Finalmente tornano a ruggire i motori delle vetture Turismo e, come consuetudine, le danze si apriranno a Marrakech, in suolo marocchino. Un campionato che gode di ottima salute:  ben ventisei vetture, suddivise in tredici team, rappresentanti sette marchi; tutti si preparano a soffiare lo scettro conquistato la passata stagione da Gabriele Tarquini e la sua Hyundai.

La prima novità riguarda proprio il parco vetture: ogni costruttore può schierare un massimo di quattro esemplari, di cui ogni team al massimo due, anche se in molti hanno trovato l’escamotage di cambiare denominazione fra una scuderia e l’altra (vedasi BRC, Cyan Racing e Loeb Racing).

Sono sempre sette i costruttori rappresentati, ma per Peugeot che abbandona arriva Lynk & Co.: un nuovo marchio del gruppo Geely, gestito dal team Cyan Racing che ha fatto correre le Volvo fino al 2017 nel WTCC. L’ingresso dei cinesi è davvero massiccio e di altissima qualità, basti vedere la mole di lavoro per preparare la vettura, e la caratura dei piloti che la porteranno in pista che assommano ben otto titoli piloti vinti, di cui quattro conquistati da Yvan Muller, tre dal rientrante Andy Priaulx e uno vinto da Thed Björk, ai quali si aggiunge il giovane Yann Ehrlacher, nipote di Muller.

Ma la vettura da batte è la Hyundai i30 N: quest’anno, ad occuparsi del costruttore coreano sarà solamente il team italiano BRC capitanato dal campione in carica Gabriele Tarquini, l’ungherese Norbert Michelisz e i rientranti Augusto Farfus e Nicky Catsburg. Non sarà certo facile riconfermarsi in vetta complice un BoP (Balance of Performance) che (già nei test a Barcellona) ha fatto storcere il naso al Cinghios, ritenuto troppo penalizzante nei confronti della vettura coreana.

Sicuramente sarà della partita la Honda rappresentata dal team ALL-INKL.com Münnich Motorpsort, che affida la Civic Type R ai due argentini Esteban Guerrieri, autore di un’ottima performance nei test pre-campionato, e Néstor Girolami; oltre al nuovo team KCMG, di Hong Kong, che vedrà il ritorno in pianta stabile di Tiago Monteiro, che ha finalmente recuperato dai postumi del brutto incidente di due anni fa, e Attila Tassi che ha ben figurato nella TCR International Series e nel TCR Europe.

In forza anche il team Sébastien Loeb Racing che raddoppia, con ben quattro Volkswagen Golf GTI: ai confermati Rob Huff e Mehdi Bennani, si aggiungono il bi-campione mondiale di RallyCross, nonché vincitore di un titolo dell’italiano SuperStars, Johan Kristoffersson e Benjamin Leuchter.

Audi che, per via del regolamento, riduce a quattro le sue RS3 LMS: due gestite dal Leopard Racing Team WRT di Jean Karl Vernay, già vincitore dell’International TCR, e Gordon Shedden autore del miglior crono nei test pre stagionali a Barcellona. Le altre sono gestite dal ComToYou di Frédéric Vervisch e Niels Langeveld, team che a sua volta supporta anche la Cupra Leon dell’esperto Tom Coronel e del giovane Aurélien Panis. Mentre il neonato PWR gestirà le altre vetture spagnole di Mikel Azcona e Daniel Haglöf.

L’unico costruttore rappresentato da due sole vetture sarà l’Alfa Romeo preparata e gestita dal Romeo Ferraris, unica realtà ancora del tutto privata, che si appoggerà al Team Mulsanne per far correre le nuove Giulietta Veloce del confermatissimo Kevin Ceccon e dal più esperto Ma Qing Hua. L’auto, progettata dal team/costruttore di Opera, ha ben figurato nei test collettivi, ma dovrà vedersela con vetture e team che dispongono di budget ben più elevati.

Per quanto riguarda il calendario sono confermati i dieci appuntamenti, composte da tre gare ciascuno, con Macao che diventa il penultimo appuntamento in favore del nuovo ingresso della Malesia (che sostituisce la doppia trasferta cinese). Rivisto il sistema dei punteggi: in qualifica verranno assegnati punti ai primi cinque classificati (nell’ordine 5-4-3-2-1). Nelle gare saranno premiati i primi quindici a tagliare il traguardo: con il primo che guadagnerà 25 punti e, a scalare, 20 il secondo, 16 il terzo, 13 il quarto e 11 il quinto per poi scendere, di un punto alla volta, fino al quindicesimo arrivato.

Ricordiamo che il BoP svolgerà ancora un ruolo determinante e sarà modificato continuamente facilitando, o rallentando, a turno le vetture. Inoltre il massimo delle vetture ammesse per ogni evento è di trentadue unità: quindi ci potranno essere ben sei Wild Card a ogni evento.

Michele Montesano