La stagione del debutto della Nissan e.dams, contrariamente a quanto si poteva attendere, non è iniziata nel migliore dei modi: troppe volte Sebastien Buemi e Oliver Rowland, in gara, sono rimasti lontani dalla top-5. Vuoi per la novità della vettura, vuoi per situazioni esterne: le Nissan IM01 non hanno mai brillato. Tuttavia l’appoggio di una struttura altamente specializzata (ricordiamo che la e.dams è stato il braccio armato Renault nella categoria full electric) e plurititolata alla lunga ha fatto vedere le sue potenzialità.

 


Nello specifico la monoposto si è sempre dimostrata molto competitiva sul giro secco ma sulla lunga distanza non è riuscita a cogliere mai abbastanza. Il cambio di passo visto nell’E-Prix di Sanya con Rowland, scattato dalla pole, in grado di allungare nella prima frazione di gara ha fatto suonare un campanello d’allarme negli altri team.
Durante il gruppo di lavoro tecnico diverse squadre hanno chiesto di far analizzare il Powertrain Nissan da parte dei commissari.

Ricordiamo che il team nipponico durante l’estate ha studiato, progettato e costruito un sistema a doppio motore, omologato e dichiarato legale dalla FIA.
Secondo indiscrezioni, la monoposto userebbe un cambio epicicloidale (una sorta di trasmissione a variazione continua schematizzata nel disegno); inoltre uno dei due motori funzionerebbe come un volano in grado di immagazzinare ed erogare energia migliorando la trazione in uscita dalle curve.
Ad avallare quest’ipotesi è lo studio del rumore emerso dalle due MGU: con una delle due che ruota indipendentemente dall’altra in modo da immagazzinare energia, un vantaggio non da poco soprattutto nelle battute finali di gara.

I vari team hanno chiesto un chiarimento in modo da controllare che le due MGU ruotino con la medesima velocità. Mente a lungo termine (verosimilmente per la prossima stagione) di limitare il gruppo Powertrain ad una sola MGU, in modo da ridurre una possibile escalation di costi.
L’obiettivo è di definire un regolamento prima che tutte le risorse, di ricerca e sviluppo, siano riversate nella prossima stagione.
Come prevedibile, anche se con un regolamento molto imbrigliato, i costruttori sono riusciti a leggere fra le righe portando soluzioni interessanti ma, al tempo stesso, borderline.
La sensazione, dato l’ingresso imminente di costruttori da sempre impegnati nel Motorsport (vedi. Recedesti e Porsche), è che sia solo l’inizio di una continua ricerca e innalzamento di performance e costi.
L’importante è correre immediatamente ai ripari prima che, com’è successo in altre categorie, il giocattolo si possa rompere!

Michele Montesano

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