La saga della Caterham F1 si arrichisce dell’ennesimo capitolo. Questa mattina i dipendenti del team non sono riusciti ad entrare nello stabilimento di Leafield, trovando i sigilli messi da un liquidatore fallimentare, che ha punito la scuderia per un debito non saldato pari a circa 20 milioni di sterline. Finbarr O’Connell, che gestisce la società proprietaria dello stabilimento, spiega che il team inglese sta continuando ad utilizzare la fabbrica nonostante debba ancora versare una certa somma di denaro: “Stiamo cercando di raggiungere un accordo che sia favorevole per tutti. Ieri ci siamo incontrati, ma l’offerta non era in alcun modo accettabile. Spero che si ripresentino con un’offerta più seria”, il commento di O’Connel.

La situazione nell’immediato non è delle più rosee, anche perchè il tribunale ha anche imposto oltre allo stop del personale, anche il blocco di tutte le uscite di materiale dalla fabbrica inglese. Questo significa che le due CT-05 di Kamui Kobayashi e Marcuss Ericcson, se la questione non verrà risolta in tempi brevi, potrebbero rimanere all’interno della sede di Leafield e non prendere parte alla prossima gara di Austin. Lo stesso Manfredi Ravetto, subentrato recentemente al dimissionario Christjian Albers nel ruolo di Team Principal, potrebbe abbandonare la scuderia, avendo postato su Twitter un selfie con i dipendenti dal commento piuttosto eloquente: “Fiero di aver guidato un gruppo di persone così straordinario, anche se è durato solo un paio di settimane.”

Ma la responsabilità di tutta questa situazione a chi si deve attribuire? Anche in questo caso è un continuo scambio di accuse e responsabilità tra la vecchia e nuova gestione a suon di comunicati. Ha cominciato l’azienda SA Engavest, che rappresenta il gruppo di acquirenti della Caterham F1 (tra i quali lo stesso Albers e Colin Kolles) rilasciando un comunicato stampa sulla attuale situazione del Caterham Team di F1 e del 1Malaysia Racing Team (1MRT), che possiede ancora la licenza di F1 del team. “Dalla data dell’accordo, il venditore ha rifiutato di adempiere ai propri obblighi legali per trasferire le sue azioni all’acquirente. L’acquirente è stato lasciato nella spiacevole posizione di finanziare la squadra senza avere titolo giuridico per il team che aveva acquistato. Questo è in totale contraddizione con il comunicato stampa del venditore del 3 ottobre 2014 che affermava che il signor Fernandes e il suo gruppo Caterham non avevano più alcun collegamento con il F1 Team Caterham.”

Immediata è arrivata la reazione di Tony Fernandes che , sempre tramite un comunicato, ha replicato alle accuse mossegli dalla Engavest: “Nel giugno del 2014 ho deciso, insieme ai miei co-azionisti, di vendere le mie quote del Caterham F1 Team. Abbiamo deciso di cederle ad una società svizzera denominata Engavest, sulla base del fatto che Engavest si è impegnata a pagare tutti i creditori esistenti e futuri, compreso il personale. Purtroppo, Engavest non è riuscita a rispettare tutte le condizioni dell’accordo e Caterham Sports Ltd (la società operativa del team in Gran Bretagna) è stata messa in amministrazione controllata da parte della banca, perché ci sono delle somme ingenti da pagare a numerosi creditori. Il nostro accordo con la Engavest è stato molto chiaro: non c’era nessuno obbligo legale a trasferire le azioni se non fossero state soddisfatte tutte le condizioni, che comprendevano il pagamento dei creditori. Queste non sono state rispettate ed i nostri avvocati hanno chiesto più volte ad Engavest di adeguarsi, ma questo non è avvenuto. Se si accetta di acquisire un business, bisogna pagare i conti. Loro hanno violato questa promessa ed ora, purtroppo, i dipendenti ed i tifosi del Caterham F1 Team rischiano di non vedere più correre la loro squadra. Spero sinceramente che non si debba arrivare a questo e che si possa trovare una soluzione.”

Ad oggi, con la situazione sempre più intricata della Caterham e quella non propriamente florida di Marussia e Sauber, prende sempre più piede l’ipotesi terza vettura in Formula 1, anche se ci sarà da discutere con tutti i team per raggiungere un’unanimità che attualmente ancora non c’è.

Vincenzo Buonpane

Nella foto sottostante, l’eloquente tweet di Manfredi Ravetto:

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