Alvaro Bautista vince la Superpole Race della mattina davanti a Van Der Mark e Melandri, ma in gara-2 lo spagnolo si autoelimina al secondo giro, lasciando la vittoria all’olandese di Yamaha davanti a Rea e Razgatlioglu. Gara fermata con bandiera rossa a due giri dalla fine per la caduta di Kyionari alla curva 11.




Premessa 

Dopo essere stato retrocesso dal podio alla P4 causa contatto con Lowes in gara-1, Jonathan Rea è costretto ad una difficile rimonta nella Superpole Race, dovendo partire dall’ultima fila dello schieramento come coda della penalità arrivata quattro ore dopo la fine della gara di ieri. Lowes è fit for race e disputerà entrambe le gare. Riuscirà Johnny nei 10 giri di gara a prendersi almeno il podio?

Superpole Race

Tredici, come le gare vinte quest’anno. Alvaro Bautista fa doppietta in attesa di gara-2 e nel giro d’onore omaggia Angel Nieto (al quale è dedicato il tracciato di Jerez) con tanto di cartello “12+1”. Sul podio con lo spagnolo di Ducati anche le due Yamaha di Michael Van Der Mark e Marco Melandri. Jonathan Rea rimonta dall’ultima posizione chiudendo in P4 davanti a Sykes, Haslam, Razgatlioglu, Torres e Cortese. Out Baz e Lowes. Si compongono così le prime tre file della gara-2.

La gara

Partenza super di Melandri che gira per primo in curva 1 con Bautista e Van Der Mark alle sue spalle. In curva 2 Lowes decide di auto-eliminarsi dalla gara scivolando via. Poche curve e Alvaro Bautista prende il comando delle operazioni davanti allo stesso Melandri, Van Der Mark e Rea con Davies in grande rimonta, grazie a una buona partenza. Rea non perde tempo e passa sia Melandri che Van Der Mark portandosi in P2 all’inseguimento della Ducati numero 19. Tempo un solo giro e primo colpo di scena della gara: out Alvaro Bautista, leggermente largo in ingresso di curva 1. Primo errore della stagione per lo spagnolo di Ducati, accolto comunque con un applauso al suo rientro ai box.

Tolto Bautista, sono Rea e Van Der Mark a dare spettacolo con Melandri, Davies e Razgatlioglu all’inseguimento del duo di testa. 3-4 giri e secondo colpo di scena: patatrac tra i due ex compagni in Ducati Davies e Melandri, si toccano e vanno fuori alla curva 5. Campo libero quindi a Razgatlioglu di portarsi sul podio e provare ad attaccarsi alla coda dei primi due che, nel frattempo, continuano a darsele per la prima posizione.

Al netto delle uscite di scena di Lowes, poi rientrato in pista con due giri di ritardo, e Melandri, Yamaha è cresciuta tanto nel weekend di Jerez e Rea fa fatica a contenere la grande velocità di Van Der Mark.

Appena ne ha l’occasione, Mickey trova il varco giusto per infilare Rea e mettere metri tra la sua moto e l’alfiere Kawasaki, che non riesce a tenere il ritmo dell’olandese. Chi perde terreno dalla coppia di testa è Razgatlioglu, che non riesce a stare sulla stessa lunghezza d’onda dei primi due, ma ha il vantaggio di non avere nessuno dietro di sé e può correre in tutta libertà.

Dietro Rinaldi è in grande rimonta: supera Haslam e Cortese portandosi in P4 e provando a seminare il suo gruppo di inseguitori composto anche da Sykes e Torres.

Van Der Mark aumenta il ritmo prendendo metri su Rea che non riesce a tenere il passo della Yamaha numero 60; deve accontentarsi di un secondo posto che comunque gli permette di guadagnare 20 punti su Bautista, portandosi a -41 dai -61 prima di gara-2.

Lowes e Bautista rientrano in pista soprattutto per mettere km sulle rispettive moto con l’inglese di Yamaha che prova anche a sdoppiarsi avendo 2 giri di ritardo dal resto del gruppo.

Van Der Mark vola mettendo tra sé e Rea oltre 2” di vantaggio quando mancano 3 giri alla fine.

Alla curva 11 finisce la gara del giapponese Kyionari, che cosparge di sabbia quel tratto di pista costringendo i commissari a fermare la gara con bandiera rossa.

Torna al successo Michael Van Der Mark e per lui è la terza vittoria in carriera. Secondo posto amaro per Jonathan Rea e terzo Toprak Razgatlioglu al suo quarto podio di carriera in Superbike. Seguono Rinaldi, Haslam, Cortese, Sykes, Torres, Baz e Bridewell a chiudere la top 10. A punti anche Mercado, Reiterberger, Takahashi e Lowes.

Marco Pezzoni

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