A Misano abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Vicky Piria, unica rappresentante italiana nella W Series, campionato di monoposto interamente composto da partecipanti donne. Nell’appuntamento casalingo la giovane italiana ha conquistato un buon quinto posto mantenendo il ritmo dei primi e manifestando buoni miglioramenti che fanno ben sperare di vederla combattere per il podio nelle prossime gare.




Parliamo della W Series, come ti trovi?

Bene, sono contenta, siamo in un ambiente di alto livello con un programma serrato essendo insieme al DTM e questo scenario lo impone. Non è facile gestire 18 macchine, ma tutto procede nel migliore dei modi, nessuna macchina in gara ha presentato dei problemi, io ho avuto uno di tipo elettronico, ma niente rotture per nessuna di noi. C’è tanta attenzione ai dettagli, le macchine sono tutte uguali e vengono sempre tutte controllate come in un normalissimo campionato con dei team.

Noi cambiamo sempre vettura, che viene attribuita mediante un sorteggio a inizio weekend e  questo avviene proprio perché gli organizzatori vogliono che sia il pilota a vincere. Normale che ci siano piloti che arrivano un po’ più preparati, per esempio Jamie (Chadwick ndr) ha fatto un campionato in India, il campionato di F3 Asiatico e quindi arrivava ad Hockenheim alla sua 8ª gara dell’anno mentre per me era la prima. Comunque qui si viene messi nella condizione di misurarsi con chi ha più esperienza con gli stessi mezzi e infatti con Jamie nelle qualifiche eravamo abbastanza vicine.

Tra di noi c’è tanto rispetto, sappiamo tutte di meritare un posto nella serie, siamo tutte vicine e qui a Misano si poteva fare il quinto tempo come il dodicesimo. Un aspetto che ci aiuta a crescere è il fatto che possiamo vedere i dati di tutti e i video di tutti, quindi riusciamo a migliorare velocemente. Quello che mi ha sorpreso in positivo è che è un campionato che vuole spingere alla performance, ci vuole portare tutte ad un buon livello, non ci hanno solo messo nella condizione di correre e poi basta, ma siamo nella condizione di crescere.

Noi cambiamo anche meccanici e ingegneri ogni gara, a volte ti capita quello con cui ti trovi bene, a volte quello con cui ti trovi meno bene, ma questo ci fa crescere perché fare il pilota comporta avere capacità di adattamento e qui dobbiamo adattarci sempre, impariamo a stare nei tempi, abbiamo da seguire la parte del training fisico, del simulatore, ci mandano i report, è tutto ad alto livello. Siamo seguiti da Hintsa, il trainer Red Bull. Ci fanno il remote coaching, mandano il programma di allenamento, mi controllano i battiti, i miglioramenti, ci sentiamo via Skype, ci confrontiamo.

Abbiamo dei grandi benefit. Le macchine sono molto toste, con l’halo sono molto pesanti rispetto alle F3 a cui ero abituata prima. Sono contenta di tutto, quello che mi manca po’ è arrivare in pista coi miei tempi, scherzare un po’ coi meccanici. I tempi di racing normali mi mancano un po’, qui non si sgarra, abbiamo tutto organizzato e creare un feeling con meccanico e ingegnere non è possibile poichè cambiano di gara in gara.

Questo però è un sistema che veramente mi sta facendo crescere, oltre dal lato di guida anche dal lato umano, di maturità, mi insegna a gestire la pressione, abbiamo una sola gara a weekend e solo 6 gare in totale, non sono permessi errori. Io ne ho fatto uno ad Hockenheim, ero ottava e poi non ho finito la gara e ne sto pagando le conseguenze. Ora sarei settima invece che nona in campionato. Quello però mi è servito per crescere a Zolder ed arrivare qui. Ci sono altre 3 gare in piste abbastanza difficili.

Che obiettivo ti sei posta per le prossime gare?

Il mio obiettivo era di fare un po’ di top 5, poi è stato difficile per me capire come poteva andare, perché sono stata fuori da un ambiente di alta competizione per cinque anni e qui il livello è alto. Il mio obiettivo è di continuare a crescere e migliorare, non fare errori e, per una volta, godermela. Sono qui in un campionato organizzato bene in cui pensano a tutto loro, è la prima opportunità in cui sono qui senza pensare che devo fare risultato perché poi rischio di dovermi fermare. Sono contenta di potermi concentrare solo sul fare bene.

Riassumendo Misano, fai un bilancio di questo weekend di gara…

Qui a Misano ho ottenuto il settimo tempo nelle prove libere 1, ma mettendo insieme i 3 settori avrei avuto il terzo tempo quindi sapevo che più o meno c’ero, cambiando un po’ i settaggi della macchina, nella seconda sessione di prove libere avevo il quarto tempo. Sapevo che un po’ di ragazze non avevano provato la gomma nuova, quindi mi aspettavo che sarebbe stato difficile e saremmo state tutte vicine.

In qualifica ero quarta fino a poco prima della fine e poi mi hanno passato per mezzo decimo, comunque sono partita quinta ed è andata bene perché ero dalla parte migliore della pista quindi ho fatto una bella partenza, ho mantenuto il quarto posto poi purtroppo ho avuto un problema elettronico, mi si è spenta e riaccesa la macchina all’uscita della Quercia e quindi lì mi ha passato Miki Koyama. Lei andava oggettivamente un pochino più veloce di me, ma ero riuscita a mantenerla dietro fino a quel punto, quindi per i 30 minuti di gara senza quel problema le sarei stata davanti, però sono super contenta del 5° posto, qui a Misano, ci tenevo, era il mio obiettivo, sapevo di poter fare bene qui, è un buon passo in avanti, sono molto più vicina ai primi rispetto alle prime due gare e questa è una cosa importante.

Vincere è un obiettivo raggiungibile?

Si, secondo me si è realistico, si può vincere, però tutte possiamo vincere, le prime dieci vanno tutte veramente forte quindi come posso vincere io possono vincere anche le altre ragazze.

Siamo riusciti a parlare con Vicky subito dopo la sessione autografi e il suo allenamento al simulatore. Dopo una breve chiacchierata con Matt Bishop, direttore della comunicazione e un giro turistico con Annie Bradshaw, addetta stampa, l’abbiamo raggiunta proprio in quella zona dove avvengono le sedute di training la domenica post gara per conoscere il prossimo circuito, constatando quanto il programma creato dagli organizzatori sia di alto livello, fitto di impegni e momenti di preparazione utili per aiutarle a prepararsi e a crescere: una vera e propria palestra racing a 360 gradi per le pilotesse della W Series.

Non ci resta che ringraziare e fare un grande in bocca al lupo alla nostra portacolori Vicky Piria per le prossime gare, a partire da quella del 6 luglio al Norisring, sperando di vederla combattere sempre nella top 5 e presto conquistare il podio in questa interessante e innovativa W Series.

Anna Mangione

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