Ripercorriamo la carriera di Jorge Lorenzo, che proprio oggi ha annunciato il ritiro come pilota professionista al termine della gara di Valencia, ultima stagionale della MotoGP. Numeri importanti che ne fanno uno dei piloti più forti ad aver percorso i campi di gara della MotoGP per oltre 15 anni.




Gli inizi

Jorge Lorenzo Guerrero nasce a Palma di Maiorca il 4 maggio 1987 e sin dalla tenera età suo papà lo mette su una moto. A 4 anni (1991) disputa il suo primo campionato di mini cross mentre l’anno seguente, 1992, corre in minimoto. Ma è in mini cross che si fa notare, vincendo il campionato delle Baleari per tre volte dal 1993 al 1995.

Nel ’97, a 10 anni, partecipa alla coppa Aprilia, vincendola sia nel 1998 che nel 1999.

A 13 anni ottiene dalla Federazione Motociclistica Spagnola la deroga per poter disputare il Campionato Spagnolo di Velocità, terminato quell’anno in 17ª posizione con 22 punti. L’anno seguente disputa sia l’Europeo 125 (chiuso in 6ª posizione) che il Campionato Spagnolo, chiuso in 4ª posizione con 69 punti.

125 

A scoprire per primo le potenzialità del maiorchino è Giampiero Sacchi, storico responsabile del reparto corse Piaggio (che comprende Gilera, Derbi ed Aprilia), che lo fa debuttare nel 2002 a Jerez il 4 maggio, giorno del suo 15° compleanno, in sella alla Derbi. Chiude la gara al 22° posto ma il dato significativo è l’essere diventato il più giovane pilota ad aver mai corso nel motomondiale. Chiude la stagione al 21° posto con 21 punti con un 7° posto in Brasile come miglior piazzamento.

Nel 2003 arriva in Brasile la sua prima vittoria in carriera con anche pole e P3 finale a Sepang, mentre nel 2004, anno del titolo di Dovizioso, le vittorie diventano 3 (Olanda, Brno e Qatar). Curioso il caso della vittoria in Qatar: Lorenzo e Dovizioso arrivano in volata ma il fotofinish non chiarisce bene il vincitore. La vittoria viene assegnata a Lorenzo grazie al giro veloce realizzato dal maiorchino.

2005

Nel 2005 sale di categoria cambiando moto e passando da Derbi a Honda. 6 podi totali per un 5° posto finale con 167 punti. Non partecipa al Gran Premio della Malesia per squalifica rimediata nel Gran Premio del Giappone, colpevole di aver mandato a terra Alex De Angelis. A fine 2005 lascia la Honda per tornare nel gruppo Piaggio e salire sull’Aprilia RSV250. Vince subito la gara di apertura a Jerez, alla quale se ne aggiungono altre 7 più un secondo e due terzi posti laureandosi a fine stagione campione del mondo, risultando il più giovane pilota a vincere il titolo della classe intermedia. Bissa il titolo del 2006 anche l’anno successivo sempre stando in sella all’Aprilia RSV250 grazie a 9 vittorie e 10 pole position.

MotoGP

Il doppio successo mondiale in 250 gli apre le porte della MotoGP e del team ufficiale Fiat Yamaha al fianco di Valentino Rossi. Miglior risultato della stagione è la prima vittoria in carriera in Portogallo davanti a Pedrosa e Rossi, ma nel corso della stagione ha due bruttissime cadute, la prima in Cina, che gli causa doppia frattura alle caviglie, la seconda a Laguna Seca subito al primo giro. Chiude la stagione in P4 con 190 punti e miglior rookie. Nel 2009 si gioca per la prima volta il titolo lottando ad armi pari con Valentino Rossi, a fine stagione è 2° con 261 punti e 4 vittorie totali. Nel 2010 vince il suo primo titolo mondiale in MotoGP grazie a 9 vittorie totali. C’è da dire che durante la stagione i suoi avversari Rossi e Pedrosa si sono infortunati più volte. Nel 2011 rimane ancora in Yamaha indossando il numero 1 sul cupolino, compagno di box è Ben Spies dopo il passaggio di Rossi in Ducati. La stagione non va come Lorenzo si aspetta, complice anche uno Stoner rigenerato dal passaggio in Honda ufficiale. Centra comunque 3 vittorie che gli permettono di chiudere da vicecampione nonostante l’assenza nelle ultime 3 gare stagionali, complice un infortunio all’alluce sinistro rimediato nel warm up in Australia. Nel 2012 è ancora nel team ufficiale Yamaha e rilancia la sua corsa al titolo mondiale. Stagione caratterizzata dagli infortuni di Stoner e Pedrosa. Jorge centra 5 vittorie e sale 10 volte sul secondo gradino del podio ritirandosi solamente ad Assen e Valencia. Stagione chiusa a quota 350 punti. Nel 2013 si riforma la coppia dei primi 3 anni in Yamaha grazie al ritorno di Rossi nel team ufficiale. 8 vittorie non bastano per riconfermarsi campione perché il titolo va al rookie Marc Marquez. Nel 2014, complice la stagione incredibile di Marquez, centra le uniche 2 vittorie ad Aragon e Motegi, chiudendo il campionato in 3ª posizione a 263 punti. Nel 2015 si gioca di nuovo il mondiale contro il suo compagno di box Valentino Rossi. Duello ancora in casa Yamaha, ma a spuntarla per la terza volta in MotoGP è proprio il maiorchino grazie alle 7 vittorie contro le 4 del Dottore. L’epilogo della stagione è l’8 novembre 2015 con Lorenzo vincitore della gara davanti a Marquez e Pedrosa con Rossi in P4, costretto a partire dal fondo per i noti fatti di Sepang.

Il 2016 è il suo ultimo anno in Yamaha, che onora al meglio con 4 vittorie e la terza posizione finale in campionato con 233 punti.

Bilancio con Yamaha 44 vittorie e 3 titoli mondiali.

Passaggio in Ducati 

Il 18 aprile 2016, tra Austin e Jerez, annuncia il suo passaggio in Ducati per la stagione 2017. Inizia non benissimo la stagione 2017 con un ritiro in Argentina, 11° in Qatar e 9° in Usa, a Jerez coglie il suo primo podio in Rosso, podi che diventano 3 a fine stagione sommando Aragon e Sepang. A fine stagione è 7° con 137 punti.

Nel 2018 rimane in Ducati con Andrea Dovizioso come compagno di box. Riesce laddove Rossi ha fallito, ovvero vincere gare. Vince al Mugello, a Barcellona ed in Austria ma gli è preclusa la lotta per il mondiale. Subisce una brutta caduta ad Aragon ed un brutto infortunio in Thailandia, alzando bandiera bianca per le successive gare. Rientra a Valencia chiudendo 12°. Stagione chiusa in P9 con 134 punti, ma la soddisfazione di essere riuscito a vincere 3 gare.

Bilancio con Ducati 3 vittorie e 7 podi totali.

La sfida Honda

Prima della gara del Mugello 2018 (poi vinta), Jorge Lorenzo firma il contratto con Honda  HRC per il biennio 2019-2020. Sale sulla Honda nei test post gara di Valencia nel 2018 e non va affatto male considerando la Honda 2018. I primi test del 2019 sono però un mezzo incubo con Jorge che non riesce ad avere feeling con la moto 2019.

L’inizio di stagione non è certo da Jorge Lorenzo: fino al Mugello è sempre al limite della zona punti chiudendo in media 13°. A Barcellona, sua pista preferita, sembra rinascere e la partenza ne è l’esempio. Ma alla staccata di curva 10 la combina grossa abbattendo in un colpo solo Dovizioso, Rossi e Vinales aprendo la strada al successo di Marquez.

Ad Assen cade rovinosamente fratturandosi due vertebre della schiena e saltando le successive gare di Germania, Brno ed Austria. Due volte 14° a Silverstone e Misano, nelle successive 4 gare non va oltre un 16° posto in Australia, trovandosi a lottare con Abraham e Syahrin. L’ultima gara a Sepang chiude in 14ª posizione.

Conquista solamente 25 punti nell’arco della stagione con la P11 in Francia come miglior risultato di una stagione terribile.

Oggi a Valencia alle 15 davanti a tutti i suoi colleghi della MotoGP la decisione di appendere il casco al chiodo dopo la gara valenciana. Scelta maturata dopo l’infortunio di Assen e certificata dopo la gara della Malesia.

Bilancio totale della sua carriera nel motomondiale: 295 gare (296 con quella di Valencia), 68 vittorie, 69 pole position, 37 giri veloci, 152 podi, 3943 punti conquistati e 5 titoli mondiali (2 in 250 e 3 in MotoGP).

Marco Pezzoni

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