Nonostante Liberty Media cerchi di proporre la Formula 1 come un prodotto interessante per gli spettatori, il GP di Spagna del 2019 passerà alla storia come uno dei più soporiferi. Nemmeno l’ingresso della safety-car ha smosso di un millimetro la situazione e il Gran Premio corso in quel di Montmelò si è risolto in una lenta processione. Possiamo trovare dei motivi per giustificare tale eventualità?




Innanzitutto lo strapotere prestazionale messo in pista dall’AMG Mercedes non aiuta: le Frecce d’Argento sono al quinto uno-due su cinque gare corse e il problema principale è quello di non avere un’altra scuderia in grado di contendere seriamente le posizioni di testa, nemmeno in qualifica.

Per ora Ferrari e Red Bull non sono in grado di avvicinarsi al passo gara e alla possibilità di “strappare” come le vetture guidate da Hamilton e Bottas, ma chiaramente non si può dare colpa alla scuderia di Brackley per aver messo in pista una vettura ben bilanciata, che sfrutta bene la finestra di funzionamento delle gomme.

Correre sul tracciato di Montmelò, conosciuto in ogni millimetro per le innumerevoli prove di collaudo svolte nel corso degli anni, non ha aiutato, perché la possibilità di “inventare” qualcosa è ridotta al minimo: giusto per dirne una, sul COTA di Austin nella parte centrale ci sono molte interpretazioni sulla linea da tenere, mentre a Barcellona non c’è spazio per azzardare qualcosa di nuovo, basta vedere il sorpasso di Vettel su Gasly, arrivato in un modo totalmente inatteso per il francese ed anche per gli addetti ai lavori.

Infine la situazione tecnica, genericamente parlando, ha contribuito non poco alla generazione della noia: lo stare in scia che penalizza troppo la prestazione aerodinamica, le incidenze dei guasti ormai molto rare, dunque non c’è nemmeno una variabile casuale da tenere in conto, e le corse in funzione di risparmio / ottimizzazione delle varie componenti (benzina, unità motrici, gomme…) comportano una gestione più da gara di durata, lasciando da parte le battaglie corpo a corpo. Evidenza ne è stata il restart dopo il ricompattamento con la safety-car per l’incidente tra Norris e Stroll, con le vetture una dietro l’altra a breve distanza, ma con pochissimi attacchi, nemmeno accennati.

Cosa aspettarci dal futuro e come cercare di rivitalizzare le gare sono temi sui quali Liberty Media dovrà lavorare molto, perché gare che conciliano il sonno come quella odierna non vanno assolutamente bene: il problema è molto ingarbugliato e la soluzione non è di certo dietro l’angolo.

Luca Colombo

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