Con il Gran Premio d’Ungheria è andata in archivio la prima parte di stagione per il Circus che, con tre settimane di pausa già iniziate, riprenderà le ostilità dal Belgio per poi proiettarsi verso l’ultimo appuntamento di Abu Dhabi a fine novembre. Ma vediamo quale è stato il rendimento di piloti e scuderie nei primi dodici Gran Premi stagionali.

LEWIS HAMILTON 10. Dopo un avvio dove, forse, viene sorpreso dal ritmo del compagno di squadra, da Barcellona mette la quinta… anzi la quarta come le vittorie consecutive che conquista, accusando dei passaggi a vuoti solamente in Austria e Germania, ma trionfando a Silverstone e, soprattutto, in Ungheria con una prestazione davvero mostruosa. Il sesto titolo è una questione puramente matematica.

VALTTTERI BOTTAS 7,5. Bene ma non benissimo potremmo dire. Parte alla grande con due successi (Melbourne e Baku), perdendosi un pò nell’imminenza della sosta estiva. Che il mancato rinnovo di contratto gli abbia tolto sicurezza e certezze? Da Spa per lui incomincia un altro campionato dove il suo principale avversario sarà la presenza sempre più ingombrante di Esteban Ocon.

MERCEDES 10. Dominante fin da Melbourne, con ben 10 vittorie su 12. Numeri che lasciano davvero pochissime speranze agli avversari, il più delle volte relegati al ruolo di spettatori non paganti.

SEBASTIAN VETTEL 7. Vittima più di sè stesso che della vettura, ha alternato prestazioni degne del suo blasone sportivo (Montreal e Hockenheim) ad altre dove è sembrato quello della passata stagione. A parole non sembra voglia mollare, ma le voci su un suo possibile ritiro alla fine del 2020 continuano a rimbalzare nel paddock in maniera insistente.

CHARLES LECLERC 8. Al debutto in Ferrari ci si chiedeva quale sarebbe potuto essere il suo impatto. Non tradisce le aspettative riposte su di lui, disputando gare davvero ottime come in Bahrain e in Austria, e commettendo dei piccoli errori di gioventù in Germania e a Montecarlo con Hulkenberg. Anche se in quest’ultima una strategia a dir poco pessima lo aveva costretto a partire dal fondo dello schieramento.

FERRARI 5. Partita conroboanti ambizioni, fin dalle prime gare si è capito che i sogni potevano essere riposti nel cassetto. Ad una poco competitività della vettura, nel corso dei Gran Premi si sono aggiunti problemi di affidabilità che hanno accentuato ancora di più le già presenti difficoltà. Per non parlare delle strategie… il più delle volte totalmente sballate!

MAX VERSTAPPEN 9. Con due vittorie negli ultimi quattro Gran Premi haregalato un pizzico di imprevedibilità e suspence ad un Mondiale che stava diventando ancor di più un monologo color argento. Ci ha provato anche in Ungheria a dire il vero, ma la sensazione è che se avesse in regalo dalla Honda qualche cavallo in più, potrebbe ancora dire la sua in ottica Mondiale.

PIERRE GASLY 4,5. La retrocessione in Toro Rosso di questi ultimi giorni, è la logica conseguenza di un rendimento pessimo e totalmente non in linea con quello del compagno di squadra. Forse precipitosamente promosso, avrà modo nel suo ex team di non bruciare definitivamente la sua carriera in Formula 1.

RED BULL 9. Strategicamente perfetti e con una delle vetture migliori del lotto. A voler cercare il classico ago nel pagliaio, forse nell’ultima gara avrebbero potuto essere più reattivi nel richiamare Verstappen ai box. Il secondo posto nel Mondiale Costruttori è tutt’altro che un’utopia…

CARLOS SAINZ 8. Precipitosamente messo da parte dai top team, in McLaren pare aver trovato la sua dimensione. Dopo un inizio balbettante, dal Paul Ricard ha trovato una continuità di risultati che gli ha permesso di posizionarsi immediatamente dietro i piloti dei top team.

LANDO NORRIS 7,5. Alla stagione d’esordio nella massima serie, ha mostrato fin dai primi Gran Premi di possedere il talento necessario per ben figurare ad alti livelli. Meno continuo di Sainz in termine di risultati, ma anche per colpa di qualche incoveniente tecnico e durante le soste ai box.

MCLAREN 8,5. Come sono lontani i tempi di Alonso e della motorizzazione Honda. Non c’è ne voglia il motorista giapponese (tra l’altro protagonista con la Red Bull), ma con la Renault il team di Woking pare essere riuscito a capitalizzare le qualità di una vettura a cui manca davvero poco per poter compiere il definitivo salto di qualità.

DANIIL KVYAT 8. Il terzo posto del Gran Premio di Germania è la ciliegina sulla torta di questa prima parte di stagione del russo. Ma anche in qualifica Daniil si è tolto delle belle soddisfazioni con il 6° posto di Baku ed il 7° di Montecarlo. Da Spa dovrà dividere il box con un Pierre Gasly in difficoltà e retrocesso nel team di Faenza, ed ironia della sorte proprio colui che lo sostituì nel 2017.

ALEXANDER ALBON 7,5. Al rientro dalla pausa estiva dismetterà la tuta della Toro Rosso per indossare quella più pesante della Red Bull. Il giusto premio per una prima parte di stagione dove ha fatto vedere che in Formula 1 ci può stare eccome. Ma ora arriva il difficile visto che dovrà confrontarsi con un osso duro come Max Verstappen.

TORO ROSSO 8. Dopo il disastro della passata stagione, in questa la musica pare essere decisamente diversa. Una serie di buone prestazioni, supportate da un buon pacchetto vettura-piloti, hanno proiettato il team di Faenza al quinto posto iridato che, se confermato, sarebbe il miglior risultato nella storia di questa scuderia.

DANIEL RICCIARDO 5. Il passaggio in Renault se lo immaginava tranquillo, ma non così. Pochi acuti e tanti dolori per l’australiano che, gara dopo gara, ha perso il sorriso spentosi nella pochezza di un team che, probabilmente, si aspettava più competitivo.

NICO HULKENBERG 5. Come il suo compagno di squadra, nemmeno il tedesco riesce ad emergere da una situazione che appare sempre più travagliata e problematica. Ad Hockenheim ha avuto l’occasione per dare un senso alla stagione sua e del team, ma l’ha gettata contro le barriere della Südkurve. Così come la sua permanenza ad Enstone…

RENAULT 4. Peggio di così solo la Williams ma con un budget decisamente inferiore a quello del team francese che, in preseason, aveva fatto investimenti massici sia per quanto riguarda il comparto tecnico, che per quello piloti. La situazione che ha visto coinvolto Charlos Gosn ha sicuramente provocato degli scossoni anche alla parte sportiva del team, con Alain Prost chiamato a cercare di ricomporre i cocci del vaso di Pandora dei mali Renault.

KIMI RAIKKONEN 8. Come il buon vino invecchiando migliora. Accasatosi, non senza qualche rimpianto, in Alfa Romeo si è calato immediatamente nella situazione, mettendo a disposizione del team tutta la sua esperienza e velocità. Dopo un’ottima prima parte di stagione, ha accusato una flessione tra i Gp di Spagna e Francia dove è ritornato a marcare punti consentendo alla scuderia elvetica di mettere nel mirino la Renault.

ANTONIO GIOVINAZZI 5. Tante attenuanti ma anche tante colpe. Penalizzato nelle strategie, retrocesso per cambio componenti come a Baku quando era finito ottavo, e pure sfortunato ad Hockenheim con la penalità che lo ha privato del miglior risultato stagionale. Ma, come detto, ci sono stati anche degli errori che non gli hanno permesso di capitalizzare al massimo il rendimento della sua vettura.

ALFA ROMEO 6,5. Prestazioni, forse, meno in linea rispetto a quanto previsto per il team di Hinwil che con la partnership Ferrari si candidava ad un ruolo più da protagonista. La seconda parte di stagione potrebbe sorridere agli uomini di Vasseur, con la lotta per il quinto posto costruttori ancora tutta da decifrare.

SERGIO PEREZ 6. Meglio in qualifica che in gara il messicano, abile a sfruttare le caratteristiche di una vettura che, sul passo gara, non ne vuole proprio sapere di andare. Uomo mercato nelle prossime settimane, con il passaggio alla Haas che sembra sempre più un’ipotesi concreta.

LANCE STROLL 5,5. Il quarto posto della Germania salva parzialmente una stagione che, finora, lo ha visto sonoramente battuto dal compagno di squadra soprattutto in qualifica.

RACING POINT 5. In netta ed evidente regressione tecnica si candida ad essere la delusione di stagione tra i team di centro-bassa classifica, viste le prospettive che si erano create  con l’avvento di Lawrence Stroll come proprietario del team.

ROMAIN GROSJEAN 5. Pochi punti all’attivo, troppi errori e qualche scontro di troppo con il compagno di squadra, rischiano di far arrivare al capolinea la sua avventura nel team americano e, chissà, in Formula 1. Come nella passata stagione, la seconda parte di campionato potrebbe salvare il suo sedile dall’arrivo di nuovi piloti.

KEVIN MAGNUSSEN 5,5. Poco meglio di Grosjean ma solo guardando la classifica. Ma anche lui è al di sotto dei suoi standard di rendimento, se rapportati alle scorse stagioni, e potrebbe essere messo in discussione all’interno del team nelle prossime settimane.

HAAS 4,5. Macchina poco competitiva, piloti ai ferri corti e sponsor in fuga. Basta questo per spiegare la crisi che attanaglia un team presentatosi con ben altre ambizioni in questa stagione.

ROBERT KUBICA 6. Sufficienza per l’abnegazione e la volontà che ci mette ogni weekend nonostante le scarse prestazioni della vettura di cui dispone, e per i punti conquistati ad Hockenheim dove, a differenza di altri, non ha sbagliato portando la vettura al traguardo.

GEORGE RUSSELL 7. Un altro dei debuttanti che sta ben figurando nella sua prima stagione nella massima serie. Vederlo come unico pilota a zero punti è un’ingiustizia, ma il futuro è decisamente dalla sua parte con la seconda parte di campionato da sfruttare per accumulare altri preziosi km e prepararsi ad approdare in un team ben più competitivo dell’attuale Williams.

WILLIAMS 3. Imbarazzante e brutto vedere un team così glorioso sull’orlo del baratro e senza prospettive future. La seconda parte di stagione non dovrebbe discostarsi molto dalla prima, con la scuderia di Claire Williams che pare già essere con la testa al 2021 quando, con il cambio regolamentare, la situazione potrebbe migliorare.

Vincenzo Buonpane

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.