Dopo un anno di assenza dal calendario, la Superbike si ripresenta sul tracciato andaluso di Jerez de la Frontera per il round 6 della stagione 2019. Jerez è un tracciato che ha un passato glorioso alle spalle anche nel Mondiale Superbike. Grandi gare e grandi sorpassi sul tracciato spagnolo.

Il circuito di Jerez de la Frontera è stato utilizzato per la prima volta dal Mondiale Superbike nel 1990. One shot only come gara di apertura della stagione '90, con pole e doppietta di Raymond Roche su Ducati. Da quella volta niente più gare sino all’edizione del 2013, quella che prendiamo in considerazione per il nostro flashback in vista del weekend.

Premessa 

Il 2013 vede il rientro del tracciato di Jerez nel calendario dopo ben 23 anni di assenza. La stagione 2013, come la 2012, è vissuta sul duello Kawasaki-Aprilia per la corona iridata. Sykes, dopo aver perso il titolo l’anno prima per solo mezzo punto, è determinato a riportare il titolo in casa Kawasaki dopo quello di Russell del '93. Davanti a sé però ha un Eugene Laverty diventato prima guida Aprilia dopo il ritiro di Biaggi post conquista del titolo in gara-2 a Magny-Cours. A sorpresa però è Guintoli ad essere leader del mondiale a 5 round dalla fine del campionato, Tom ne eredita la leadership dopo la vittoria in gara-1 al Nurburgring per non mollarla più fino alla fine della stagione. 27 gare disputate sulle 28 previste, cancellata quella in Russia per la morte di Andrea Antonelli in Supersport.

La gara

Jerez, 20 ottobre 2013. Ultimo atto del Mondiale Superbike 2013. Tom Sykes arriva all’ultimo round da leader del mondiale e 9 vittorie in saccoccia. 7 invece i successi di Eugene Laverty e ben 5 ritiri contro i 2 soli del pilota di Huddersfield. Si giocano tutto nell’ultimo round stagionale. Sykes per riportare il titolo ad Akashi dopo 20 anni dal titolo di Russell, Laverty per tenere titolo piloti e costruttori a Noale. La Superpole è di Eugene Laverty con Sykes e Giugliano a chiudere la prima fila. Melandri e Guintoli rispettivamente in P4 e P5. Laverty parte subito forte con Melandri in scia, mentre Sykes si mette comodamente in terza piazza ad osservare da posizione privilegiata cosa succede davanti a sé. E davanti succede che Marco Melandri ed Eugene Laverty se le danno di santa ragione per la vittoria della gara. A Laverty serve disperatamente la vittoria per pensare di tenere ancora aperti i giochi per il titolo. Con Sykes però tranquillo in P3 la vittoria di gara-1 non basta all’irlandese. Melandri e Laverty continuano a darsele e mentre Marco sembra ormai avviato alla vittoria, Eugene estrae il coniglio dal cilindro trovando un sorpasso clamoroso sul ravennate della BMW, staccando all’esterno dell’ultima curva e girandogli intorno riuscendo anche a chiuderla. Eugene vince la gara davanti a Melandri di 2 decimi, ma il terzo posto basta a Sykes per vincere il Mondiale e riportare il titolo ad Akashi 20 anni dopo Scott Russell.

Gara-2 diventa quindi una “semplice” formalità per Sykes che, toltosi il pensiero del titolo, può correre più libero da pressioni. La corsa finisce nelle mani di Eugene Laverty, che raggiunge lo stesso Sykes a quota 9 successi in stagione e chiudendo il campionato al secondo posto a 20 punti dall’inglese. Dal canto suo Sykes accoglie alla grande un secondo posto che gli permette di chiudere il campionato a 447 punti e 18 podi complessivi. Laverty si “consola” aiutando Aprilia a rimanere campione costruttori.

E questo dunque era il nostro flashback sul round 2013 del Mondiale Superbike. Quest’anno Jerez è stato posizionato esattamente tra le due gare italiane quindi con temperature ben più alte rispetto a fine stagione. Vedremo come si svilupperà questo weekend dalla Superpole in poi.

Marco Pezzoni