Da dove partiamo per raccontare questa favola? Questa volta cominciamo dal lieto fine: con Zanardi che entra trionfale in sala stampa fra gli applausi e la standing ovation di tutti gli addetti ai lavori. È visibilmente soddisfatto il pilota di Castel Maggiore: la sua gioia traspare negli occhi di chi ha dato davvero tutto se stesso per ottenere un risultato che alla vigilia era quasi impossibile da ottenere ma che, ancora una volta, con la sua caparbietà, è riuscito ad acciuffare.

 

Fortuna, visione di gara ed esperienza sono un mix vincente che solo un grande campione è in grado di riuscire a tramutare in risultati scrivendo un’altra pagina di storia nel mondo del motorsport e di vita, come ha affermato lo stesso Alex: “Per me l’importante non è aver conquistato la quinta posizione, ma averci provato e creduto fino in fondo, certo sono stato fortunato ma la mia soddisfazione più grande è stata quella di ripagare tutti i ragazzi del grande sforzo profuso nei miei confronti.”

Riavvolgendo il nastro e tornando indietro al test di Vallelunga lo stesso Zanna sapeva che sarebbe andato incontro alla sua sfida più grande nel motorpsort: vetture performanti con sofisticata aerodinamica ed elevata potenza, leggere e nervose da addomesticare, un campionato combattutissimo affollato di professionisti e, come se non bastasse, nuovi comandi al volante da capire e far funzionare subito.

Non poteva tirarsi indietro, il bolognese ama le sfide: alla soglia delle cinquantuno primavere si è calato nei panni del rookie entusiasta di rientrare in abitacolo e tentare questa nuova sfida, strizzando l’occhio ad un’impresa ancora più grande, la 24 Ore di Daytona.

Nel week-end italiano del DTM tutti gli occhi erano puntati su di lui: media e tifosi non gli hanno lasciato tregua un solo istante, ormai abituato a queste dimostrazioni di affetto, il pilota BMW si è prestato volentieri al bagno di folla cercando di trovare in ogni istante la giusta concentrazione approcciando, come al suo solito, con metodo e rigore allo studio del circuito e della vettura.

I miglioramenti, come prevedibile, ci sono stati e anche in più aspetti, nonostante le avverse e pazze condizioni climatiche di Misano, tanto che il sorriso di Alex è diventato man mano più grande nelle varie sessioni, segno di chi ha capito che poteva levarsi qualche soddisfazione oltre all’obiettivo iniziale di arrivare almeno penultimo.

Distacco che si accorcia in ogni sessione, con addirittura il quinto tempo a soli quattro decimi dal leader nelle prove libere della domenica: gli ingredienti per far bene ci sono tutti.

Ma facciamoci raccontare direttamente dal campione paralimpico le fasi della gara: “È stato un week-end bellissimo: mi sono sentito sempre il benvenuto nel paddock, con il mio team che mi ha seguito e coccolato in ogni istante. Da ogni persona che ha lavorato al mio fianco ho avuto la sensazione che si sentisse fortunata nel lavorare con me ed è questa la vittoria più grande che mi porto a casa. Ci sono voluti cinquantun anni per tornare a sorprendersi di nuovo, ne valeva assolutamente la pena: la vita vera non è fatta di grandi risultati, ma ancor più di grandi tentativi, io ci ho provato e il risultato è arrivato! Questo risultato è speciale, un qualcosa di completamente diverso rispetto a quando correvo nella Champ Car e vincevo quasi ogni week-end. Sono stato fortunato, il meteo mi ha favorito, ma siamo stati bravissimi a cogliere l’opportunità: i ragazzi hanno preparato con molta passione un’auto stupenda. La gara era già stata impostata nel partire con le rain e cercare di restare in pista il più possibile prima di passare alle slick a circuito asciutto; arrivato nel momento del cambio ho visto verso le luci dei riflettori una leggera nebbiolina subito ho avvisato il box che sarei rimasto ancora in pista e infatti la pioggia non è tardata ad arrivare. Siamo stati fortunati ma al re-start ho mostrato che il passo era simile agli altri che mi stavano davanti, durante tutto Il weekend ho migliorato nettamente, mantenendo un ritmo costante per tutti i minuti della gara. Non chiedetemi se farò altre gare nel DTM, io le reggo ma forse chi mi sta vicino no: basti vedere la fitta agenda di questo week-end, non voglio creare troppo stress ai ragazzi della BMW!”

Guarda già oltre Zanardi: obiettivo e occhi puntati su Daytona conscio che, questa volta, può fare davvero bene e raggiungere un ennesimo grande traguardo.

E mentre saluta tutti in uno scrosciante applauso, riecheggia una sola parola: leggenda!

Da Misano – Michele Montesano 

Foto: Bonora Agency 

 

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Nato a Potenza nel 1989 (l’anno del primo cambio al volante della F1), studio ingegneria meccanica. Da sempre innamorato delle auto e tutto ciò che le riguarda, fin da piccolo leggevo contemporaneamente Topolino e… Autosprint. Sono un divoratore di notizie riguardo il motorsport qualunque esso sia: F1, Endurance o GT, cerco di informarmi fino allo spasimo. Nonostante abiti in Basilicata, una regione con poca attrazione per le competizioni motoristiche, cerco di vedere il più possibile gare dal vivo anche al costo di macinare chilometri. Amo soprattutto la tecnica e cerco di capire ogni singolo dettaglio di una vettura ed il suo funzionamento d’insieme, sia per quanto concerne l’aerodinamica che per il telaio e motore. Ferrarista dalla nascita ed Alfista da prima di patentarmi, adoro il modellismo sia statico che dinamico. Oltre alla passione per i motori nutro interesse per l’arte, l’architettura ed i fumetti di cui scrivo su artspecialday.com. Il mio sogno sarebbe fare e vivere di motorsport a 360 gradi.

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