Dopo aver ben figurato nei test di metà febbraio, Colton Herta si è imposto nella gara disputatasi sul Circuit of the Americas di Austin, diventando a 18 anni, 11 mesi e 22 giorni, il più giovane vincitore di una corsa della serie americana. Giornata da dimenticare per il poleman Will Power che, dopo aver dominato la gara, è stato costretto al ritiro per la rottura del semiasse della sua Penske.




La cronaca. Parte benissimo dalla prima posizione l’australiano della Penske, che nei primi giri deve faticare non poco per tenere a bada uno scatenato Alexander Rossi, mentre nelle retrovie Zach Veach viene a contatto con finendo fuori pista ma riuscendo a rientrare in pista senza problemi.

Le prime tornate lasciano intuire quello che potrà diventare la gara nel suo proseguo, cioè molto tattica. E infatti, già dal giro numero 7 iniziano le prime soste ai box con la stragrande maggioranza dei protagonisti in pista che montano gomme a mescola morbida (banda rossa), ad eccezione di Alexander Rossi che opta per una strategia differente. Ed è proprio il duello tra l’italo-americano e Colton Herta, a causa di un’uscita dalla pitlane non propriamente al top di Rossi, a ravvivare la fase centrale della corsa, con i due che si scambiano la posizione nel giro di poche tornate, permettendo al battistrada Power di accumulare un discreto vantaggio.

Anche dopo la seconda sosta le posizioni non vengono stravolte, con Rossi che prova ad insidiare in maniera più insistente l’australiano della Penske, sfruttando il vantaggio della mescola morbida rispetto a quella dura del rivale. Il momento cruciale della gara, che decide l’esito finale della stessa, avviene a circa 17 giri dal termine, quando Felix Rosenqvist e James Hinchcliffe vengono a contatto tra di loro poco dopo curva 19, con lo svedese ad avere la peggio e finire la sua corsa contro le barriere di protezione. La caution chiamata dalla Race Direction, unita alla chiusura della pitlane, si rivela un assist decisivo per Colton Herta e Josef Newgarden che, già rientrati ai box per la loro sosta, sono virtualmente in testa alla gara.

Alla riapertura della corsia box, infatti, sia Will Power che Alexander Rossi si precipitano a cambiare le loro gomme, con l’australiano che, però, non riesce a ripartire ritirandosi da una gara fin lì dominata. In testa, nel frattempo, si porta Colton Herta che non ha difficoltà nei giri finali a conquistare la sua prima vittoria nella categoria, diventanto il più giovane vincitore di sempre dell’IndyCar. Seconda posizione per Josef Newgarden che, dopo una qualifica al di sotto delle attese, conquista punti pesanti in ottica campionato, con Ryan Hunter-Reay sul terzo gradino del podio. La top 10 è chiusa da Graham Rahal (4°), Sebastien Bourdais (5°), Marco Andretti (6°), Takuma Sato (7°), Patricio O’Ward (8°), Alexander Rossi (9°) e Jack Harvey (10°). Solo 13° Scott Dixon, penalizzato anche lui dalla caution chiamata al giro 44.

In classifica generale a guidare è sempre Newgarden con 93 punti, seguito da Herta a 75, Dixon a 57, Rossi a 53 e Rahal a 50.

Prossimo appuntamento il 7 aprile per l’Honda Indy Grand Prix of Alabama, sul tracciato del Barber Motorsports Park.

Vincenzo Buonpane

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