Nella puntata 280 di “Circus”, andata come di consueto in onda su Radio LiveGP, abbiamo avuto come ospite Luca Ghiotto, il quale ha raccontato ai nostri microfoni la nuova avventura sportiva che lo attende nel 2020. Dopo il debutto nel FIA WEC, Luca entrerà a fare parte dell’equipaggio del team R-Motorsport nel GT World Challenge Europe (attuale Blancpain GT) alla guida dell’Aston Martin Vantage GT3.




Tra i temi affrontati nel corso della chiacchierata con Marco Privitera spiccano il nuovo ingaggio e i programmi in chiave 2020, ma c’è spazio anche per la gara finale di Formula 2 e per parlare dell’episodio sfortunato che ha coinvolto i ferraristi Vettel e Leclerc nel recente GP del Brasile.

Luca, parliamo subito del tuo programma agonistico 2020…

“Correrò nel Blancpain GT World Challenge, nella serie Sprint ed Endurance, disputando anche l’appuntamento di fine gennaio a Bathurst, perciò non avrò molto tempo per riposare… Essendo però un mondo molto diverso dalle formule, dove gli appuntamenti sono fissi, potrebbero esserci delle partecipazioni a gare importanti, strada facendo… come ad esempio la 10h di Suzuka.”

Ti troverai al volante di un’Aston Martin Vantage GT3, del team R-Motorsport: una stagione e una nuova avventura molto stimolante…

“Sicuramente sì! R-Motorsport può essere definito il team ufficiale dell’Aston Martin: sono la squadra di punta, perciò non potevo desiderare di meglio in termini di team! Una squadra che ha una struttura importante e che disputa anche il DTM: non si tratta solo di GT, ma c’è anche dell’altro.”

Possiamo dire che si apre un nuovo capitolo della tua carriera?

“Quando si passa alle ruote coperte credo che lo sia sempre, per qualsiasi pilota. Sono molto contento di questo, anche se ho ricevuto anche alcuni commenti negativi: molte persone mi hanno chiesto “Come mai non resti in Formula 2, come mai non provi a correre in Formula 1…”. Purtroppo è difficile arrivarci, io non ho le possibilità economiche e non ho avuto contatti con nessun team, quindi è inutile sperare in qualcosa che non succederà mai… Sono comunque molto contento di questa opportunità, perchè le gare di GT, le GT3 in particolare, sono sempre state parte di campionati che ho ammirato molto. Ci sono Case molto facoltose che costruiscono vetture, team di un certo livello, gare sempre tirate fino all’ultimo e poi è comunque un mondo dove, se fai bene, ha la possibilità di costruirti una carriera, perchè poi ci puoi correre fino ai 40 anni…”

Le prospettive sono molto interessanti, perchè si aprono scenari nuovi e, acquisendo esperienza di volta in volta, il tuo talento verrà a galla…

“Sicuramente sì! Alla fine, il team ha già quattro macchine nel DTM, perciò nella stessa struttura c’è già qualche possibilità per il futuro, chi lo sa… Il mondo GT è tenuto molto sott’occhio, anche nel WEC, sia con le GT che con i prototipi: diciamo che rispetto alle formule ci sono molto più sbocchi. Per il momento voglio concentrarmi e fare bene nel 2020, poi i risultati diranno quali possibilità ho per il 2021. Se le cose andranno come dovranno andare, ci sono buone prospettive, sicuramente…”

Questa è stata una stagione sicuramente positiva, che ti ha visto sempre nella parte alta della classifica in F2: ma hai qualche rimpianto?

“Credo che ci siano stati tanti punti lasciati per strada: non è un’opinione solo mia, ma tutti coloro che hanno seguito la mia stagione possono vedere. Almeno 60 punti sono rimasti in giro: con il secondo posto a Montecarlo sono già 18 punti, mentre in gara-2 a Silverstone ho forato una gomma senza nemmeno toccare nessuno, quando ero quinto, stavo rimontando e potevo fare podio… senza contare altre mille cose, come a Baku che sono andato a muro in entrambe le gare: avessi anche solo portato a casa 20 punti grazie ad un quinto posto in gara-1 e quarto in gara-2, sarebbero tanti punti in più ed ora saremo totalmente in un’altra posizione. Ora l’obiettivo è arrivare secondo in campionato: per come era partita la stagione, con due pole nelle prime tre gare, poi la vittoria in Bahrain, il passo mostruoso di Barcellona, credo che l’obiettivo fosse quello di vincere il campionato ed avevamo tutte le carte in regola per farlo. Poi purtroppo abbiamo avuto un calo, per esempio a Sochi, con la vittoria in gara-1 e poi il calo drastico delle gomme soft: alla fine sono molto fiero di come ho guidato, ma anche del lavoro della squadra. Ci sono state altre circostanze che non ci hanno permesso di lottare per il primo posto.”

Un tuo giudizio sul contatto Vettel-Leclerc in Brasile: come la vedi da pilota?

“E’ una situazione al limite, nel senso che è difficile dare una colpa a qualcuno. Guardando e riguardando gli on-board, si vede un Vettel che si sposta a sinistra di qualche centimetro… Non si può nemmeno dare una colpa, non si capisce se è una cosa fatta di proposito o meno. Al tempo stesso Leclerc è rimasto sulla destra, perciò c’è un 50 e 50: nessuno ha piena colpa. E’ un contatto che può succedere quando si lotta in modo aggressivo, quasi gomma contro gomma. E poi la foratura…fatico a capire, perchè ho visto contatti molto peggiori. Il contatto Hamilton-Albon è stato molto più aggressivo e secco, perciò è stata sfortuna.”

Un po’ di relax dopo la Formula 2 e poi il ritorno in pista su una pista atipica come quella di Bathurst…

“Credo che in Europa non la si definisca nemmeno una pista, perchè sembra una strada di montagna. E’ una di quelle piste che mi hanno affascinato molto: ho seguito la 12 Ore, anche l’anno scorso. E’ stata una di quelle piste nel quale avrei voluto correre, il solo pensiero mi gasa molto ed è una pista che dovrò studiare molto, come mi dovrò allenare molto al simulatore: vedremo come andrà. E’ la pista più tosta di tutte, che tra l’altro non conosco: ci saranno comunque gare difficili, ma almeno altrove avrò il vantaggio di averci già gareggiato.”

Giulia Scalerandi – Intervista a cura di Marco Privitera

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