L'elemento catalizzatore di tutto il weekend italiano del DTM è stato indubbiamente Alex Zanardi, vero e proprio beniamino del pubblico accorso numeroso per ammirarlo in pista e nell'auspicio di poterlo incontrare per un selfie o un autografo. Dopo i primi due giorni del fine settimana di Misano, e archiviata la prima gara, possiamo provare ad effettuare un primo bilancio del week-end con il pilota bolognese, da noi intervistato nell’hospitality BMW presente nel paddock del circuito romagnolo.

Dopo il test a Vallelunga, le prove libere, qualifica e gara ti senti di aver migliorato il feeling con la macchina?

I miglioramenti ci sono stati e anche in diversi ambiti, perché le condizioni in cui ho corso sono state mutevoli: purtroppo il tempo non mi ha favorito. Il test di Vallelunga mi ha consentito di capire la vettura e approcciarmi meglio in vista della gara, con gli ingegneri abbiamo svolto un buon lavoro ma, ovviamente, quando si arriva nel weekend di gara è tutt’altra storia. Verso fine gara, dopo il secondo restart, ho notato che la mia performance è migliorata nettamente così come il feeling con la vettura, tanto da riuscire a stare nella scia di chi mi precedeva e farmi vedere negli specchietti. Ovviamente gli altri piloti sono dei veri esperti, ma sono positivamente sorpreso del mio ritmo e fiducioso per la seconda manche.

A livello fisico, invece, com’è andata? Le modifiche hanno facilitato la guida?

Devo dire che ho preso subito confidenza con i nuovi comandi poi le temperature non troppo alte mi hanno aiutato, dato che la mia temperatura corporea aumenta più velocemente rispetto agli altri piloti normodotati. Anche la fase di frenata è stata più facile del previsto, permettendomi di mantenere una costanza per tutti i cinquanta minuti di gara. Nelle curve a sinistra frenare con la mano destra sulla leva del freno a mano e, contemporaneamente, scalare di marcia ha facilitato non poco il mio lavoro: infatti applicare con la mano una forza di 65-70 chilogrammi ripetutamente per tutta la gara non è un gioco da ragazzi, ma sono agevolato dalla mia preparazione per l’Handbike e dalla forza longitudinale che subisce la macchina in fase di frenata. Posso dire finalmente che con queste modifiche ho colmato il gap e potrò presentarmi per la 24 Ore di Daytona con ottime possibilità di far bene.

All’inizio le condizioni del circuito non erano delle migliori, con la pista ancora umida, com’è stato districarti nella gara?

Anche in condizioni critiche ho trovato subito il giusto ritmo nel manovrare lo sterzo con la mano sinistra e, contemporaneamente, il freno con la destra; non è stato facile soprattutto perché il grip non era elevato e la vettura non era omogenea fra i due assi anteriore e posteriore. Fortunatamente a Misano non sono presenti curve a sinistra che potrebbero mettere in difficoltà i movimenti di guida, per questo è stato più facile migliorare la mia prestazione. Considerando l’alto livello del DTM era impegnativo accelerare le fasi di apprendimento della vettura, ma credo di esserci riuscito egregiamente.

E il resto della gara? Com’è andata?

Partire con le rain era la scelta più logica con il circuito ancora umido poi, quando era arrivato il momento per la nostra sosta ai box, è entrata in pista la Safety Car: mi trovavo in quarta posizione ma sono rientrato per non perdere terreno nel restart; sfortunatamente nel DTM è vietato sostituire gli pneumatici durante le fasi di neutralizzazione, per questo ho dovuto fermarmi una seconda volta. Ed è qui che ho fatto il mio record: l’ingegnere addetto alle strategie mi ha riferito che sono stato il più veloce nei giri di ingresso e uscita box. (Ride) Per il resto è stata una gara in cui mi sono divertito e soprattutto ho potuto constatare con mano la mia reale competitività per Daytona.

È stato difficile trovare la giusta concentrazione nel bagno di folla e dal clamore mediatico che si è creato tutto intorno?

Onestamente sono abituato, riesco a trovare il mio personale spazio per concentrarmi e cercare di dare il massimo. A dire la verità mi sono sentito caricata addosso la responsabilità nei confronti di tutti i ragazzi BMW che ci hanno lavorato e creduto in questa mia partecipazione: non volevo assolutamente sbagliare o fare un passo falso. Poi vedere tutto il calore dei tifosi qui a Misano è un qualcosa di fantastico, mi hanno supportato e spinto a fare meglio in ogni sessione, spero di aver ricambiato nel modo adeguato il loro affetto.

E a quanto pare i tifosi, nonostante le condizioni meteo bizzose, hanno fatto la loro parte nelle ultime prove libere: Zanardi è riuscito a segnare il quinto tempo a quattro decimi dalla vetta.

Da Misano – Michele Montesano

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Nato a Potenza nel 1989 (l’anno del primo cambio al volante della F1), studio ingegneria meccanica. Da sempre innamorato delle auto e tutto ciò che le riguarda, fin da piccolo leggevo contemporaneamente Topolino e… Autosprint. Sono un divoratore di notizie riguardo il motorsport qualunque esso sia: F1, Endurance o GT, cerco di informarmi fino allo spasimo. Nonostante abiti in Basilicata, una regione con poca attrazione per le competizioni motoristiche, cerco di vedere il più possibile gare dal vivo anche al costo di macinare chilometri. Amo soprattutto la tecnica e cerco di capire ogni singolo dettaglio di una vettura ed il suo funzionamento d’insieme, sia per quanto concerne l’aerodinamica che per il telaio e motore. Ferrarista dalla nascita ed Alfista da prima di patentarmi, adoro il modellismo sia statico che dinamico. Oltre alla passione per i motori nutro interesse per l’arte, l’architettura ed i fumetti di cui scrivo su artspecialday.com. Il mio sogno sarebbe fare e vivere di motorsport a 360 gradi.

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