Carl Fogarty ITW Alex Dibisceglia

Il campione britannico Carl Fogarty, titolato SBK 1994-1995-1998-1999 con Ducati, si è concesso ad una intervista privata per i microfoni di Radio LiveGP durante i Motodays di Roma. “King” Carl ci ha raccontato il suo ruolo di tester per la CCM, come vive il Tourist Trophy, cosa ne pensa del dominio di Jonathan Rea e di come la Superbike potrebbe tornare ai vecchi fasti.




Sui social passi molto tempo su una Triumph, che rapporto hai con la casa?

“Sono stato loro Brand Ambassador negli ultimi tre anni, dal 2015 al 2018, ma adesso sono diventato consigliere di una piccola compagnia della mia zona, la CCM. Sono stato con loro sia con le moto da Supermotard che con quelle da Cross, adesso stanno creando una serie stradale chiamata Spitfire e li sto aiutando tramite consigli sulla direzione di sviluppo da intraprendere. Una Foggy Spitfire.”

Una buona parte di persone è contraria al Tourist Trophy, troppo pericoloso. Tu come lo hai vissuto?

“Non saprei, lo dicono tutti ogni 10 anni. Eppure da dieci anni a questa parte le tecnologie sono migliorate mostruosamente, probabilmente ad un certo punto bisognerà correre solo con le 600 perché le mille saranno troppo veloci. Ricordi la Yamaha TZ750 due tempi? Era cosi veloce che l’hanno squalificata perché era troppo pericolosa. Le cose trovano sempre modo di diventare più veloci ed il TT è pericoloso a prescindere dalla moto, quando vai lo sai perfettamente e li decidi se correre o meno. È semplice.”

Negli ultimi 20 anni l’unico comparabile con te era Bayliss. Rea è al vostro livello?

“Troppo difficile da comparare, penso che Jonathan sia un gran pilota e lo conosco da molto tempo. Adesso per lui è difficile, la Superbike non riceve la stessa attenzione di prima, quando era l’unico mondiale quattro tempi e il Motomondiale si occupava dei due tempi. Sicuramente è il migliore di adesso, ma con questa differenza è difficile capire come sono tutti gli altri. Lui è un gran pilota, è molto professionale e va veloce, ma quando erano i miei tempi era molto più simile alla MotoGP di oggi e questo cambia qualche equilibrio. Bisogna però rispettarlo per quello che ha fatto, è un campione e lo merita.”

Quindi il problema è la Superbike?

“Non è più come allora, il fatto che la MotoGP sia passata ai 4 tempi sicuramente ha tolto interesse alla Superbike: all’epoca noi avevamo 6 motori e 4 telai sempre dietro il box pronti per il cambio. La SBK adesso è di proprietà di Dorna, che ha anche la MotoGP, e per differenziarla ogni tanto hanno effettuato dei cambiamenti regolamentari che mi hanno fatto scuotere la testa, ma onestamente la cosa delle tre gare non mi dispiace affatto. Non penso sia una brutta idea, ma le moto secondo me sono troppo simili al modello stradale. Ai miei tempi non era cosi, anche se avrebbe dovuto esserlo, e questo mi fa pensare che non si potranno raggiungere più i livelli di allora. E ci sono troppi britannici, all’epoca ero io contro australiani, giapponesi, italiani, tedeschi…”

Dipende dal fatto che il BSB va così bene?

“Sicuramente il campionato raccoglie tanti successi. Se me lo chiedi, forse il mondiale dovrebbe osservare attentamente questo fattore di mancanza di elettronica del British: nessuno vuole sapere chi ha l’ingegnere elettronico migliore. Molto probabilmente Rea vincerebbe comunque, ma le gare sarebbero più spettacolari ed il singolo errore si pagherebbe più caro in termini di tempi sul giro. La centralina senza aiuti mi sembra un’ottima idea.”

Ok, cosa riserva il futuro per Foggy? Torni in pista?

“Non ci penso nemmeno! (ride, ndr) Mi piace girare off road, motocross ed enduro, magari qualche trial, ma soprattutto mi piace aiutare i ragazzi di CCM. Non è che non ci provi eh, ogni tanto vado a farmi due giri a Donington Park con una Superbike, ma fa male. La posizione, la gamba, il ginocchio… Correre tutto questo tempo con delle moto da corsa mi ha lasciato con il fatto che adesso non posso più correre! Magari potrei puntare a qualche gara di moto classiche, ma per ora mi voglio solo rilassare e divertire. Mi piace essere lento adesso!”

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Alex Dibisceglia

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