Il mondiale SBK è ormai alle porte e dopo i primi due giorni di test a Jerez de la Frontera i piloti ed i team si sono trasferiti a Portimão, sulla pista a sud del Portogallo, dove, però, la storia non è cambiata. Jonathan Rea negli ultimi minuti del secondo giorno ha montato la gomma da qualifica staccando un tempo impressionante lasciando Alex Lowes, primo inseguitore, ad oltre nove decimi; terzo posto per la Ducati Panigale V4R di Alvaro Bautista all’esordio nell’ottovolante portoghese a un solo secondo dal cannibale Rea, lontano oltre due secondi e mezzo Chaz Davies alle prese con un dolore alla schiena. Impressiona Tom Sykes con la nuova BMW S1000RR capace di girare a pochi decimi da Lowes e Bautista facendo meglio addirittura di Melandri e Davies.

Cambiano le piste, ma il risultato non cambia, Jonathan Rea continua ad essere inavvicinabile per tutti gli altro piloti del mondiale SBK. L’irlandese della Kawasaki ha portato avanti lo sviluppo della ZX-10RR 2019 che, rispetto alla moto che gli ha permesso di vincere il quarto mondiale consecutivo cambia soprattutto nel motore, oggi è in grado di girare molto più in alto rispetto a quello della precedente versione vittima del ridicolo regolamento che toglieva alla Kawasaki quasi 1000 giri al minuto utili.

Rea che, anche con le gomme da gara aveva girato più forte di tutti, a pochi minuti dalla fine della seconda giornata di test ha montato la specifica da qualifica al posteriore, e si è lanciato in un giro da qualifica vero e proprio fermando il cronometro in 1’40”855, oltre nove decimi meglio di Alex Lowes con la Yamaha ufficiale, che aveva chiuso la mattinata al comando della classifica. Dopo due stagioni dove è stato continuamente criticato per la poca costanza e le troppe cadute, se il mondiale partisse oggi sarebbe lui il vero rivale di Rea perché sia a Jerez che a Portimao è stato il più vicino e costante a Jonathan Rea.

Terzo posto nella classifica dei tempi per il rookie delle derivate di serie Alvaro Bautista, nonostante i problemi di gioventù della Panigale V4R, un adattamento non ancora completo all’elettronica meno sofisticata delle WorldSBK e alle gomme Pirelli molto diverse nelle caratteristiche delle Michelin dalle quali arriva; il terzo tempo ad un secondo da Jonathan Rea quindi non spaventa troppo Alvaro e il team Ducati ufficiale,  anche perché Bautista non aveva mai girato a Portimao, una pista molto complicata da imparare e con pochissimi punti di riferimento. Quindi questo terzo tempo lascia il team ufficiale Ducati molto ottimista in ottica dei prossimi test a Phillip Island a pochi giorni dal via del mondiale sulla pista australiana, dove Alvaro Bautista lo scorso ottobre è stato protagonista di una gara incredibile in MotoGP chiusa al quarto posto in sostituzione di Jorge Lorenzo sulla Desmosedici GP18.

In quarta posizione il rientrante nel mondiale WorldSBK Leon Haslam, campione in carica del BSB, è lontano 1”2 dal compagno di squadra; un distacco importante ma che lo fa comunque rimanere davanti a Michael Van der Mark sulla Yamaha che in questi quattro giorni di test non ha ancora fatto vedere il “Magic Mike” capace di vincere gare. Brilla invece Tom Sykes sesto, a 1”391 dall’ex compagno Rea, con la BMW S1000RR del rientrante BMW Motorrad WorldSBK Team. Dopo aver girato senza transponder a Jerez, tutti aspettavano di capire il vero potenziale della BMW gestita dal team di Shaun Muir, ma con l’appoggio ufficiale della casa di Monaco. Sykes è sempre stato un fenomeno nel giro secco, quindi non stupisce la vicinanza alle altre ufficiali nella classifica dei tempi, sarà però importante capire quanto la BMW sarà gentile con le gomme in configurazione da gara per capire se potrà fin da subito giocarsi il podio. Settima ed ottava posizione per le Yamaha del team GRT con Sandro Cortese ancora una volta davanti a Marco Melandri, che dopo esser stato positivo nei primi test di Jerez, in Portogallo ha iniziato a faticare non mascherando una certa delusione visto il ritardo di oltre un secondo e mezzo.

Nona posizione per il turco Toprak Razgatlioglu con la Kawasaki del team Puccetti Racing, che sulla pista portoghese lo scorso inverno aveva impressionato girando a pochi decimi da Jonathan Rea. Markus Reiterberger chiude la top10 con la seconda BMW lontano però oltre due secondi; difficile immaginare che potrà essere della partita nelle prime gare, ma sicuramente l’ultimo campione della STK1000 arriverà nelle posizioni che contano. Troppo lontane le altre Ducati, con Chaz Davies alle prese con un problema alla schiena lontano 2”5 e con pochi giri buoni a referto, mentre Michael Rubén Rinaldi e Eugene Laverty hanno chiuso rispettivamente a 2”9 e 3” netti da Jonathan Rea. Ma mentre se per Chaz i problemi sono stati fisici, per i piloti dei team satellite (alla seconda uscita con la Panigale V4R contro le quattro del team ufficiale, ndr) i problemi sono stati di messa a punto della ciclistica completamente nuova per entrambi i team: col team Barni che è passato alle sospensioni giapponesi Showa, mentre il team GoEleven all’italiana Bitubo al rientro nel mondiale SBK dopo parecchi anni di assenza. Questa differenza di sospensioni tra il team ufficiale (rimasto con Ohlins) e i due team privati porterà sicuramente più materiale per lo sviluppo della nuova Panigale quattro cilindri, ma potrebbe rallentare nel primo periodo la messa a punto della nuova arma di Borgo Panigale.

Chiude la classifica Alessandro Del Bianco: il rookie pupillo di Genesio Bevilacqua, con la Honda CBR 1000 RR SP2 del team Althea Mie Racing, sta conoscendo giro per giro la classe regina e in questo momento non gli è chiesto di essere davanti nella classifica dei tempi.

Mathias Cantarini

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