Red Bull PU

Con la sua uscita di scena repentina dalla Formula 1, Honda ha lasciato la Red Bull con qualche grattacapo di troppo: la scuderia di Milton Keynes avrebbe trovato la maniera di uscire dall’impasse sulla questione PU, a patto che i regolamenti sulle unità motrici vengano “congelati” nel 2021.

Normale amministrazione del 2020 in Red Bull

Fino ad oggi il 2020 ha visto la Red Bull come la più seria tra le sfidanti della Mercedes, anche se un gap mostruoso divide la scuderia di Brackley da quella di Milton Keynes nel Costruttori.

In buona sostanza la situazione attuale ha portato la scuderia guidata da Christian Horner di fronte a due problemi. Il primo riguarda la monoposto, il secondo chi affiancare a Verstappen nel futuro immediato.

La RB16 è una vettura performante, ma ha delle criticità quasi certamente corrette con una “B-spec” che scenderà in pista giocoforza nel 2021. Albon non ha convinto fino in fondo e, per quanto una conferma per l’anno prossimo potrebbe essere la soluzione più indicata, il toto-nomi dei pretendenti attorno al volante del thailandese è piuttosto articolato, con le aggiunte recenti di Perez e Hulkenberg.

Il ritiro Honda

Fin qui parleremmo di normale amministrazione, ma il repentino ritiro della Honda deve avere portato, per forza di cose, un effetto destabilizzante nella scuderia di Milton Keynes.

Tralasciando la tanto famosa quanto misteriosa “clausola di uscita” di Verstappen, il problema più grosso rimane lo spazio vuoto nel progetto della vettura 2022 dove si pensava di alloggiare la PU Honda. Così su due piedi, un clamoroso ritorno con la tanto vituperata Renault sembrerebbe l’unica soluzione logicamente possibile rimasta sul tavolo.

Durante il fine settimana al Nurburgring, Wolff ha gentilmente declinato l’accostamento tra Mercedes e Red Bull. Per quanto si siano registrati incontri tra Renault e Red Bull, pare che la soluzione transalpina non sia l’unica e non sia nemmeno al numero uno tra le alternative possibili. E no, la soluzione numero uno non è la Ferrari.

Red Bull “motorista”?

Subito dopo la notizia del ritiro, avevano preso a circolare delle voci relative alla possibilità di una cessione da parte dei giapponesi della proprietà intellettuale sulle PU.

In una recente intervista a Motorsport-Magazin, Marko, uomo forte della Red Bull, ha dichiarato: “Stiamo lavorando con priorità sul rimpiazzo della PU Honda. Siamo sul pezzo e vorremmo avere una soluzione per fine novembre.” Marko avrebbe indicato come la priorità della Red Bull sia quella di riutilizzare le unità motrici Honda.

Sarebbe una soluzione molto interessante, perché consentirebbe ancora lo scambio di tecnologia con Alpha Tauri e la conseguente attenuazione di parecchie voci di spesa.

Il piano ha solo un unico problema: le PU sarebbero soltanto mantenute ed assemblate dalla Red Bull, ma non sviluppate. Red Bull non ha la tecnologia per gli sviluppi e non ha intenzione di finanziarla.

Congelamento o ritiro

Nella stessa intervista Marko è stato chiaro: l’intenzione è quella di farsi tutto in casa, ma gli sviluppi sulle PU dovranno essere congelati dal 2021 in avanti. Se così non fosse, Red Bull ed Alpha Tauri uscirebbero dalla massima Formula.

Stando a quanto riporta Auto Motor Und Sport, Mercedes sarebbe favorevole ad un eventuale congelamento e Renault solo se le prestazioni tra le PU fossero allo stesso livello. A Maranello il parere sarebbe contrario: del resto Red Bull potrebbe “bussare a Maranello o Parigi” ed ottenere una fornitura a condizioni commerciali più vantaggiose.

Si potrebbe quantificare e localizzare il vantaggio economico, tuttavia le scuderie della galassia Red Bull vogliono conservare la loro indipendenza. Utilizzare quanto lasciato dalla Honda è l’unica via.

Non bisogna poi dimenticare che nel 2022 partirà una rivoluzione tecnica con l’impiego via via maggiore dei bio-carburanti, che porterà novità nel progetto delle unità motrici.

Portimao

La questione, se Red Bull dovesse portare avanti formalmente questa posizione, verrà dibattuta nel summit tra i motoristi il 26 ottobre a Portimao.

La posizione della “galassia” Red Bull è sicuramente oltraggiosa, ma in fondo è volta a tutelare uno status quo acquisito nel corso degli anni. Il punto principale è che, oltre alla discussione sui motori, sul tavolo verrà dibattuta una grossa fetta di futuro della Formula 1.

Continuare sulla strada intrapresa dal 2014 ad oggi o adottare unità motrici più semplici? Spingere sulle tecnologie più sofisticate o cercare una formula per rendere il ritorno sugli investimenti più allettante per una Casa interessata alla Formula 1?

Del resto, se c’è una cosa che il Covid-19 ha insegnato alla Formula 1 è che per il futuro bisognerà tenere conto dei costi e della sostenibilità del business.

Luca Colombo

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