Si sono concluse oggi le prove collettive del Campionato 2019 – 2020 di Formula E sul tracciato Ricardo Tormo di Valencia. La tre giorni sulla pista spagnola ha evidenziato una certa vivacità della serie elettrica, che si appresta ad inaugurare la Stagione 6; i risultati cronometrici testimoniano un miglioramento delle prestazioni sul giro rispetto alla Stagione precedente e tempi molto vicini tra i vari team.




La tre giorni di test in quel di Valencia è stata l’occasione per vedere in pista, nello stesso momento, le dodici squadre che saranno protagoniste della Stagione 2019 – 2020 di Formula E, comprese le debuttanti Porsche e Mercedes-Benz, due nomi “pesanti” del panorama automobilistico. Il bel tempo ha favorito i programmi di lavoro di tutte le squadre.

Nonostante la serie abbia ufficializzato già qualche mese fa l’intenzione di “congelare” almeno fino alla Stagione 8 parte della componentistica stock che equipaggia le vetture (con l’idea di attirare nuovi player nel campionato, risultando competitivi dal punto di vista commerciale) le prove collettive sono state un buon banco di prova per i nuovi piloti e per il collaudo della componentistica che ogni team può sviluppare in maniera autonoma (segnatamente il power-train, comprensivo di motore, inverter, cambio e software).

Per i piloti impegnati in pista è stato possibile provare il nuovo regime di “attack-mode”, tale per cui d’ora in poi saranno disponibili 235 kW al posto dei 225 kW della passata stagione, e lavorare sulle simulazioni di gara, per le quali sono state previste sessioni dedicate. L’esperienza accumulata lo scorso anno con le Gen2 e gli sviluppi tecnici fin qui portati avanti, hanno fatto sì che l’asticella delle prestazioni si sia alzata, tanto che il precedente record della pista (appartenente a Da Costa, in 1:16.977) è stato letteralmente sbriciolato sin dalla prima sessione, con il miglior tempo complessivo staccato da Guenther (BMW iAndretti) in 1:15.087.

La prima giornata di prove ha visto svettare Sam Bird (Virgin Envision Racing) con il tempo di 1:15.570, davanti ad entrambe le vetture BMW iAndretti. Non è stato un debutto facile per gli uomini della Mercedes-Benz, bersagliati da problemi tecnici che hanno costretto il Costruttore tedesco nelle ultime posizioni della lista dei tempi.

La seconda giornata di prove ha visto un risultato simile alla prima, con Robert Frijns (Virgin Envision Racing) svettare davanti alle vetture BMW iAndretti: il tempo di 1:15.377 è più veloce di poco più di tre decimi rispetto alla miglior tornata di Lucas Di Grassi, in decima posizione, a testimonianza di quanto il gruppo sia compatto. Segnali incoraggianti per Mercedes-Benz: se Nyck De Vries danneggia la vettura nella mattinata, Stoffel Vandoorne riesce ad “imporsi” nella simulazione di gara, disputata nel pomeriggio.

Nella terza e ultima giornata di prove i tempi si abbassano ulteriormente, con Max Guenther (BMW iAndretti) in 1:15.087, davanti a Pascal Wehrlein (Mahindra Racing) in 1:15.190 e Nico Mueller (Geox Dragon) in 1:15.198. Ancora una volta la lista dei tempi è molto compressa e c’è poca differenza cronometrica tra i piloti nella top-10.

 

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La tre giorni spagnola si conclude con molti spunti interessanti di cui ne isoliamo due.

Il primo riguarda il debutto di Porsche e Mercedes-Benz: nonostante il pedigree automobilistico e sportivo, entrambi i marchi hanno avuto problemi ad ingranare e la strada verso le migliori posizioni in pista sembra essere in salita. Per Mercedes-Benz abbiamo visto com’è andata, mentre per la Porsche non si segnalano grossi problemi, ma una navigazione a vista. “Sarà una lotta infernale (…) ci sono così tanti costruttori e così tanta competizione; la Formula E è una formula differente rispetto a quanto siamo abituati, non è lineare” sono le illuminanti parole di Amiel Lindesay, capo delle operazioni per Porsche.

La seconda riguarda il bi-campione del mondo Jean Eric Vergne, che pare giocare a nascondino in centro al gruppo; pungolato sulle motivazioni che lo spingono dopo aver conquistato due Titoli di fila, il francese non sembra avere dubbi: “Non ho niente da dimostrare… ma voglio di più; la Formula E ora è la mia casa: anche se l’anno scorso pensavo che sarebbe stato bello ritornare in Formula 1, quando vedo cosa c’è ora e vedo dove si sta andando, penso che sarebbe da matti abbandonare il Campionato”.

Luca Colombo

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