Non si può negare che la Ferrari quest’anno stia versando in una situazione a dir poco complicata e Camilleri lo conferma. Il manager ha infatti appena rilasciato una interessante intervista al New York Times in cui parla della situazione difficoltosa e delicata in cui si trova la Rossa. L’obiettivo è rinascere, ma come farlo? Secondo Camilleri, la risposta a queste domande è sempre l’ingegnere Mattia Binotto, insieme alla sua valida, ma sfortunata squadra.

Camilleri sulla situazione critica in Ferrari

La pandemia del Coronavirus che ha costretto il mondo ad un eterno lockdown ha ferito l’economia. Una delle aziende più colpite è stata proprio la Ferrari. Il team di Maranello ha iniziato a sviluppare la monoposto, ma si è fermato prima degli altri e ha terminato dopo. Mettiamoci inoltre anche una grande diminuzione della potenza del motore, che ha scombinato i piani non di poco.

Non si può negare, questa è una situazione veramente negativa per la Ferrari”, ha dichiarato Louis Camilleri al New York Times. Camilleri, però, zittisce le voci che danno Binotto fuori dalla fabbrica di Maranello.

Ho la più completa fiducia in Mattia Binotto e nel resto del team. Purtroppo, però, i risultati non sono qui per dimostrare ciò che dico. C’è una tendenza in Ferrari a chiudere tutto e a lasciare perdere, come se bastasse solo chiudere una porta. Tuttavia, noi abbiamo bisogno di ben altro.”

Parola d’ordine: stabilità

Stando alle parole di Louis Camilleri, quindi, ne consegue che il team del Cavallino Rampante non ha bisogno di un nuovo team principal. Ma di cosa ha bisogno allora?

La parola chiave è: stabilità. E’ questo di cui ha bisogno la squadra.

A proposito di stabilità, c’è qualcosa di destabilizzante nell’immediato futuro della Rossa: un nuovo pilota. Carlos Sainz, infatti, rimpiazzerà Vettel.

Non è stata assolutamente una decisione facile – ha ammesso il manager- Sebastian ha aggiunto un immenso valore al nostro team, ma noi dobbiamo guardare ad un futuro più lontano.”

Silvia Giorgi

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