Protagonista di un’epoca dell’automobilismo che non tornerà più e molto distante dallo standard attuale, oggi Stirling Moss compie novant’anni. Nel giorno di questo importante compleanno, il pilota britannico è stato definito da Lewis Hamilton “una leggenda vivente” e probabilmente le parole del campione del mondo in carica sono il giusto aprrezzamento per un uomo con una carriera automobilistica leggendaria e che nell’ambiente del Circus viene spesso descritto come “il più grande pilota a non aver vinto un campionato del mondo”.




Moss nasce a Londra in una famiglia dove lo sport automobilistico è di casa: il padre Alfred è stato un pilota amatoriale (con un sedicesimo posto alla 500 miglia di Indianapolis del 1924…) e la madre Alieen ha corso qualche gara in salita prima della guerra. In un contesto del genere non deve stupire che anche la sorella Pat sia diventata una pilota di rally.

Come descrivere Stirling Moss per chi non l’ha mai visto correre? Analizzando il suo palmarès: tra il 1948 al 1962 il pilota londinese porta a casa uno score incredibile di 212 vittorie su 529 gare corse. Giusto per contestualizzare e dare profondità alle sue imprese, all’epoca era piuttosto normale per un pilota correre in più categorie e la fatalità era all’ordine del giorno: Moss è riuscito sempre a riportare a casa la pelle, anche quando ha corso 62 gare in un anno, alternandosi alla guida di vetture differenti nello stesso fine settimana.

L’inglese ha corso per quasi un centinaio di marchi automobilistici nella sua carriera (dei quali possiamo citare Cooper, ERA, Lister Cars, Lotus, Maserati, Mercedes-Benz, Porsche, Vanwall, Aston Martin, Maserati, Ferrari e Jaguar), con una preferenza per le auto britanniche, delle quali dichiarava: “Meglio perdere con onore in un’auto britannica piuttosto che vincere con una vettura straniera”.

In Formula 1, tra il 1955 al 1961, ottiene sedici vittorie (detenendo il record britannico di successi fino al 1991) e risulta quattro volte secondo e tre volte terzo nel campionato Piloti. Particolare molto interessante è il fatto che Stirling Moss abbia vinto con vetture a motore anteriore e posteriore. Alla 24 Ore di Le Mans coglie un successo di categoria nel 1956, alla Mille Miglia un successo assoluto nel 1955 e nel Rally di Montecarlo un secondo posto nel 1952… giusto per sottolineare le gare più topiche. Come se il suo curriculum non fosse abbastanza ricco, sempre negli Anni Cinquanta, si cimenta anche nei record di velocità su terra.

Nel 1962 un grave incidente al Glover Trophy presso Goodwood mette fine alla sua carriera, anche se il britannico rimane molto attivo nel panorama delle corse: partecipa a eventi one-off nel panorama motoristico, corre con le vetture storiche e nel biennio 1980 – 1981 corre nel Turismo inglese. Il ritiro definitivo avverrà il 9 Giugno 2011 (a 81 anni!), dopo aver preso parte alle qualifiche della Le Mans Legends ed “essersi spaventato”.

Spesso presente nei paddock e nei Goodwood Revival, Stirling Moss dichiarerà il ritiro dalla scena pubblica nel Gennaio del 2018 a seguito della lenta ripresa da un’infezione toracica che ne aveva decretato il ricovero d’urgenza a Singapore nel 2016.

Nel giorno dei suoi novant’anni cosa possiamo dire di questo campione così completo e versatile che non ha avuto tutta la gloria che meritava in Formula 1, ma che può vantare un cameo nel film “James Bond – Casino Royale” e una poliedricità assoluta, ai limiti dell’incredibile? Possiamo prendere le parole di John Freeman e di un’intervista con il pilota britannico datata 1960: “(Stirling Moss è) Un uomo che ha potuto vivere così vicino al confine tra morte e pericolo, fidandosi completamente del suo giudizio”.

Tanti auguri Sir Stirling Moss!

Luca Colombo

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