Ad un mese dall’accaduto, la giovane ragazza tedesca sta affrontando una fase di riabilitazione che dovrebbe riportarla in perfetta forma tra pochi mesi. Tramite il portale tedesco motorsport-magazin.com, la Floersch ha raccontato le sensazioni vissute dopo il terribile incidente, che fortunatamente non le ha causato danni permanenti:

“Mi ci sono voluti alcuni giorni per tornare in me, perché ero avevo una pesante dose di antidolorifici. Non ho guardato il video fino al venerdì successivo al mio incidente, che è stato cinque giorni dopo. Nel frattempo, ho messo l’incidente alle spalle, perché sono così felice che posso muovere tutte le parti del mio corpo ed iniziare la convalescenza così al più presto. I medici dicono che ho avuto milioni di angeli custodi quel giorno. Sono molto ottimisti riguardo al fatto che sarò abbastanza in forma verso la fine di febbraio o all’inizio di marzo per arrivare ad essere pronta a guidare una vettura da corsa.”

Angeli custodi, quelli nominati dalla giovane ragazza tedesca, tra i quali ne individua chiaramente uno, la sua nonna scomparsa: “Io dico sempre: ‘Mia nonna mi ha dato un aiuto da cielo’. Mia nonna è il mio angelo custode. Quando andavo al kart, il mio la nonna diceva sempre che era troppo pericoloso e che non dovevo farlo questo sport e ora mi tiene d’occhio da lassù.”

L’incidente, come ben sappiamo, ha coinvolto altre tre persone al di fuori del tracciato… “All’inizio, non sapevo che fossero ci fossero ferite altre persone nello schianto. L’ho scoperto più tardi la sera, quando mio padre mi ha detto che tutti gli altri coinvolti erano sopravvissuti. Sono scoppiata in lacrime. Io penso che sarebbe stata la cosa peggiore per me se qualcosa di molto brutto fosse successo ad altre persone a causa dell’incidente.”

Un brutto incidente che, come Sophia ha voluto rassicurare, non le toglierà la voglia di tentare di raggiungere il suo sogno di diventare un pilota di Formula 1: “C’erano, di certo, dubbi sul fatto che avrei continuato e su quali sarebbero stati i miei piani a lungo termine. Sono sempre stata molto franca sul mio desiderio di continuare e che non lascerò che un incidente mi faccia rinunciare. La maggior parte delle persone con cui parlo lo capiscono. Voglio dire, sono stata in questo sport negli ultimi 13 anni, è la mia vita e voglio entrare in Formula 1. Arrendersi a quel sogno a causa di un incidente come questo non ha senso per me.”

Il dramma del terribile impatto le ha consegnato un’inaspettata notorietà. Non solo le centinaia di messaggi di augurio per una pronta guarigione, ma anche il numero di seguaci sul social ha subito un’impennata: “L’incidente è avvenuto alle 15:30 ora locale e loro (i medici n.d.r.) mi hanno consegnato il mio cellulare alle 20:30 di quella sera. Ho avuto centinaia di messaggi WhatsApp e improvvisamente 155.000 follower rispetto ai 38.000 su Instagram. Ho pensato: ‘Cosa sta succedendo ?!’ La mia esperienza dell’incidente è stata abbastanza diversa. Sul momento non avevo idea che sembrasse così terribile e che sarebbe stata trattata con così tanto rilievo dai notiziari.”

“Non sapevo cosa fare in quella situazione, perché non avevo visto l’incidente. Anche io no capisco perché anche gli insegnanti della mia scuola mi scrivessero. Io pensato: ‘Come fanno a sapere dell’incidente?’. Non ho ancora letto tutte le segnalazioni da tutto il mondo perché ce n’erano così tante. Ho realizzato solo il venerdì, il sabato, la domenica dopo il operazione che anche famosi piloti come Fernando Alonso mi avevano scritto.”

Samuele Fassino

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