Cambiando i fattori il risultato non cambia. Una sintesi che difficilmente potrebbe essere più azzeccata per la 6 Ore di Spa, caratterizzata da condizioni a dir poco incredibili. Partenza con il sole, poi pioggia ed addirittura neve hanno reso memorabile il penultimo appuntamento della Super season 2018-2019, ma con la Toyota sempre vincente.




Che le previsioni non fossero delle migliori era chiaro a tutti sin da prima dello start, ma immaginarsi una gara del genere in quel di Spa-Franchorchamps non era certo pronosticabile. Dopo la partenza con il sole, tutti gli equipaggi in gara non hanno fatto in tempo a percorrere più di qualche giro che la pioggia, trasformatasi poi in neve, ha colpito il tracciato delle Ardenne. La ripartenza soleggiata, ma sempre con pista bagnata, ha solamente illuso tutti i protagonisti, dato che a poco meno di due ore dalla fine un’altra tormenta di neve ha costretto il nuovo ingresso della safety car. Un epilogo ripetutosi poco dopo ad undici minuti dal termine, quando la direzione gara ha deciso di fermare tutto anzitempo con la bandiera rossa.

Nemmeno tutto questo trambusto è bastato però a fermare la marcia delle Toyota, che avevano monopolizzato la prima fila nelle qualifiche asciutte. Nella gara da 6 Ore solo una ha tuttavia visto il traguardo nelle prime posizioni; stiamo parlando della numero 8 condotta da Alonso-Buemi-Nakajima, mattatrice di una vittoria importante nel confronto diretto in ottica campionato con la vettura gemella. Proprio quest’ultima, dopo aver condotto buona parte della prima fase, è stata colpita da un guasto ad un sensore verso metà gara. Un inconveniente che ha costretto i tecnici giapponesi a lavorare per una decina di minuti nel box, costringendo Lopez-Conway-Kobayashi a rimontare nelle ultime ore. Per loro è però arrivato solo un sesto posto assoluto ed una consapevolezza non proprio intatta sul tema affidabilità in vista della prossima 24 Ore di Le Mans. Il titolo assoluto costruttori è però stato messo al sicuro grazie a questi risultati dal team nipponico.

Il podio della 6 Ore di Spa ha quindi riservato più spazio alle LMP1 endotermiche, con la Rebellion #3 che, grazie ad una strategia più accurata durante le lunghe fasi di neutralizzazione, è riuscita ad avere la meglio sulla BR01 del team SMP. Il team russo ha comunque festeggiato il terzo posto grazie anche ad un Stoffel Vandoorne a podio al debutto nel WEC. La top five è stata completata dagli altri due esemplari dei due team privati nella LMP1, con la BR01 #12 davanti alla seconda Rebellion #1. Al volante di quest’ultima, Bruno Senna è stato anche protagonista di un testacoda ad Eau Rouge in regime di safety, a dimostrazione delle condizioni proibitive del pomeriggio belga.

In LMP2 bella vittoria per il team Dragonspeed ed un Pastor Maldonado protagonista cardine di questa affermazione. La Oreca #31 ha sopravanzato nel finale l’Alpine #36 in crisi di gomme, ed alla fine seconda di classe. Il team Matmut ha comunque tratto vantaggio in questo penultimo round nei confronti dei diretti rivali in campionato del team Jackie Chan, terzi subito dietro di loro. I punti guadagnati a Spa sono tuttavia un’inezia in confronto all’ampio bottino in palio alla 24 Ore di Le Mans, che deciderà le sorti di questa classe.

E’ finita invece in anticipo la bagarre tra i costruttori della GTE-Pro, con Porsche mattatrice di questa Super Season e matematicamente campionessa in Belgio. A Ferrari sarebbe servita una doppietta in quel di Spa, ed un risultato deludente per la casa di Stoccarda. Cosa che non è avvenuta, dato che le due 911 ufficiali hanno concluso al quinto e settimo posto, ma con le 488 in mezzo al “sandwich” delle vetture tedesche. Davanti a loro ha invece conquistato la vittoria nella 6 Ore di Spa l’Aston Martin Vantage di Martin-Lynn, abili nello sfruttare un maggiore potenziale della vettura britannica sul fondo bagnato. Buona gara anche per le BMW, seconda e terza in un weekend che li ha visti sempre tra i protagonisti di prim’ordine.

Parla invece italiano la classe GTE-Am, con il giovane Riccardo Pera che insieme a Ried e Campbell, ha portato al successo la Porsche del team Dempsey Proton. I tre sono riusciti ad avere la meglio nei confronti dei poleman del team Tf Sport con la loro Aston Martin. A chiudere il podio c’è la Ferrari del team Clearwater con un altro italiano al volante: Matteo Cressoni. Sfortuna invece per Fisichella e Castellacci, coinvolti incolpevolmente in un contatto nel finale che gli ha fatto perdere il podio.

Con tutti i titoli piloti ancora aperti, la Super Season 2018-2019 vedrà il suo capolinea alla prossima 24 Ore di Le Mans. Una gara che, indipendentemente dall’esito abbastanza scontato nella classe regina, sarà tutta da seguire in tutta la sua storia ed il suo fascino.

Alessio Sambruna 

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