Gregory Leblanc non sarà al via delle restanti gare del mondiale endurance che ripartirà a Le Mans ad aprile. A comunicarlo è il pilota stesso con un post su Facebook, in cui spiega i motivi della sua assenza senza usare troppi giri di parole, attaccando i piloti che solo oggi scoprono il mondiale endurance, campionato che fino a qualche anno era considerato poco più di un cimitero di piloti finiti.

 

Gregory Leblanc è uno dei piloti più rappresentativi degli ultimi dieci anni del mondiale endurance, dal 2011 al 2017 è stato uno dei punti di riferimento di Kawasaki SRC con la quale ha vinto quattro edizioni della 24 ore di Le Mans ed altrettanti Bol d’Or. Aggiungendo il successo a Le Mans del 2010 con Kawasaki GSR fanno cinque vittorie in nove edizioni e nelle restanti quattro apparizioni ha raccolto due ritiri e due secondi posti, l’ultimo solamente un anno fa con la CBR 1000 RR SP2 del team Honda Endurance Racing #111. Il team ufficiale Honda Europe però vivrà nel 2019 una vera e propria rivoluzione, con Erwan Nigon che ritorna in Kawasaki SRC per rimpiazzare Randy De Puniet (impegnato insieme al nostro Niccolò Canepa col team LCR nella Coppa del Mondo MotoE ma sempre in cerca di una sella nell’EWC) e l’addio a Leblanc il team #111 si trova oggi con il solo Sebastien Gimbert; per i due posti lasciati liberi si cerca tra gli “esodati” del motomondiale e della WorldSBK, con Yonny Hernandez (che con Honda Endurance Racing ha già corso, ndr) tra i nomi più probabili, ma con quasi cento giorni a Le Mans tante cose possono ancora accadere. Questa scelta però di puntare su piloti che arrivano dal mondo della velocità al francese non è andata giù definendo l’EWC: “Una terra d’accoglienza per piloti più prestigiosi”. In un momento storico come quello in cui stiamo vivendo, anche quando si parla di campionati di moto e piloti di altri “porti” c’è chi vorrebbe maggior tutela per se è per i propri connazionali, perché come ricorda lo stesso Leblanc ci sono oltre a lui tanti altri validi piloti specialisti dell’endurance a caccia di una sella levatagli da piloti migrati da altri campionati. Questo il pensiero di Gregory Leblanc: “Buongiorno a tutti, devo rassegnarmi all’idea che questa stagione per la prima volta da dieci anni sarà senza di me. Infatti, mentre sto scrivendo queste poche righe, so che sarò sicuramente davanti alla mia tv il 20 e 21 aprile prossimi per la 24 ore di Le Mans. Un colmo poichè in dieci partecipazioni ho conquistato cinque vittorie, due secondi posti, un terzo posto e solo due ritiri. Purtroppo lo sapete, oggi le performance sportive non fanno tutto. Altri piloti tricolori (francesi, ndr) si trovano o si sono trovati nella mia stessa situazione in altre categorie. L’endurance, così poco considerato in passato e spesso criticato per il livello delle prestazioni dei piloti, è diventata oggi una “terra d’accoglienza” per alcuni piloti “più prestigiosi” di noi, ma non necessariamente più efficienti. Questa deriva è infelice ma bisogna accettarla in quanto nessuno è insostituibile, io per primo. Resta la parte più difficile, vivere con la frustrazione di non aver dato tutto e riuscire a convincersi che la ruota può ancora girare. Per ora ho ancora un’ultima possibilità per non dover attaccare la tuta al chiodo. Sto studiando una possibilità nel campionato e FSBK ma niente indica ancora che sarò in griglia nonostante i miei cinque titoli ottenuti tra il 2010 e il 2015 (due in supersport e tre in superbike). Correre in moto è sempre stata una passione prima di considerarla come lavoro. Vorrei poter continuare così ancora per qualche anno…”

Il pensiero di Gregory Leblanc è molto chiaro e non possiamo che sperare di vederlo al via almeno nel campionato francese.

Inverno di cambiamenti. In questi mesi però tra il Bol d’Or di metà settembre, prima gara della stagione 2018/2019, e la 24 ore di Le Mans del prossimo 20/21 aprile, sono tante le squadre che hanno rivoluzionato il proprio organico e tante le voci sul futuro incerto di molte squadre: partiamo da Kawasaki SRC, già nominata a inizio articolo, che ha salutato Randy De Puniet ed ai confermati Jeremy Guarnoni e David Checa (arrivato dopo l’addio di Yamaha GMT-94) ha aggiunto Erwan Nigon, in arrivo da Honda Endurance Racing. Suzuki Endurance Racing Team, che poche settimane fa è tornata in possesso dei trofei che gli erano stati rubati dalla sede lo scorso inverno ritrovati da un pescatore in un fiume, è vicina all’addio: il pensionamento a fine stagione di Dominique Meliand, proprietario e vero uomo di riferimento per il team quindici volte campione del mondo, lascia una bella incertezza sul futuro della squadra ufficiale Suzuki nel mondiale EWC. L’unica certezza ad oggi sono i piloti, con Vincent Philippe, Etienne Masson e Gregg Black a guidare la Suzuki #2. Squadra che vince non si cambia, ed allora F.C.C. TSR Honda France non cambia niente e sulla nuova CBR 1000 RR SP2, che verrà usata per la prima volta in una 24h dal team francogiapponese, saliranno Josh Hook, Freddy Foray e Mike Di Meglio. A tentare di riportare il titolo alla casa dei tre diapason ci penserà il team Yamaha YART, squadra nella quale milita il nostro Niccolò Canepa insieme a Broc Parkes e Marvin Fritz. Le Suzuki tricolori invece saranno ben due nella prossima stagione, con il Team NoLimits e la gialla #44 nelle mani dei confermati Luca Scassa e Christian Gamarino, mentre il team manager Moreno Codeluppi deve ancora sciogliere le riserve sul terzo pilota impegnato con team nella coppa del mondo STK. New entry invece per il team GSM Racing di Andrea Grillini, che risolti i problemi con la giustizia italiana e abbandonato il sogno di correre il mondiale SBK (sempre con Suzuki), ha deciso di schierare la GSX-R 1000 #62 nella classe regina (la EWC) con Stefano Fugardi e i fratelli Federico e Christian Napoli come piloti.

Mathias Cantarini

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