emersi finalmente dettagli e soprattutto cifre più chiare. A dicembre 2009 Daimler, liquidata la sua partecipazione in McLaren, acquistò una prima tranche pari al 45,1% di azioni della Brawn GP Limited, per poco meno di 77 milioni di sterline.

Contemporaneamente, un 30% venne ceduto al fondo di investimento di Abu Dhabi Aabar e il team venne rinominato Mercedes Benz Grand Prix. Nel marzo 2011 Daimler e Aabar si accordarono per rilevare il 24,9% di quote mancanti, aumentando le rispettive partecipazioni al 60 e 40%. Il tutto per una cifra di poco inferiore ai 20 milioni di sterline. L’anno successivo Daimler UK raggiunse un accordo per rilevare il 40% di proprietà di Aabar, per arrivare il controllo completo della società. Il costo: 44 milioni di sterline.

Mercedes paid just $175.7 million to buy its F1 team

L’ARRIVO DI TOTO WOLFF

L’avvento del manager austriaco nel 2013 cambierà questi equilibri perché, come da lui stesso dichiarato, “sono un imprenditore e senza il controllo di una parte delle quote della società non avrei mai accettato la proposta; volevo avere la possibilità di sviluppare il valore della società”. Motorsport Invest acquistò per 40 milioni di sterline il 40% di quote, dividendo su base 30-10 tra Toto Wolff e Niki Lauda, che divenne presidente non esecutivo.

Toto Wolff is one of the smartest operators that F1 has ever seen (Clive Mason/Getty Images)

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RECORD

L’impronta manageriale di Wolff, da molti considerato uno dei più abili personaggi che abbiano mai popolato il Circus, ha portato il team Mercedes a risultati straordinari. 6 titoli mondiali piloti e costruttori consecutivi (di cui 5 con Lewis Hamilton) e il 47% di vittorie sulle 198 gare disputate. I record continuano con le incredibili 12 doppiette del 2015, e le 19 vittorie su 21 gare del 2016 e ancora le 5 doppiette consecutive all’inizio della scorsa stagione.

Il successo in pista si riflette anche con il grande successo commerciale in termini di sponsor e accordi miliardari con giganti come Petronas e Tommy Hilfiger, ma anche nel ritorno di diritti TV con il 24% del totale incassato nel 2018. Rivalutato all’attuale valore del team, quanto speso da Daimler per l’acquisto delle quote, basterebbe appena per il 47% di esse. Prima dell’impatto del coronavirus, il team veniva valutato da Forbes 1 miliardo di dollari, anche se il dato è inevitabilmente destinato a cambiare nel mondo post-Covid.

DOPO IL LOCKDOWN

Gli scenari economici delineati dalla pandemia, insieme al budget cap fissato a 145 milioni di dollari imposto dalla prossima stagione, pongono però crescenti dilemmi al Gruppo circa la continuazione di questa straordinaria avventura in Formula 1. Nonostante le rassicurazioni di rimanere nel Circus, Mercedes e tutti gli altri costruttori strizzano con sempre maggiore attenzione l’occhio al mondo dell’elettrico e lo stesso team di Stoccarda ha lanciato lo scorso anno il suo team di Formula E.

Inoltre, i contratti di Hamilton e Wolff sono in scadenza e, nonostante la fame di vittorie, è sempre più difficile per il team garantire i margini di crescita visti in questi anni. Un nuovo Patto della Concordia inoltre, in scadenza da fine 2020, non è ancora stato firmato con Liberty Media, aumentando l’incertezza verso il futuro.

Stefano De Nicolo’

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