Nel corso degli ultimi anni la Formula 1, grazie ai nuovi regolamenti ed all’evolversi delle tecnologie e dei concetti di sicurezza attiva e passiva, ha ridotto ai minimi termini le possibilità di incidenti capaci di arrecare gravi conseguenze ai piloti protagonisti del Mondiale. Ma il terribile schianto che ha visto coinvolto Jules Bianchi a Suzuka ha, di fatto, dato l’input per riconsiderare alcune normative e procedure in caso di eventi particolari in pista.

Con l’ingresso della safety car nel momento in cui la “maledetta” gru stava spostando la vettura di Sutil si sarebbe potuto evitare il dramma? Questo è impossibile saperlo, ma sicuramente la probabilità sarebbe stata quasi pari allo zero. Durante il weekend del Gran Premio di Sochi la FIA, in una riunione, ha espressamente chiesto a tutti i team la massima collaborazione per cercare di far luce sull’accaduto e ha proposto l’adozione della Yellow Zone.

Ma di cosa si tratta esattamente? Essa è una soluzione che da anni viene utilizzata nel WEC (chiamata anche Slow Zone) e consiste sostanzialmente in una neutralizzazione parziale di una sezione del circuito. In qualsiasi momento di necessità, la Direzione Gara ha facoltà di istituire la Slow Zone con velocità massima consentita di 60 km/h e i commissari di pista, al contempo, espongono le segnalazioni mediante un pannello luminoso. Per chi non dovesse rispettare i limiti di velocità in una Yellow Zone, le sanzioni sono dure e ammontano a uno stop and go pari a cinque secondi per ogni chilometro in eccesso di velocità o, in caso di comportamento ritenuto pericoloso dai Commissari, l’esclusione dalla corsa.

Nell’immediato, in Formula 1 cambierà poco, anche perché occorrerà testare il software approntato dalla Federazione, necessario per controllare che ogni singola vettura possa rispettare il limite imposto: l’unico accorgimento che verrà adottato ad Austin sarà l’istituzione di un tratto da affrontare a velocità moderata e costante (molto probabilmente al termine della sessione di prove libere) che i piloti dovranno gestire autonomamente in base alle indicazioni presenti sul cruscotto. Se l’esperimento dovesse andare a buon fine, esso diverrebbe applicabile a partire dalla prossima stagione: grazie proprio al nuovo software in fase di realizzazione dalla FIA, i piloti vedranno apparire un’indicazione sul proprio volante indicante il cosiddetto “delta time”, ovvero il margine che il pilota sarà obbligato a mantenere per non incorrere in penalizzazioni. Il provvedimento ha trovato riscontri positivi tra i protagonisti del Circus, tra cui Fernando Alonso: “Sono stato proprio io a sollevare la questione. Mi sembra un’idea praticabile. Quando corri nelle gare di kart indoor, se c’è una bandiera gialla, la direzione può limitare la velocità di tutti i concorrenti premendo un pulsante”.

Inoltre, Charlie Whiting verrà affiancato da Laurent Mekies, ex-ingegnere Toro Rosso, per esaminare i monitor durante la gara ed avere una visione completa degli avvenimenti, visto che nelle fasi immediatamente successive all’incidente di Bianchi nessuno si era effettivamente accorto della presenza della Marussia incidentata.

Vincenzo Buonpane

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