Marc Marquez festeggia il suo ottavo titolo in Thailandia con quattro gare d’anticipo. Una stagione dominata dallo spagnolo, che lo ha visto sempre in controllo fin dalla prima gara in Qatar, e suggellata da un nuovo trionfo colto nella gara di Buriram. Un campione insaziabile, con tanti record all’orizzonte pronti per essere battuti.




Marc Marquez ormai non ha bisogno di presentazioni, i numeri quasi offendono la sua grandezza. Vale la pena ricordare di chi stiamo parlando: 26 anni, 201 Gran Premi disputati, 130 podi, 79 vittorie, 8 titoli mondiali. Nato a Cervera il 17 febbraio 1993, Marc Marquez è arrivato nel mondiale nel 2008 con la KTM in 125GP. Prima di vincere però deve attendere due anni, visto che nel 2010 con la Derbi conquista il primo titolo. Arrivato in Moto2 da rookie, si gioca il titolo contro Stefan Bradl, ma è solo un grave infortunio che gli toglie il titolo. Vittoria iridata che arriva l’anno successivo, dominando un campionato con la Suter MMX che pochissimi altri piloti portavano nelle zone alte della classifica.

Poi l’esordio in MotoGP, iniziando ad inanellare record su record: più giovane poleman (battuto da Quartararo quest’anno, ndr), più giovane vincitore di un GP, più giovane vincitore di un mondiale nella classe regina. Il titolo 2014 conquistato dopo aver vinto le prime dieci gare, quello 2016 vinto a Motegi in casa Honda grazie al doppio zero di Rossi e Lorenzo. Nel 2017 cambia l’avversario: Andrea Dovizioso porta la lotta mondiale fino a Valencia, dove però deve arrendersi allo spagnolo. Lo scorso anno chiude il mondiale in Giappone grazie alla vittoria e allo zero di Dovizioso. Quest’anno assomiglia molto al 2014: in realtà le vittorie sono solo 9 (con quattro gare da correre, ndr) e non consecutive. Ma il dominio è pressoché identico: 9 vittorie, 5 secondi posti tutti in volata e un solo zero, dovuto ad un guasto della sua Honda ad Austin quando si trovava da solo al comando della gara.

Mathias Cantarini

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