L’edizione numero 37 della Dakar va in archivio con la consacrazione di Stephane Peterhansel, capace di aggiudicarsi per la 12° volta in carriera (la sesta tra le auto) il più famoso rally raid del mondo. Il 50enne francese ha potuto festeggiare a Rosario l’ennesima impresa personale, regalando alla Peugeot il successo dopo ben 26 anni dal trionfo di Ari Vatanen. Nelle moto è invece arrivata la prima gioia per l’australiano Toby Price a bordo della Ktm, davanti a Stefan Svitko (il quale ha completato la doppietta della casa austriaca) ed al cileno Pablo Quintanilla. Tra i camion, la vittoria finale è andata all’Iveco dell’equipaggio De Rooy-Torrallardona-Rodewald, mentre tra i quad si è imposto l’argentino Marcos Patronelli.

Tornando alle auto, se la prima settimana del raid aveva sorriso a Sebastien Loeb e Mikko Hirvonen (grazie anche ad un percorso molto “rally-style”), con addirittura il 9 volte campione del mondo Rally in testa alla classifica generale alla sua prima partecipazione, la seconda settimana (quella cruciale) ha sorriso agli specialisti della Dakar. Problemi tecnici e incidenti hanno tolto di mezzo sia Loeb che Carlos Sainz dalla lotta per una clamorosa vittoria: è uscito così alla distanza lo specialista Stephane Peterhansel sulla Peugeot 2008 DKR, che si è portato a casa la sua 12° affermazione alla Dakar, la sesta tra le auto dopo le sei già conquistate con le moto. Con questa affermazione, Peterhansel si conferma sempre più come il pilota con più successi di sempre alla Dakar, davanti al russo Vladimir Chagin con 7 vittorie conquistate tra i camion.

Non sono purtroppo mancati anche in questa edizione gli incidenti. Se quello di inizio raid causato dalla Mini della cinese Guo Meiling aveva provocato il ferimento di 6 spettatori, ben più grave è stato quanto accaduto nella settima frazione in Bolivia, con la morte di un uomo investito dall’auto del francese Baud, e nella 9^ tappa in Argentina: un morto e 6 feriti gravi è stato il bilancio di un tamponamento a catena causato da un pilota Mitsubishi addormentatosi al volante dell’auto, nel corso di una fase di trasferimento.

Per quanto riguarda le moto, sembrava potesse essere una passeggiata per il portoghese Paulo Goncalves e la sua Honda l’avventura alla Dakar 2016. Il portoghese stava viaggiando agilmente verso la vittoria, quando un brutto incidente lo ha costretto ad alzare bandiera bianca e ritirarsi dal raid, spianando così la strada all’australiano Toby Price, il quale ha approfittato anche della non perfetta prova di Joan Barreda per portarsi a casa la prima vittoria in carriera. Prima di ritirarsi però, Goncalves si è reso protagonista di un bel gesto di fair play, aiutando l’austriaco Matthias Walkner che era rimasto a terra dopo una brutta caduta. Ha fatto scalpore la presenza tra tutte le 4 tempi di una 125 2 tempi guidata dal francese Sylvain Espinasse. Il pilota transalpino ha percorso tutto il raid chiudendo la sua avventura all’83° posto. Grazie al successo di Price, Ktm aggiunge un’altra vittoria tra le moto portando a 15 i titoli per la Casa austriaca, contro le 17 di Yamaha (9 moto e 8 quad)

Per quanto riguarda i camion, invece, vittoria dell’olandese De Rooy su Iveco davanti al russo Mardeev su Kamaz e all’argentino Villagra su Iveco. Per De Rooy e Iveco si tratta della seconda vittoria alla Dakar dopo quella ottenuta nel 2012, dove Iveco fece doppietta piazzando Hans Stacey in seconda posizione. Kamaz rimane irraggiungibile con le sue 13 vittorie alla Dakar, ma l’Inno di Mameli ritorna a suonare almeno tra i Costruttori.

Chiudiamo con i quad. Tripudio di Yamaha con ben 8 quad di Iwata nelle prime 10 posizioni e vittoria ancora argentina, con Marcos Patronelli davanti ad Alejandro Patronelli. Per Marcos si tratta della terza vittoria alla Dakar dopo quelle ottenute nel 2010 e del 2013, con due secondi posti nel 2009 e nel 2012. 

Marco Pezzoni

 

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