Fabio Quartararo, con il secondo posto conquistato a Motegi, ha guadagnato il titolo di “Rookie of the Year”. Il francese chiude i giochi con tre gare d’anticipo staccando Joan Mir, Francesco Bagnaia e Hafitz Syahrin. Ripercorriamo tutti i numeri del nuovo fenomeno di casa Yamaha.




Fabio Quartararo è arrivato in MotoGP quasi da oggetto misterioso, nonostante la sua storia ci racconti altro. Dopo aver vinto in PreMoto3 nel 2012 si aggiudica l’anno successivo, da rookie, il CEV Moto3, replicando anche nel 2013. Questo successo porta Dorna all’introduzione di quella che verrà chiamata “Quartararo rule”: di cosa si tratta? Per correre nel motomondiale bisogna aver compiuto almeno 16 anni e la “Quartararo rule” permette a chi vince il CEV Moto3 di passare nel motomondiale prima del compimento dei 16 anni. Dopo una prima stagione in Moto3 discreta, dove conquista due podi e due pole position, il suo talento sembra spegnersi. Resterà in Moto3 solo un altro anno, con la KTM del team Leopard Racing, senza riuscire a salire sul podio.

Passa in Moto2 appena diciottenne con la Kalex del team Pons ed anche qui, nonostante diverse apparizioni in top10, non brilla ed anzi, quello che era considerato il nuovo crack del motociclismo inizia a sembrare solo un buon pilota. Non la pensa così Luca Boscoscuro che in lui crede e lo vuole nel 2018 in SpeedUp. Con la moto veneta Quartararo parte in maniera opaca, chiudendo oltre la ventesima posizione in Qatar ed in Argentina. Da Austin però la storia cambia, il francesino inizia ad andare a punti ed a Barcellona centra il suo primo successo nel motomondiale. Torna sul podio quindici giorni dopo ad Assen e centra la vittoria a Motegi in volata su Pecco Bagnaia: questa vittoria però non resterà negli annali perchè viene squalificato.

Quando Razlan Razali ha scelto Quartararo, tutti pensavano che la scelta fosse una follia, ma ben presto la scelta del manager malese viene ripagata. Quartararo parte fortissimo in qualifica alla prima gara e si classifica quinto, ma tradito dall’emozione fa spegnere la moto in griglia. Scattato dai box riesce a recuperare fino ai limiti della zona punti, mettendo in mostra un passo che sarebbe potuto valergli il podio. Finisce abbondantemente in top-10 sia in Argentina che ad Austin. Tornati in Europa centra la pole position a Jerez, diventando il più giovane poleman della storia della MotoGP, strappando il record a Marc Marquez. Purtroppo per lui, mentre si trovava in lotta con Marc Marquez per la vittoria, l’asta di rinvio del cambio si rompe costringendolo al ritiro.

Dopo il decimo posto del Mugello la carovana della MotoGP si trasferisce a Barcellona ed ancora in terra spagnola Quartararo centra una nuova pole position. In gara deve però arrendersi al miglior passo di Marc Marquez. Ormai il rookie non è più una sorpresa ed anche ad Assen, gara successiva a quella di Barcellona, sale sul podio alle spalle di Vinales e Marquez. Fabio Quartararo torna ancora sul podio al Red Bull Ring dove riesce a regolare le due Yamaha ufficiali di Valentino Rossi e Maverick Vinales.

Dopo lo spaventoso incidente di Silverstone, dove fortunatamente non riporta (così come Dovizioso) ferite gravi, nelle gare successive si conferma l’unico rivale di Marc Marquez. A Misano comanda la gara per tutti i giri, venendo passato da Marquez solo all’ultima tornata. Stessa cosa avviene in Thailandia, dove comanda per tutta la gara e all’ultima curva ha addirittura la possibilità di vincere, ma Marquez è più lesto ad incrociare e tagliare per primo il traguardo. Oggi Marquez ha preso il largo, ma Quartararo è stato l’unico pilota in grado di stare al suo ritmo per buona parte della gara. Centrando la seconda posizione ed il sesto podio stagionale, Fabio Quartararo si è laureato “Rookie of the Year” per il 2019.

Con 163 punti e tre gare ancora da correre Fabio Quartararo può diventare il secondo miglior rookie della storia della MotoGP. Questa particolare classifica è comandata ovviamente da Marc Marquez, che nel 2013 da rookie conquistò il mondiale con 334 punti. Nel mirino di Fabio Quartararo ci sono Johan Zarco ed Andrea Dovizioso che, rispettivamente nel 2017 e nel 2008, hanno chiuso la stagione con 174 punti. Due punti più in la troviamo i 176 di Ben Spikes nel 2010. Più difficile invece recuperare Jorge Lorenzo, che chiuse il 2008 con 190 punti, e Dani Pedrosa, che nel 2006 chiuse con 215 punti il mondiale. Per superare Pedrosa, Quartararo dovrà raccogliere 52 punti in tre gare: una missione non impossibile e per questo raggiungibile.

Mathias Cantarini

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