Nel penultimo appuntamento del campionato sul tracciato di Portland a trionfare è Will Power. L’australiano, scattato dalla seconda piazza, ha approfittato dei guai di Scott Dixon per andare a conquistare la sua seconda vittoria stagionale. Nonostante questo successo, però, il #12 della Penske è eliminato matematicamente dalla corsa al titolo che vede coinvolti ben quattro piloti.




Tra di loro, l’unico che ha davvero pochissime chances di vittoria è proprio il neozelandese del team Ganassi che, come sette giorni fa a Madison, è stato afflitto da noie elettriche quando era saldamente in testa alla gara. Ripresa la via della pista, con tre giri di ritardo, il Campione in carica è giunto 16° sotto la bandiera a scacchi e con 508 punti in classifica, contro i 593 di Newgarden, deve sperare in un autentico miracolo per conquistare il suo sesto titolo in IndyCar.

La cronaca. Alla green flag il polema Colton Herta è bravo a resistere agli attacchi di un arrembante Dixon che, sbarazzatosi di Power, gli è immediatamente alle calcagna. L’australiano, stranamente lento alla partenza, è sopravanzato anche da Harvey e deve rimandare i suoi propositi di attacco a causa del regime di caution che si rende necessario per un contatto multiplo che mette fuori gioco ben quattro piloti: Graham Rahal, Conor Daly, James Hinchcliffe e Zach Veach.

Dopo ben 10 giri riprende la corsa, ma anche in questo caso le ostilità vengono immediatamente sospese per un contatto che vede coinvolti Ryan Hunter-Reay e Jack Harvey, con il primo che in un maldestro tentativo di difesa da Rossi finisce contro l’incolpevole #60. Alla seconda ripartenza si assiste allo show di Dixon che, dopo diversi giri negli scarichi di Herta, si prende la testa della gara con un sorpasso fulmineo nei confronti del rookie figlio d’arte. Quest’ultimo, in evidente difficoltà con le gomme, si ritrova nel giro di poche curve in quinta posizione, sopravanzato anche da Power, Rosenqvist e Rossi.

Neanche la tornata di soste stravolge una classifica che vede il neozelandese saldamente in testa alla gara, mentre dietro di lui è serrata la lotta per il podio, con Herta, 5°, che viene tallonato da un Newgarden in grande rimonta dopo una qualifica infelice. Ma è intorno a metà gara che un clamoroso colpo di scena mette fuori gioco il leader della corsa Dixon, che, dopo aver bruscamente rallentato la sua andatura in pista, deve rientrare lentamente in corsia box, raggiungendo la sua piazzola solamente grazie alla spinta dei suoi meccanici.

Ad approfittare di tutto questo è Will Power che fin da subito incomincia a mettere secondi preziosi tra sè e Rosenqvist, con quest’ultimo più impegnato a contenere Rossi che a puntare alla testa della corsa. Le fasi centrali di gara non regalano emozioni particolari, con i giochi che, però, si riaprono come un fulmine a ciel sereno a cinque giri dal termine, quando Santino Ferrucci si ferma in pitlane attivando il regime di caution.

Alla green flag Power non dà possibilità a Rosenqvist di poterlo attaccare, così come Herta fa con un Newgarden che, nonostante lotti per il titolo, non si risparmia cercando in tutti i modi di agguantare la terza posizione occupata da Rossi. Al termine dei 105 giri, a vincere è Will Power che conquista la sua seconda affermazione stagionale, dopo quella di Mid-Ohio, davanti a Felix Rosenqvist e Alexander Rossi, con Colton Herta (4°), Josef Newgarden (5°), Spencer Pigot (6°), Simon Pagenaud (7°), Matheus Leist (8°), Sebastien Bourdais (9°) e Charlie Kimball a chiudere la Top 10. In classifica generale comanda sempre Newgarden con 593 punti seguito da Rossi a 552 e Pagenaud a 551.

Il titolo si deciderà, quindi, il 22 settembre nello spettacolare scenario di Laguna Seca, teatro dell’ultimo appuntamento della stagione 2019.

Vincenzo Buonpane

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