Sull’ovale di Richmond, in Virginia, è andato in scena il terzo dei quattro test previsti per l’aeroscreen, il nuovo dispositivo di sicurezza che debutterà ufficialmente nella serie a partire dal primo appuntamento stagionale di St. Petersburg il prossimo 15 Marzo. Per il neo-campione, che è stato impegnato anche in test sulle gomme Firestone, è stata la prima presa di conoscenza con l’ovale che ritornerà in calendario il prossimo 27 giugno.




Dopo Scott Dixon e Will Power, è toccato anche a Josef Newgarden testare l’Aeroscreen e prendere contatto con il Richmond Raceway che, dopo 10 anni, ritornerà a far parte del calendario delle gare.

Tanti giri e riscontri positivi per il nativo del Tennessee che, dopo una breve familiarizzazione, si è subito adattato al dispositivo realizzato dalla Red Bull Advanced Technologies: “Onestamente è stato piuttosto fluido. Non è stato così diverso. Quando sono uscito per la prima volta, la mia percezione di quanta aderenza aveva la macchina e di quanto controllo avevo, era leggermente diversa. Ma penso che fosse perché sembrava avessi un corpo estraneo con me. Non sei abituato ad avere uno schermo sopra la testa!

Ma dopo 20-30 giri quando ti abituato, senti la vettura esattamente come prima. Dal punto di vista della messa a punto, non ci è voluto molto per riportare la macchina nella finestra corretta per quanto riguarda il bilanciamento. Penso che il bilancio sia ancora molto buono, anche con l’aeroscreen. Da quel punto di vista, non credo che le auto cambieranno drammaticamente nel prossimo anno“.

Riscontri positivi per il Campione 2019 anche per quanto riguarda l’ovale di Richmond: “Beh, sì, mi piace. Tuttavia, sono abbastanza di parte su questo! Sono un grande fan delle corse su pista corta, in particolare con le IndyCar. Questa è davvero l’unica esperienza che ho avuto con le corse su pista corta. L’ho sempre amato. Trovarne un altro sul calendario è stato molto bello per me. Richmond Raceway? Sembra molto, molto simile allo Iowa. È molto più fluido. Penso che qui dal punto di vista della conformità, puoi guidare la macchina molto più come un ovale corto liscio, ma come guidabilità è molto simile allo Iowa. Spero che arrivi una seconda corsia, che lo renderebbe praticamente uguale“.

Oltre all’aeroscreen la giornata è stata dedicata anche ai test Firestone con Newgarden e Dixon impegnati a girare con differenti set di pneumatici: “Abbiamo testato 10 o 15 serie di costruzioni e mescole diverse“, ha riferito Dixon. “L’auto sembra molto diversa da quando abbiamo corso per la prima volta qui nei primi anni 2000. Molto meno carico aerodinamico, probabilmente un po ‘più di potenza o potenza simile. È piuttosto complicato, molto divertente da guidare. Ma è ancora presto per dirlo visto che sia io che Josef stiamo principalmente correndo in solitaria“.

Anche per il pentacampione neozelandese l’aeroscreen non pregiudica la messa a punto delle vetture: “Penso che potrebbero esserci differenze, forse, nel tempo sul giro. Può influenzare un pò l’aerodinamica e il degrado delle gomme, ma onestamente, penso che con lo sviluppo in bassa stagione e tutte le persone che ci lavorano intorno le cose miglioreranno”.

Il quarto test sarà il 5 novembre al Sebring International Raceway, con Sebastien Bourdais e James Hinchcliffe, prima della consegna definitiva alle squadre in vista dell’inizio della stagione 2020.

Vincenzo Buonpane

 

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