La notizia che mai avremmo voluto dare purtroppo adesso è divenuta realtà: Nicky Hayden non ce l'ha fatta ed è deceduto questo pomeriggio al Bufalini di Cesena, dopo cinque giorni di lotta durante i quali il suo quadro clinico è sempre rimasto sempre critico. La sua morte colpisce nel profondo il mondo delle due ruote che aveva imparato ad apprezzare le gesta del pilota statunitense prima in MotoGP e poi in Superbike: ci lascia un Campione del Mondo amato da tutti per il suo talento e la sua gentilezza, un pilota d'altri tempi che non verrà dimenticato.

Nicky Hayden si è spento questo pomeriggio a Cesena a causa dei gravi traumi riportati nell’incidente di mercoledì scorso, quando la sua bicicletta si è scontrata violentemente con un’auto. Il mondo della due ruote è sotto shock e fin da subito ha manifestato il proprio dolore per un pilota che negli anni si è fatto amare dagli appassionati e rispettare dai rivali.

Hayden era nato il 30 luglio 1981 a Owensboro in Kentucky, la terra che gli è valsa il famoso soprannome “Kentucky Kid”. La sua è una famiglia di piloti, visto che anche il padre correva, così come i due fratelli; lo statunitense era molto unito alla famiglia, che conta anche due sorelle e molte giovanissime nipoti, così come alla sua fidanzata Jacqueline Marin, con la quale stava per convolare a nozze dopo la romantica proposta di matrimonio a Venezia di qualche mese fa. La sua carriera è stata lunga e ricca di soddisfazioni: dagli inizi nel cross al passaggio in AMA Supersport nel 1998, grazie al quale riesce a partecipare come wild card nel Mondiale Supersport a Laguna Seca. L’anno successivo vince in AMA e nel 2000 passa nel campionato americano SBK, chiudendolo col titolo di vice-Campione. La vittoria in categoria al secondo tentativo e i seguenti successi ed apparizioni in SBK lo convincono a  buttarsi in una nuova avventura: la MotoGP. La sua carriera inizia con la Honda nel 2003 al fianco di Valentino Rossi e prosegue in crescendo fino al 2006, quando si laurea Campione del Mondo all’ultima gara. Durante quella stagione vince due gare arrivando spesso sul podio e riuscendo ad interrompere la serie di vittorie consecutive proprio di Rossi che, nonostante la rivalità, ha sempre considerato Hayden un amico all’interno del paddock.

Nel 2009 lascia la Honda per la Ducati, come compagno di Casey Stoner prima e di Rossi dopo, e tutti concordano nel considerare il pilota del Kentucky un vero professionista che non si risparmiava mai nel lavoro, cercando sempre di aiutare la squadra. Gli ultimi due anni in MotoGP li passa nel team Aspar e nel 2015 viene inserito nella Hall of fame del motomondiale, un riconoscimento che solo i più grandi ricevono. Si lancia nell’avventura della Superbike con la Honda nel 2016, tornando in una casa che ha sempre speso per lui ottime parole ed alla quale è sempre rimasto legato. Ha chiuso la sua stagione 2016 in quinta piazza, tornando anche in MotoGP per sostituire l’infortunato Jack Miller a Phillip Island e venendo accolto con calore da tutti i piloti. Quest’anno stava continuando la sua avventura con la Honda al fianco di Stefan Bradl. 

Rimarranno nella mente di tutti i suoi sorrisi, la sua grinta, la gentilezza ed il suo essere puro, un vero signore d’altri tempi, lontano dagli eccessi di molti colleghi; un pilota amato che è rimasto nel cuore di tutti: dai rivali ai giovani riders, fino a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Mancherà molto Kentucky Kid, ma siamo sicuri che continuerà a correre in compagnia di molti altri piloti che come lui ci hanno lasciato troppo presto.

Alice Lettieri

 

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