Nel 1992 la Formula 1 è un mondo dove è ancora possibile costruirsi un sogno, pur avendo pochi mezzi a disposizione ed essendo armati principalmente di tanta buona volontà ed un pizzico d’incoscienza. E’ il caso dell’Andrea Moda Formula, scuderia fondata dal giovane imprenditore marchigiano Andrea Sassetti per pubblicizzare la sua azienda attiva nel settore calzaturiero. Un’avventura che però ben presto si rivela fallimentare, visto che il team finisce per essere letteralmente cacciato dal Circus con l’accusa di aver danneggiato l’immagine della categoria. Sembra una storia d’altri tempi, eppure sono passati poco più di vent’anni.

Tutto nasce quando Andrea Sassetti, rampante e vulcanico personaggio con la fama di playboy, si mette in testa di intraprendere, senza nessuna esperienza nel settore, un’avventura apparentemente folle: prendere parte al Campionato del mondo di Formula 1. Per farlo acquisisce licenza e struttura del team Coloni, dopodiché si affida al giovane progettista Nick Wirth per disegnare un telaio in fretta e furia ed infine iscrive la scuderia al Mondiale affidando la monoposto ai piloti Alex Caffi e Enrico Bertaggia.

I membri del team quindi partono per il Sud Africa, dove è in programma la prima prova del campionato, ma subito si presenta il primo problema: l’Andrea Moda non viene ammessa perché…non ha pagato la tassa d’iscrizione prevista per le nuove squadre e, nonostante le proteste di Sassetti, la decisione della Federazione non cambia.

Per la seconda gara della stagione, il Gran Premio del Messico, Sassetti decide di acquistare i motori Judd per equipaggiare le proprie vetture. Peccato che si verifichino enormi ritardi nelle spedizioni del materiale: mentre gli altri sono praticamente pronti per scendere in pista nelle prequalifiche, al box dell’Andrea Moda i pochi meccanici presenti tentano di assemblare una scocca ancora nuda. Inevitabile il nuovo rinvio del debutto, anche se questo episodio porta a creare una frattura tra la proprietà ed i piloti, che per tutta risposta vengono subito…licenziati senza aver nemmeno percorso un chilometro!

Per il Gran Premio del Brasile vengono così chiamati il pilota carioca Roberto Moreno e il debuttante inglese Perry McCarthy: la scuderia si presenta a Interlagos con la S921 finalmente assemblata, ma nuovamente sorgono problemi per la squadra. A McCarthy viene infatti negata la concessione della Superlicenza poco prima delle prequalifiche, e così Moreno si ritrova da solo ad affrontare la tagliola del venerdì mattina: impresa improba, visto che risulta più lento di ben 15 secondi rispetto all’ultima vettura qualificata.

In Spagna, anche McCarthy riesce ad ottenere dalla Federazione il via libera per prendere parte alle prequalifiche: ma la sua avventura dura poco, perchè la sua vettura lo pianta in asso non appena varcata la soglia della corsia box, con il pilota mestamente costretto a riportarla indietro a spinta…

Lo scoglio delle prequalifiche non viene superato nemmeno a Imola, anche se Moreno sfiora l’impresa, piazzandosi a poco più di un decimo dal tempo fatto registrare dalla Brabham di Van De Poele in qualifica. Ma anche per l’Andrea Moda il momento di gloria sta per arrivare: l’incredibile accade a Montecarlo, dove la nera S921 di Moreno riesce a qualificarsi per la gara, seppur con l’ultimo tempo. La gioia della scuderia dura però poco, visto che Moreno si ritira dalla gara dopo appena 11 giri per un problema al motore. Rimarrà questa l’unica qualificazione del team in una gara di Formula 1 nell’arco della sua breve storia.

In Canada, nell’appuntamento successivo, la scuderia non riesce a prendere parte alle prequalifiche per il mancato arrivo dei motori Judd a causa di problemi nel trasporto, anche se altre voci circolanti nel paddock il vero motivo risiede in alcuni mancati pagamenti da parte di Sassetti.

Nel Gran Premio di Francia, il team rimane coinvolto nello sciopero dei camionisti che aveva provocato il blocco di diverse strade, non riuscendo a fare arrivare in tempo materiali e vetture.

In Inghilterra, Germania e Ungheria, l’Andrea Moda non riesce a superare la tagliola della prequalifiche. Addirittura, McCarthy viene spedito in pista nelle prequalifiche della gara di casa con le gomme da bagnato, in una mattinata in cui a Silverstone splendeva il sole…non va meglio a Hockenheim, dove il britannico riesce perlomeno a girare, salvo poi farsi cancellare i tempi per non essersi fermato al semaforo rosso durante il rientro ai box.

Nel Gran Premio del Belgio le disavventure della scuderia raggiungono l’apice: in pista McCarthy rischia di uscire di pista all’Eau Rouge a causa di un problema allo sterzo, mentre Andrea Sassetti viene addirittura arrestato direttamente nel paddock con l’accusa di frode finanziaria e false fatturazioni

Dopo questo ennesima brutta figura, l’Andrea Moda tenta di ripresentarsi in pista nel week-end di Monza, ma ormai la Fia ha deciso: è giunto il momento di cacciare la scuderia con l’accusa di aver “danneggiato la reputazione della F.1”. Sassetti le prova tutte, tenta di entrare nei box con l’aiuto delle forze dell’ordine, ma non c’è niente da fare: l’avventura dell’Andrea Moda in Formula 1 si è ormai definitivamente conclusa.

Chiara Zaffarano – Marco Privitera

 

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