Per la prima volta nella sua storia, il DTM sbarca sul circuito di Misano Adriatico per l'unica tappa italiana di un'avvincente campionato che promette di regalare scintille anche in terra romagnola. Un appuntamento reso ancora più atteso grazie alla guest-star Alex Zanardi, il quale esordirà nella serie tedesca al volante di una Bmw dotata di comandi speciali e senza protesi. Ma grande attenzione per una sfida al vertice che vedrà la casa bavarese dare battaglia insieme a Mercedes e Audi, in un week-end che vedrà nell'ambito dell'evento anche l'attesissima esibizione di Gianna Nannini.

 

Misano: una nuova sfida. Il Misano World Circuit intitolato all’indimenticato “Sic” Marco Simoncelli oggi è uno dei circuiti più interessanti dal punto di vista tecnico e anche uno degli impianti più all’avanguardia, ma ben diverso da quello costruito nel lontano 1972. Il tracciato, molto popolare anche tra gli appassionati delle due ruote, ha subito varie modifiche nel tempo e a metà degli anni duemila, proprio per poter di nuovo ospitare il Motomondiale, che era di casa tra gli anni ‘80 e ’90, è stato completamente rifatto e adeguato ai nuovi standard di sicurezza del Motorsport. Una volta si girava in senso antiorario, oggi invece lo si affronta in senso orario: lungo 4.2 km, con sei curve a sinistra e dieci a destra e pochi rettilinei, il più lungo di poco più di 500 metri di lunghezza, quindi i piloti non avranno molto tempo per prendere fiato. Il layout è molto interessante, piuttosto tecnico, con molte curve da media velocità e altre più lente. Soprattutto all’uscita da queste ultime sarà fondamentale avere molta trazione. Sulla carta, dovrebbe offrire più opportunità di sorpasso rispetto a Brands Hatch, che ha ospitato l’ultimo round. Dai test effettuati al simulatore dai vari team, i “mostri” del DTM dovrebbero raggiungere velocità di punta di almeno 250 km/h. Il circuito di Misano vanta inoltre un moderno sistema di illuminazione artificiale, con ben 17 torri faro, grazie al quale il DTM celebrerà un’anteprima assoluta per la sua storia, con due gare in notturna. In una sola occasione hanno effettuato una qualifica di sera, nel lontano 2003 al Nürburgring.

Alex Zanardi: la sua prima volta nel DTM. In queste ultime settimane si è parlato tanto anche dell’attesissimo ospite del campionato: il grande Alex Zanardi. Tutti conoscono la sua storia a dir poco straordinaria e soprattutto la sua voglia continua di mettersi in gioco, di affrontare nuove sfide. In una lunga carriera in cui ha guidato di tutto e con successo, aveva sempre desiderato partecipare al DTM, che lo ha sempre affascinato per queste auto nate per le corse, velocissime, capaci di accelerazioni e frenate mozzafiato, che vanno assolutamente “domate”. Il suo entusiasmo era enorme dopo i due intensi giorni di test a Vallelunga con la M4 DTM messa a punto apposta per lui da BMW Motorsport: per la prima volta correrà senza le protesi alle gambe. La sua auto è stata infatti modificata per permettergli di frenare e accelerare usando solo le proprie mani. Si è allenato duramente per questa sua nuova avventura ed è ben preparato, soprattutto dal punto vista fisico, grazie agli allenamenti quotidiani con la handbike, che in questi anni lo ha visto primeggiare a livello mondiale e olimpico. Alex è consapevole che il DTM è uno dei campionati più competitivi, con un livello molto alto dei piloti, spesso raccolti in meno di un secondo sulla griglia di partenza, ma è pronto alla sfida, a questa nuova esperienza che prevede molto divertente. E lo sarà di sicuro anche per il pubblico che verrà a Misano, pronto a fare il tifo per un uomo che non finisce mai di stupire e che il prossimo anno parteciperà con BMW anche alla leggendaria 24 Ore di Daytona. Il suo esordio in una 24 Ore risale a tre anni fa a Spa Francorchamps con una BMW Z4 GT3. Alex è semplicemente unico, capace di far sembrare normale ciò che in realtà è straordinario.

Tutti pronti per una nuova battaglia? Anche in BMW c’è grande entusiasmo per l’arrivo di Alex e poi c’è la voglia di migliorarsi ancora, dopo il podio ottenuto da Augusto Farfus nell’ultimo round. Nella classifica assoluta il migliore pilota della Casa di Monaco è Marco Wittmann, terzo con 110 punti, che può ancora giocarsela per il titolo, che sarebbe il terzo nella sua carriera. Tra i suoi colleghi alcuni hanno già corso sul tracciato romagnolo: Farfus vinse qui nei suoi primi anni di corse in Formula Renault, ma sul vecchio tracciato, quindi quell’esperienza non gli sarà di alcun aiuto. Il “rookie” Philipp Eng ci ha invece già corso in notturna negli ultimi due anni nel Blancpain GT Sprint Series ma con la M6 GT3. Con quella stessa auto, a giugno, Bruno Spengler ha “preso appunti” partecipando alle gare del Campionato Italiano Gran Turismo: il campione del 2012 ha anche conquistato un podio con una M6 del team del leggendario Roberto Ravaglia, vincitore del DTM nel 1989 con la Casa dell’elica e la mitica M3 E30. Spengler ha promosso a pieni voti l’impianto romagnolo e lo ha trovato tecnicamente simile al Moscow Raceway. Anche in Casa Audi c’è chi ha approfittato del round del Campionato GT tricolore per provare il tracciato: Jamie Green infatti ha guidato una R8 LMS GT3 di Audi Sport Italia conquistando una pole position e vincendo una delle due gare in programma. Il pilota britannico, che ha già vinto in Italia nel DTM al Mugello nel 2008, ha inoltre effettuato un test di guida notturna. Qui ci hanno corso con la R8 LMS GT3 anche Robin Frijns e René Rast. Il campione dello scorso anno è il migliore in classifica dei piloti della Casa degli anelli, con 77 punti, grazie soprattutto a quelli che ha conquistato nelle ultime tre gare, ben 54, più di chiunque altro, con una vittoria a Zandvoort, un quarto e un terzo posto a Brands Hatch. Ma al campionato non ci pensa più: è troppo lontano dalla vetta della classifica e la prima parte della stagione è stata molto complicata. Ora però hanno migliorato, sono più competitivi, Rast ha dimostrato che hanno il passo per vincere delle gare, ma ciò che ancora manca è la performance in qualifica: quei pochi decimi di secondo che servono per ottenere la pole position. Questo è il prossimo step da raggiungere. Nell’atmosfera notturna di Misano i piloti potranno contare sulla tecnologia già utilizzata in passato da Audi nei prototipi LMP1 alla 24 ore di Le Mans, che migliorerà la visibilità degli strumenti e dei comandi nell’abitacolo delle RS 5 DTM. Gli appassionati invece, come ormai succede da un po’ di tempo nelle gare di durata, saranno agevolati nel distinguere le varie auto, grazie ai numeri di gara fluorescenti. A Brands Hatch è stata ribadita la superiorità tecnica di Mercedes-AMG: otto vittorie su 12 gare fino ad ora disputate e un pacchetto tecnico che rende la C 63 DTM la vettura da battere. A Misano saranno però tutti sullo stesso piano, almeno quello tecnico, perché è un tracciato inedito per tutti e tre i Costruttori, quindi sarà molto importante raccogliere dati nelle Prove Libere del venerdì sera per trovare immediatamente il setup giusto ed essere subito veloci al sabato. Ovviamente anche i piloti di Mercedes-AMG sono professionisti che hanno già corso in notturna, nelle gare di durata oppure in Formula 1, nel caso di Pascal Wehrlein, ma mai con un’auto del DTM e per la maggior parte di loro il circuito romagnolo è tutto da scoprire. Non per Daniel Juncadella, che vanta un’esperienza dello scorso anno con una GT3 e, ovviamente, per Edoardo Mortara che spera di far bene davanti al suo pubblico. La Casa della Stella a tre punte è al vertice della classifica riservata ai Costruttori e a quella dei Team, mentre tra i piloti la lotta sembra ristretta tra i due portacolori Gary Paffett e Paul Di Resta, con quest’ultimo staccato di 29 punti. Ma il condizionale è d’obbligo perché mancano ancora otto gare e ce ne sono ben 324 in palio quindi può succedere proprio di tutto.

 

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