Tra battaglie e polemiche si è concluso ad inizio ottobre il DTM, categoria che ha eletto per la prima volta il sudafricano Sheldon van der Linde. BMW torna a vincere con uno dei giovani talenti più competitivi, pronto a gareggiare anche tra i prototipi a partire dalla prossima stagione.

Sheldon compie l'impresa di Kelvin

Sheldon van der Linde è  il primo sudafricano a vincere nella nota categoria tedesca, abile a compiere un'impresa non riuscita al fratello Kelvin. Il #3 di Audi (Abt), sconfitto il championship decider della passata stagione, non è riuscito a confermarsi al vertice cedendo il passo a Sheldon che con la propria BMW M4 GT3 del Schubert Motorsport è stato in grado di sfruttare al massimo gli errori dei rivali.

La costanza ha pagato in una stagione in cui gli imprevisti sono stati molti per tutti. Il monopolio dell'evento al Lausitzring in primavera ha cambiato le sorti della stagione per il #31 del gruppo che successivamente è riuscito a gestire il piccolo gap che si è verificato alla vigilia della race-2 di Hockenheim contro l'austriaco Lucas Auer.

Il portacolori di Mercedes (Winward) si è dovuto inchinare dopo un 2022 oltremodo interessante, una certezza a più riprese. L'affermazione nella race-1 di Portimao non è stata casuale per il nipote di Gerhard Berger, numero uno da qualche anno della nota categoria teutonica riservata alle quattro ruote. 

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L'Italia ci prova con Lamborghini, ma non basta

Lamborghini ha ereditato la possibilità di vincere il titolo da Ferrari che dopo aver lasciato nel peggiore dei modi il 2021 ha tentato di riproporsi al vertice con una rinnovata coppia formata da Nick Cassidy e Felipe Fraga. La sfortuna non è mancata per il neozelandese ed il brasiliano, coppia che ha mostrato a più riprese di saper vincere. Situazione differente per il marchio bolognese che con Mirko Bortolotti ha lottato fino all'ultimo round per una storica impresa.

Il #63 del gruppo non è riuscito a vincere durante l'intero campionato, ma ha saputo restare in corsa per il successo finale grazie ad una serie di risultati di primo profilo. Anche in questo caso, però, non sono mancati i passaggi a vuoto come le due prove negative  del Nuerburgring o le mediocri prestazioni a Spa-Francorchamps.

La parte centrale del DTM 2022 ha spodestato il trentino dalla vetta della graduatoria assoluta, l'italiano non è più riuscito a fare il risultato. L'assenza di affermazioni è in ogni caso un dato da tenere in considerazione nonostante i parecchi podi.

René Rast sfiora la storia,  Porsche non delude le attese

René Rast ha sfiorato la storia in quel di Hockenheim. Il #33 di Audi avrebbe potuto infatti diventare il primo a vincere un titolo DTM nell'era GT3 dopo aver regalato emozioni con la 'Classe One'. Il tedesco ha perso l'occasione di scrivere una nuova pagina della categoria nel championship decider,  corsa cruciale per la sua carriera. 

Il portacolori di Abt non è più infatti un pilota di Audi Sport, una partnership lunghissima che è entrata nel cuore degli appassionati. BMW attende l'ex vincitore della 24h del Nuerburgring che dopo aver iniziato un programma con WRT in LMP2 è pronto per continuare il proprio progetto di tornare a Le Mans nella classe regina del FIA World Endurance Championship. 

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La casa dei Quattro Anelli non sorride, una situazione che valuteremo successivamente dopo aver parlato di Porsche. La realtà di Stoccarda non ha infatti deluso le attese, Thomas Preining ha dato spettacolo con KÜS Team Bernhard. L'acuto del Norisring ha rilanciato l'ex campione della Carrera Cup Deutschland che dopo Spielberg ha sperato di poter vincere il titolo nell'epilogo di Hockenheim.

Il terribile incidente di gara-1, avvenuto nelle prime fasi dell'evento con David Schumacher (Mercedes), ha messo fine al sogno del giovane austriaco che ha condiviso il programma Porsche 2022 nel DTM con Laurens Vanthoor e Dennis Olsen. Buona stagione per i due portacolori di SSR Performance, team che ha deciso di sposare la causa del DTM dopo una breve parentesi nell'ADAC GT Masters. 

Audi vince il titolo a squadre e si prepara per il 2023 senza alcune importanti pedine

Audi Sport, ad eccezione di Rast ed il titolo riservato alle case, ha dovuto alzare bandiera bianca al termine del 2022. Kelvin van der Linde, Ricardo Feller e Nico Mueller hanno dovuto piegarsi alla concorrenza, una situazione non positiva in vista di un futuro che non è chiaro.

Rast, icona del marchio, ha già deciso di salutare la compagnia, una situazione condivisa con Mueller che è già diventato a tutti gli effetti nel proprio ruolo in Peugeot Sport nella classe regina del FIA World Endurance Championship.

Altri protagonisti potrebbero seguire la scia del tedesco e dell’elvetico, il richiamo di Le Mans è sicuramente forte ed attualmente non è perseguibile per  il pilota di Audi Sport che almeno fino al 2024 (GT3) non avrà occasione di contendere con la Casa dei Quattro Anelli la maratona francese. 

La scelta di spostarsi in F1 è sicuramente interessante, ma nello stesso tempo discutibile visto l'annullamento di un programma che era già iniziato. Audi ha preferito il 'Circus' ad uno storico ritorno nelle competizioni di durata che entro il 2024 vedranno tutti i costruttori più blasonati al mondo l'uno contro l'altro. 

Mercedes e McLaren sono attualmente gli unici che condividono questa particolare situazione con il costruttore di Ingolstadt che, tra le altre cose, ha perso un significativo cliente come WRT. Rast e Mueller hanno avuto un peso specifico significativo come quello della squadra di Vincent Vosse, una mancanza che dovrà essere compensata al meglio.

Il DTM 2022 è stato promosso?

Continuano le voci insistenti  sulla natura attuale del DTM, paragonato a qualsiasi altra realtà con un regolamento GT3. La situazione, in realtà, è ben differente, come abbiamo visto nel 2021 possiamo affermare con certezza che le sfide del 2022 non ci hanno fatto rimpiangere l'ultima era della categoria turismo tedesca. 

Il livello è sicuramente uno dei più alti al mondo, non è facile trovare una serie con 11 vincitori differenti nelle sedici prove disputate. 10 piloti si sono matematicamente contesi il titolo nel championship decider di Hockenheim, evento senza precedenti nel DTM. 

Ancora più dell'anno scorso abbiamo potuto assistere ad una griglia ricca di protagonisti e di nomi di primo profilo. L'interesse dei costruttori è ancora significativo, più della metà dello schieramento è composto da campioni che sono fra i migliori interpreti della disciplina. 

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2023 cosa succederà?

Attendiamo ora di scoprire cosa accadrà nella prossima stagione anche se sembra chiaro un ritorno alle origini con un calendario che si dovrebbe articolare nei soli Paesi di lingua tedesca. Oschersleben (Germania) e Salzburgring (Austria) dovrebbero tornare oltre ai noti Norisring, Nuerburgring, Hockenheim, Spielberg ed ovviamente il Lausitzring che con la sua versione 'ovale' sembra aver trovato la propria dimensione nei programmi del DTM 

Appuntamento ora al 2023, pronti per un nuovo anno in cui sicuramente ci divertiremo. Nonostante una serie di polemiche che fanno parte del contorno, questo è uno dei campionati più noti al mondo per quanto riguarda le quattro ruote.

L'augurio è quello di avere dei nomi di primo profilo come accaduto nell'annata appena conclusa, una missione non scontata visti i tanti impegni che i volti ufficiali dovranno affrontare con i rispettivi programmi ufficiali tra i prototipi dei vari costruttori. A questo si aggiungono altri problemi più interni, le possibili voci di un'assorbimento da parte di ADAC sono sempre più presenti e forti.

Luca Pellegrini