Il Circus della Formula 1 arriva in Europa con il GP di Spagna, che può essere considerato il primo esame di riparazione per i team che non hanno brillato nella prima parte della stagione. Come ogni anno le scuderie portano corposi step evolutivi e, in alcuni casi, addirittura delle vere e proprie versioni B. Sicuramente il tracciato del Montmelò è la cartina tornasole per vedere i reali miglioramenti delle monoposto, visto che qui si svolgono i test invernali, oltre ad essere il circuito più conosciuto del Mondiale.




Il layout del tracciato è un perfetto mix, ogni settore ha una caratteristica precisa. Il primo settore, con il rettilineo principale di oltre un chilometro, dove a farla da padrona è l’efficienza aerodinamica, è il più veloce: qui gli pneumatici del lato sinistro vengono messi a dura prova visto che lavorano in appoggio sui curvoni veloci da affrontare in pieno. Il secondo settore è composto da curve veloci in rapida sequenza dov’è importante il giusto equilibrio fra asse anteriore e posteriore. Infine l’ultimo settore è il più lento e tortuoso, dove conta la trazione in uscita ed il grip meccanico. Ovviamente settare una monoposto con tutte queste caratteristiche è difficile, così ogni team cerca di creare un giusto equilibrio aerodinamico e meccanico. La Pirelli, in via cautelativa, ha portato in pista le mescole più dure ma tutti i team si sono focalizzati sulla mescola più morbida messa a disposizione.

Ma andiamo ad analizzare le migliorie introdotte da ogni singolo team.

Mercedes
Il team anglo tedesco si presenta sempre più forte in pista, grazie alle quattro doppiette nelle prime gare, ma il lavoro non si ferma mai e diverse sono le novità portate al Montmelò.
Si parte dall’alettone anteriore con gli upper flap rivisti: nello specifico nella parte interna ora presentano una forma diversa (cerchio rosso) e addirittura una soffiatura il tutto per cercare di gestire al meglio il vortice Y250 e tutti il flussi che lambiscono la parte interna agli pneumatici e il sotto vettura.

Ad incuriosire maggiormente però sono i nuovi specchietti retrovisori di derivazione Williams: il supporto ora è molto più articolato, con chiare funzioni aerodinamiche verso il retrotreno, mentre lo specchio vero e proprio è sorretto da due piccoli agganci.

Rivisti anche i bargeboard, con un terzo elemento a boomerang (riquadro verde), mentre il lato posteriore ha una aggancio più semplice, il tutto per portare aria nel fondo piatto.
Nuovi anche i deflettori laterali: ora sono formati da tre elementi (freccia rossa), per direzionare meglio i flussi e dotati di collegamenti in metallo per irrigidire la struttura ed evitare le vibrazioni. Nuovo anche il punto di attacco al fondo.
Anche l’ingresso delle pance sembra più snello e svasato per cercare di aumentare la portata di aria sulla parte superiore del fondo piatto e conseguente carico aerodinamico. (Foto: @AMuS)

Ferrari
Il team di Maranello era atteso a Barcellona con tante novità, e le aspettative non sono state deluse: l’obiettivo degli uomini in rosso non è quello di stravolgere la SF90, ma di affinare i concetti base sulla quale è stata progettata.
Seguendo questo filone si può vedere l’alettone anteriore: gli upper flap sono stati modificati pochissimo, soprattuto nella zona più esterna, per spostare quanta più aria possibile all’infuori della vettura; stesso discorso per il lavoro di micro-aerodinamica svolto sugli endplate, che rispetto alla precedente versione sono più sagomati per accompagnare il flusso, aumentando l’effetto outwhas, con un marciapiede completamente rivisto per creare una minigonna aerodinamica.Rivisto anche il cofano motore, nello specifico la pinna di squalo che ora non inizia immediatamente dopo il rollbar (l’airbox per intenderci) ma un po’ più dietro (cerchio verde) per cercare di creare meno resistenza all’avanzamento della monoposto e far funzionare meglio l’alettone posteriore.Quest’ultimo si presenta con una soluzione a maggior carico, come vuole la conformazione della pista, sia sul profilo principale, con un nuovo bordo d’attacco, che in particolare per quanto riguarda il flap mobile del DRS, che presenta una corda maggiorata (freccia azzurra).
Riviste anche le paratie laterali, che presentano due vistose feritoie ai bordi d’attacco iniziali (riquadro verde), ben sei soffiature sulla mezzeria dell’alettone (cerchio giallo), oltre alle numerose frastagliature inferiori: il tutto per cercare di schermare le turbolenze generate dal rotolamento degli pneumatici posteriori nocive per il funzionamento del diffusore.Portata anche la nuova specifica di Power Unit di cui si dice ci sia uno studio approfondito sulle leghe utilizzate per la realizzazione dei pistoni in modo da essere più leggeri e robusti.
Bocciata momentaneamente la sospensione anteriore che rivedremo nei test post GP di martedì e mercoledì per affinare la soluzione. (Foto: @AMuS)

Red Bull
Il team di Milton Keynes ha rivisto alcuni punti cardine delle monoposto attuali: vale a dire i bargeboard e la zona posteriore, in modo da aumentare l’efficienza aerodinamica.
I bargeboard presentano un nuovo primo profilo, più lungo, che va ad ancorarsi alla scocca (freccia gialla). Inoltre è presente un doppio boomerang (freccia verde) che, partendo dal profilo verticale, si va ad unire ai deflettori, a loro volta rivisti nella zona d’attacco interna. Numerose le seghettature (freccia rossa) per energizzare il flusso.L’obiettivo è quello di addrizzare i flussi che investono il corpo centrale della monoposto, vale a dire le pance e il fondo piatto.
Sul posteriore, al termine della pinna, è stata montata una Deck-Wing per cercare di incrementare il carico sull’asse posteriore e far lavorare meglio l’alettone posteriore. (Foto: @AlbertFabrega)

Renault
Momento difficile per il costruttore francese, che ha raccolto molto meno di quanto previsto.
Il team di Enstone ha portato a Barcellona una nuova Power Unit con l’obiettivo di migliorare le performance e anche l’affidabilità, tallone di Achille anche per la McLaren.
Dal punto di vista aerodinamico piccole modifiche ai bargeboard, soprattuto nella zona dei vorticatori, per velocizzare i flussi diretti nel sotto-vettura.
Nuova anche la Deck-Wing biplano con il profilo inferiore dotato di soffiatura per generare più carico e lavorare in sinergia con scarico e alettone posteriore.

Haas
Il team americano per il momento non monterà lo Step 2 della Power Unit Ferrari, ma sono diverse le soluzioni aerodinamiche nuove portate in pista.
Nuovi i turning vanes che ora presentano, oltre alle classiche soffiature; anche quattro denti per cercare di indirizzare il flusso verso i bargeboard.
Anche quest’ultimi sono stati rivisti in corrispondenza del marciapiede interno con diverse soffiature.
Modificato anche il fondo piatto in corrispondenza degli pneumatici posteriori: ora è presente una nuova pinna per meglio gestire la flessione del fondo e al contempo schermare gli pneumatici stessi.
Inoltre è stata effettuata una prova comparativa con le due tipologie di Deck-Wing monoplano e biplano, con soffiatura per verificare la soluzione migliore.

McLaren
Il team di Woking ha portato numerose novità in Spagna disseminate in tutte la superficie della monoposto.
Si parte dall’alettone anteriore completamente rivisto sia nel profilo principale che in tutti negli upper flap, che si chiudono a ricciolo nella parte centrale (cerchio rosso) per gestire il vortice Y250, mentre verso l’esterno si scaricano (riquadro verde) con l’obiettivo d’incrementare l’effetto outwhas.

Completamente rivisto anche l’endplate, che presenta un taglio in alto (freccia gialla) per facilitare l’evacuazione dell’aria. Modificato anche il marciapiede per migliorare l’effetto.
Completamente rivoluzionari i bargeboard, con il profilo a boomerang (freccia rossa) che si raccorda diversamente con i deflettori (freccia verde), composti ora di tre elementi e un nuovo sostegno per irrigidire la struttura, il tutto per portare più aria verso il retrotreno.

A differenza di quanto fatto in Ferrari, gli uomini McLaren hanno dotato il cofano di una pinna più voluminosa (freccia rossa) per cercare di aumentare la stabilità in curva della monoposto.

Inedito l’alettone posteriore, sia per quanto concerne il profilo principale (freccia gialla), non più a cucchiaio, che per quanto riguarda le paratie verticali, ora dotate di nervature (frecce verdi) per direzionare l’aria in uscita dalla monoposto. (Foto: @AMuS)

Racing Point
Il team della famiglia Stroll, come promesso, ha portato diverse novità: la più vistosa riguarda i bargeboard.
Questi presentano un primo elemento che si ancora alla scocca per mezzo di una lunga deriva (freccia azzurra), con lo scopo di deviare i flussi. Inoltre dietro al profilo a boomerang (freccia gialla) sono presenti diverse soffiature (frecce verdi) per cercare di energizzare il flusso che andrà a lambire le pance laterali, il tutto bloccato da rinforzi in metallo (cerchio rosso) per irrigidire la struttura.

Leggermente rivisto anche l’alettone, nelle paratie, e l’estrattore del fondo piatto. (Foto: @AMuS)

Toro Rosso
Nuovo alettone anteriore anche per il team faentino: nello specifico sono stati completamente rivisti gli upper-flap, sia verso l’interno con il ricciolo che tende a chiudersi per gestire il vortice Y250 (freccia verde), che verso l’esterno per far evacuare l’aria verso l’esterno della vettura.
Rivisti anche il marciapiede delle paratie laterali (freccia rossa) per cercare di gestire la flessione dell’alettone e schermare gli pneumatici anteriori. (Foto: @AlbertFabrega)

Williams
Nulla di nuovo per il team inglese, se non l’enorme mole di lavoro che hanno dovuto affrontare gli uomini di Grove per riparare i telai danneggiati nel recente GP di Baku.

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

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