304 Gran Premi sulle spalle, 21 vittorie e un titolo mondiale conquistato in Formula 1. Eppure, nonostante le quasi quaranta primavere che lo rendono il pilota più “anziano” del Circus, Kimi Raikkonen riesce a mantenere intatta la sua proverbiale fama di personaggio scanzonato e per certi versi eccentrico, che non a caso risulta in assoluto tra i più amati dai tifosi di tutto il mondo.




Prova ne è l’intervista rilasciata a Motorsport.com nella quale ha rivelato aneddoti a dir poco inconsueti per un moderno pilota di Formula 1, senza mancare di confermare la propria allergia a tutto ciò che ha a che fare con i media e le public relations. Un personaggio quasi fuori dal tempo, forse l’unico che nell’attuale Formula 1 si concede il lusso di correre per il solo piacere di farlo, avendo già raggiunto quegli obiettivi che per qualsiasi altro pilota risulterebbero appaganti.

Ma non per lui, non per “Iceman”. Una persona apparentemente fredda e distaccata, ma capace di trasformarsi nel più allegro e giocoso dei burloni non appena il…tasso alcolemico inizia a salire. Caratteristiche che forse lo rendono decisamente più “umano” e genuino rispetto ai tanti robot che animano il grande Circus, e per questo più apprezzato dalle folle che popolano gli autodromi.

UBRIACO PER 16 GIORNI. Insomma, Kimi nella sua carriera al di fuori delle piste ne ha combinate…di cotte e di crude. Salvo poi comportarsi con la massima professionalità non appena la visiera del suo casco iniziava ad abbassarsi. Come quando, nel 2013, tra le gare in Bahrain e Spagna si concesse un lungo “fuori programma”. Tutto raccontato in un apposito capitolo della sua biografia scritta da Kari Hotakainen, pubblicata lo scorso anno. “Abbiamo fatto il giro dell’Europa con i meccanici Lotus e ci siamo divertiti. Non era la prima volta che accadeva e per noi era normale. Come ho fatto a ricordarmelo? Non ci sono riuscito, difatti sono stati gli altri a farmelo ricordare. Adesso, dopo 16 giorni da ubriaco forse non mi sentirei più bene come una volta: d’altronde, prima o poi diventiamo tutti vecchi…” Per la cronaca, Kimi chiuse il successivo Gran Premio al Montmelò in terza posizione…

CENSURA. Sempre a proposito della sua biografia, Kimi conferma di non essersi preoccupato troppo di rileggere il libro prima della pubblicazione per controllarne i contenuti. “L’ho letto una sera prima di un evento di presentazione. A scuola non mi piaceva molto leggere, la trovavo una forzatura inutile. Non ho voluto nascondere nulla. Non c’e stato nessun argomento su cui ho voluto impedire la pubblicazione, sono stato molto aperto”.

IL RAPPORTO CON I MEDIA. “In realtà, io non ho molto da dire. Le persone che lavorano in Formula 1 come giornalisti sono più o meno sempre le stesse e fanno di solito le stesse domande. Non ho molta scelta…ma anche questo fa parte del mio lavoro!”

IL RITORNO IN FERRARI. Uno degli aspetti più controversi nella carriera di Kimi è stata la sua prima separazione dalla Ferrari, ad appena due anni di distanza dalla conquista del titolo mondiale. “In realtà io non ho mai litigato con nessuno in Ferrari. Avevo ancora un contratto valido, ma molte cose mi hanno innervosito, anche per quanto riguarda la Formula 1 in generale. Molto di ciò che è stato scritto non è affatto vero, cercavo solo qualcosa di diverso al di fuori di questo ambiente. Poi con alcuni amici abbiamo iniziato a parlare, e le cose sono venute fuori in maniera spontanea”.

Spontaneo e naturale, come Kimi. Piaccia o non piaccia, lui va preso per quello che è. Un personaggio unico, lontano dagli schemi e ancora legato ad una concezione “romantica” dell’automobilismo. Forse proprio il motivo che lo rende così apprezzato.

Marco Privitera

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