Se la giornata di ieri si era rivelata a dir poco rocambolesca, emozioni e colpi di scena non sono mancati nemmeno nella quinta tappa della Dakar 2017, quella che avrebbe dovuto portare il gruppo da Tupiza a Oruro. Già, avrebbe: poichè le difficili condizioni meteo boliviane hanno spinto gli organizzatori ad abbreviare il percorso, dichiarando conclusa la gara al punto di neutralizzazione previsto. Successo di Loeb tra le auto e nuova leadership nella generale per Peterhansel, mentre nelle due ruote (dopo la penalità di un'ora inflitta alle Honda) Sam Sunderland è sempre più dominatore.

AUTO. La prima notizia della giornata è stata quella relativa al ritiro di Carlos Sainz. Lo spagnolo, autore ieri di uno spaventoso incidente nel corso del quale aveva danneggiato pesantemente la sua Peugeot 3008 DKR finendo in un burrone, ha dovuto dire addio ai propri sogni di gloria alzando forzatamente bandiera bianca, ad un solo giorno di distanza dall’abbandono di un altro dei principali favoriti della vigilia, il qatariota Nasser Al-Attiyah. Con la tappa accorciata per via delle cattive condizioni metereologiche, ad imporsi è stato Sebastien Loeb, al suo secondo successo personale in questa edizione della Dakar. Il francese è stato protagonista di un entusiasmante testa a testa con la Toyota Hilux di Nani Roma, sorprendentemente rientrato in corsa per il successo finale dopo una tappa tutta all’attacco. Il nove volte campione del mondo Rally, dopo un inizio strepitoso, ha poi dovuto progressivamente cedere terreno nei chilometri conclusivi, chiudendo la tappa con un margine di soli 44″ nei confronti del primo dei propri inseguitori. Il finale in sordina è costato però a Loeb la conquista della leadership generale, quest’ultima ora nelle mani di Stephane Peterhansel, giunto oggi terzo con un gap di 1’31” dal compagno di squadra. Se adesso tra i due il margine è di poco più di un minuto, si è invece leggermente più staccato Cyril Despres, fino a ieri al comando della classifica assoluta. L’ex-motociclista ha pagato qualche errore di navigazione, perdendo parecchio terreno e ritrovandosi ora a 4’54” dalla vetta nella generale. Giornata altrettanto difficile anche per Mikko Hirvonen: il pilota della Mini ha smarrito la strada finendo per perdere oltre 40′ dai rivali della Peugeot. Al momento dunque, il gruppo dei candidati al successo finale sembra essere ristretto al trio superstite della Peugeot e alla Toyota di Roma. Ma nella Dakar, si sa, tutto può succedere.

MOTO. La notizia clamorosa della penalità inflitta a tutto il team Honda è arrivata nella serata di ieri. Il motivo? Un rifornimento effettuato in zona vietata, durante il tratto di neutralizzazione al confine tra Argentina e Bolivia. Un brutto colpo per Joan Barreda, il quale si è trovato così a dover scontare, assieme ai suoi compagni di squadra, una pesantissima sanzione di un’ora. Per lo spagnolo, però, i guai non sono finiti qui, visto che nella speciale di oggi ha smarrito la rotta, sprofondando così a 1h17′ dalla vetta della classifica. Posizione quest’ultima occupata dal portacolori KTM Sam Sunderland, il quale è stato abile nello sfruttare tale situazione riuscendo anche ad imporsi nella tappa odierna davanti alla Yamaha di Van Beveren. Il primo inseguitore in classifica è quindi adesso Pablo Quintanilla (Husqvarna) anch’egli finito fuori rotta assieme allo stesso Barreda, ma anche ad altri protagonisti come Walkner e De Soultrait, adesso scivolati rispettivamente in quinta e sesta posizione nella generale. Per quanto riguarda gli italiani, dopo i ritiri di Botturi e Cerutti, il migliore è attualmente Alessandro Ruoso, il quale occupa la 33esima posizione con la sua KTM.

LA TAPPA DI DOMANI. Continua il percorso in terra boliviana, in occasione di una delle tappe più impegnative dell’intera Dakar: da Oruro si raggiungerà La Paz (la capitale più alta al mondo) per ben 527 km di prova speciale. Il tutto in attesa della giornata di riposo che attenderà il gruppo: ma prima si dovrà affrontare un percorso irto di difficoltà, con dune e fuoristrada a costeggiare il celebre lago Titikaka. Ne vedremo delle belle.

Marco Privitera

 

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