Lorenzo e Rossi accomunati dal destino di una gara disastrosa al termine di un weekend partito con buone speranze e concluso nel peggiore dei modi. Jorge 17° e Rossi addirittura ritirato sono l’emblema di questa fase di carriera discendente per due pluri-campioni, offuscati dal fenomeno Marc Marquez e dall’astro nascente Fabio Quartararo.




Gara e weekend da dimenticare per i due ex compagni di box ai tempi vincenti di Yamaha Jorge Lorenzo e Valentino Rossi. Il maiorchino, dopo essere partito 19° e non aver recuperato alcuna posizione durante la gara, ha chiuso al 17° posto ad oltre 40” dal suo scomodo compagno di box e davanti solo ai vari Abraham, Syahrin e Guintoli e dietro anche ad un acciaccato Taka Nakagami, che dalla prossima gara australiana lascerà il posto a Johann Zarco.

La situazione di Jorge la conosciamo tutti, è da inizio anno che continua a non ingranare con la Honda 2019 del team ufficiale HRC e fatta su misura per il suo compagno di box, che continua a mietere successi e guidare anche sopra ai problemi di una RCV213 che ora sembra cresciuta anche di motore, pareggiando quello di Ducati.

I miseri 23 punti raccolti fino a questo punto dal maiorchino sono il triste emblema di quanto stia facendo fatica con una moto palesemente costruita su indicazioni di Marquez e che Honda giustamente segue in tutto e per tutto. Qualsiasi pilota mollerebbe in questa situazione ma non Jorge che, orgoglioso com’è, vuole portare al termine la sua avventura con Honda, anche a costo di patire le pene dell’inferno di un faticoso adattamento alla sua RCV. D’altro canto, Puig ha detto chiaro e tondo che Lorenzo si deve adattare, concetto ribadito anche da Marquez (attraverso qualche frecciatina) che con quella moto vince e convince.

La gara giapponese del maiorchino è l’emblema della sua stagione, piatta e senza acuti. Per un pilota Honda factory ritrovarsi a lottare contro Syahrin, Abraham e Guintoli non è molto gratificante, soprattutto se sei sulla pista di proprietà di Honda. Ma questo passa al convento e Lorenzo chiude la sua gara mestamente al 17° posto, due sole posizioni avanti rispetto alla partenza, dopo essersi ritrovato anche 20°.

La situazione che sta vivendo Lorenzo da inizio anno paradossalmente assomiglia a quella dell’ultimo Pedrosa o ai vari team mate di Stoner in Ducati, ossia quella di guidare una moto costruita sulle esigenze della star del team a scapito degli altri. Non è mistero dunque che lo stesso Jorge, ma anche Crutchlow e Nakagami, facciano fatica con la stessa moto di Marquez…

Simile a quella di Jorge Lorenzo è invece la situazione di Valentino Rossi, caduto a 4 giri dalla fine mentre lottava mestamente con Danilo Petrucci per la P10, posizione nella quale si è qualificato dopo un turno di QP estremamente complesso. Valentino meriterebbe una riflessione a sé in questo caso, ma abbiamo deciso di accomunarlo a Jorge Lorenzo perché entrambi stanno vivendo la medesima situazione contro i più giovani compagni di squadra, con Rossi che si trova spesso ad essere l’ultimo delle Yamaha sia in qualifica che in gara.

L’aver cambiato stile di frenata passando da 3 a 2 dita sembrava avergli dato qualche speranza nel fine settimana giapponese; speranza che si è sciolta con una partenza da film horror che lo ha visto perdere 4 posizioni, ritrovandosi a lottare contro la KTM di Pol Espargarò, l’Aprilia di Aleix e le Suzuki di Mir e Rins.

Questo è forse uno dei momenti più neri della carriera di Rossi, una crisi dalla quale sembra difficile uscire e che lo relega al momento in P7 nella classifica generale, terzo italiano e terza Yamaha dietro al neo-incoronato Rookie of The Year Quartararo ed al suo compagno di box Maverick Vinales.

Cambiare capo-tecnico per il 2020, passando da Silvano Galbusera a David Munoz, è forse la mossa della “disperazione” per un pilota che non vince un mondiale dal lontano 2009 ed una gara dal 2017. Un tecnico giovane può sicuramente portare motivazioni nuove al vecchio leone, che è ancora il più amato a livello mondiale ma oggettivamente fa davvero male vederlo in questa situazione.

Che stia arrivando il cosiddetto “canto del cigno” sia per Lorenzo che soprattutto per Valentino Rossi? I continui acciacchi e botte prese dal maiorchino e l’età che avanza inesorabile per Valentino potrebbero far pensare proprio a questo, quindi ad una fine vicina delle rispettive carriere pur essendo entrambi pronti per una stagione 2020 con rinnovate speranze ed ambizioni. Per entrambi c’è da chiudere quest’annata in modo dignitoso e ripartire per il 2020 lasciandosi alle spalle l’annus horribilis.

Marco Pezzoni

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