Nelle qualifiche di Aragon, circuito dove hanno sempre vinto Honda e Yamaha se si esclude l'exploit di Stoner su Ducati nel 2010, le rosse di Borgo Panigale hanno piazzato un convincente uno-due, con Jorge Lorenzo che ha sopravanzato il compagno di squadra per una manciata di millesimi. Da tre gare a questa parte, la Ducati ha sempre centrato pole position e vittoria, segno che la moto del 2018 è davvero migliorata nell'arco della stagione, così come è migliorato Jorge Lorenzo. Per il pilota spagnolo, purtroppo, le prime soddisfazioni sono arrivate tardi quest'anno e alcuni errori dei piloti Ducati, hanno permesso a Marc Marquez di condurre il mondiale con largo margine, di 67 punti, proprio sul forlivese. 

Per la gara, posto che Marc Marquez si esprime sempre al massimo ad Aragon, la Ducati giocherà a due punte, con il vantaggio che la moto italiana sembra gestire meglio gli pneumatici quando calano nella seconda parte di gara. Jorge Lorenzo ha dichiarato che punterà alla vittoria, anche se si è detto chiaramente incerto sul risultato, vista la competitività dei due rivali che partiranno con lui dalla prima fila. Come sempre, la preoccupazione maggiore viene dalla gomma posteriore che non  dà la certezza di durare i 23 giri previsti domani. Comunque finirà, è difficile immaginare un podio senza i tre della prima fila, dato che dietro di loro è il vuoto. Il solito Cal Crutclow punterà a coprire il primo piazzamento utile dietro i tre imprendibili, davanti a lui. A rendergli la vita difficile, questa volta sembra essere a un ritrovato Andrea Iannone, che ha avuto la meglio di Danilo Petrucci, primo delle Ducati non Ufficiali. Da non sottovalutare anche Dani Pedrosa, che occupa la sesta casella della griglia e che qui ad Aragon ha sempre fatto vedere buone prestazioni.

Per le Yamaha è notte fonda. Maverick Vinales partirà undicesimo a un secondo dalla vetta, mentre Valentino Rossi è diciottesimo. Al di là del peggior risultato di sempre per il campione di Tavullia, in gara, non ci saranno speranze di condurre una gara da protagonisti per nessuno de due piloti.  Questa volta, per la casa di Iwata, neanche le ormai famose intuizioni del warm-up di Valentino Rossi sembrano poter dare fiducia a questo binomio ormai alla deriva in questo finale di stagione.

Michele Bertolini

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