Mario Isola conclude la doppia sessione di test pre stagionali della Formula 1 sul tracciato di Barcellona, con un giudizio positivo su quanto visto in pista ed evidente soddisfazione per il nuovo prodotto che Pirelli porterà nella prossima stagione.

“Dopo otto giorni di test possiamo dichiararci soddisfatti” esordisce Mario Isola, responsabile di Pirelli Motorsport, commentando l’andamento del primo approccio alla stagione 2019. Ed entra subito nel merito di quella che è una piccola polemica che ha iniziato a montare nel paddock di Barcellona: alcuni team avrebbero lamentato uno scarso numero di set di gomme destinati proprio a questi test. Snocciola i numeri Isola: “Per quest’anno il numero di treni destinati alle squadre nelle sessioni di test è di 110, invariato da ormai 10 anni e ricalcolato in proporzione al numero di giorni di prova accordati dalla Fia. Respinge subito la polemica, quindi, chiarendo che “a mio avviso, i set a disposizione sono ampiamente sufficienti; le squadre hanno affrontato l’ultimo giorno di prove con ancora a disposizione tra i 12 e i 21 set di gomme” prosegue Isola, “del tutto sufficienti a mio parere“. La limitazione al numero di treni di gomme utilizzabili è stata imposta dalla federazione proprio per evitare di avere sessioni con gomme usa e getta che produrrebbero inevitabilmente un aumento dei costi.

Positive naturalmente, come detto, le sensazioni di questa otto giorni. “Il gap tra le mescole si è mantenuto tra gli 0,6 e gli 0,7 secondi, in linea con quelle che erano le attese” prosegue il responsabile del motorsport di Pirelli. Soddisfazione generale naturalmente derivante dalle prestazioni delle nuove vetture che hanno sorpreso la stessa Pirelli fin dai primi giorni: “Considerando l’aerodinamica diversa e meno esasperata e la variazione di peso (10kg in più il peso delle vetture a pieno carico rispetto al 2018 ndr) le macchine sono da subito state velocissime; segno che il grip è buono. In gara qui a Barcellona mi aspetto facilmente una pole position nell’ordine di 1:16:00 basso.
Naturalmente da qui all’esordio di Melbourne tanti dati saranno ancora da analizzare, “ma un elemento emerge chiaro” prosegue Isola, “queste macchine sono assolutamente più veloci dello scorso anno, segno che la curva di sviluppo e di apprendimento continua inesorabilmente a spostarsi verso l’alto”.

Come capitato in tre occasioni nello scorso campionato, che hanno generato polemiche al vetriolo, le gomme del 2019 presenteranno l’ormai famigerato battistrada ribassato pensato principalmente con l’obiettivo di ridurre il blistering e il surriscaldamento, anche se potrebbe generare più graining in circostanze di bassa temperatura. Un fenomeno questo visto proprio a Barcellona nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio con temperature molto basse. “L’obiettivo” precisa ancora Mario Isola, è stato proprio pensare gomme che fossero meno sensibili al surriscaldamento, proseguendo con il target di un pit stop per gara ma cercando di aumentare le possibilità di sorpasso”. Staremo a vedere se il lavoro della Fia darà il suo frutto; la sensazione è che per il momento parrebbe di no, ma solo le prime gare su tracciati veloci potranno fugare i dubbi.

Novità anche per le gomme da bagnato, testate solo in fase di sviluppo; anche qui l’obiettivo dichiarato è farle entrare in temperature anche con bassi valori ambientali e di asfalto, per ridurre i problemi anche di aquaplanning visti di recente.

Stefano De Nicolo’

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