Dominio assoluto: è con queste due parole che si descrive al meglio ciò che il team Mercedes sta portando avanti in questo primo scorcio di stagione 2019. Anche a Barcellona è 1-2 delle Frecce d’argento, con le Ferrari che annaspano facendosi battere anche dalla Red Bull di Verstappen. Iniziamo a parlarne, esaminando come al solito ciò che abbiamo visto durante il weekend.




Partenza! Sarà l’unico punto della gara che analizzeremo in modo preciso, dato che null’altro è successo se escludiamo la safety car che ha fatto capolino a 20 giri dal termine per via di un contatto tra Stroll e Norris: allo spegnersi dei semafori è Hamilton a scattare per primo, portandosi sulla parte destra della pista per preparare dall’interno la staccato al compagno poleman. Sulla sinistra, grazie ad un’ottima scia tirata dalle Mercedes, si porta Sebastian Vettel, che in curva 1 tenta il colpaccio frenando tardissimo all’esterno. La manovra del ferrarista è sensata ma inefficace, rimediando anche un bloccaggio che per giunta gli spiattella l’anteriore destra costringendolo poi ad uno stint lento causa vibrazioni. Subito dietro l’altra Ferrari di Leclerc, il quale, dopo aver sopravanzato Verstappen nei primi metri, si vede re-infilare dallo stesso con un eroico sorpasso all’esterno di curva 3.

Da li in poi il vuoto! Dopo curva 1, la corsa prende un’inesorabile, quanto prevista, piega: le due Mercedes volano e, già alla fine del primo giro, dietro Hamilton e Bottas non c’è più niente. La superiorità è a dir poco imbarazzante, con i due alfieri argentati assolutamente consci del fatto che la battaglia potrebbe, nel caso, esserci solo fra loro due. Il passo di Stoccarda rimbomba come un martello rovente che batte senza sosta in una fucina di Maranello. Avete presente quei rumori molesti e insopportabili che provocano quei leggeri ma fastidiosissimi mal di testa a chi sta vicino? Ecco… quelli! La differenza di prestazione è abissale e, come dimostrazione, c’è la quinta doppietta in altrettante gare. Signore e signori, ci troviamo di fronte alla più imponente devastazione che un team sia mai riuscito ad infliggere agli avversari nell’intera storia della Formula Uno.

E la Ferrari? Gia, dov’è la Ferrari? Dov’è quella super macchina che durante i test invernali sembrava fosse stata sfornata dai tecnici di Maranello? La vettura è sicuramente forte, per carità. Ma forse non è cosi “sana” come tutti quanti avevamo pensato. Pare che manchi del carico aerodinamico e, a dire dei più esperti, questo si tramuta spesso in un congenito sottosterzo con mancanza di grip nelle curve più lente. E difatti a Barcellona Vettel beccava in qualifica quasi 8 decimi solo nell’ultimo settore del circuito, quello appunto più lento con repentini cambi di direzione (dove se hai sottosterzo non puoi essere veloce). Se fosse davvero così, gli uomini in Rosso hanno un bel problema. La mancanza di carico infatti non è un difetto che si può risolvere in una settimana e, dato che siamo già alla quinta gara, il rischio è che anche per quest’anno il mondiale sia andato…

Vado al… Max! Rievocando velatamente una celebre canzone di Vasco Rossi, ne approfittiamo per celebrare ancora una volta il grande lavoro che sta facendo il giovane Verstappen. In Spagna l’olandesino si è messo ancora una volta davanti alle Ferrari, con una vettura che sulla carta semplicemente non dovrebbe potersi permettere una cosa del genere. Il figlio di Jos ormai è cresciuto e ad ogni weekend fornisce dimostrazione di essere un autentico fuoriclasse. Date una vettura vincente a quel ragazzo e siamo sicuri che ne vedremo delle belle.

Ciao ciao Barcellona? Chiudiamo il giro dei focus con una nota sul tracciato catalano: pare che questa sia stata l’ultima presenza del celebre autodromo nel calendario ufficiale della Formula Uno, in quanto sembrano non esserci le condizioni per un rinnovo. Sicuramente, se cosi fosse, si tratterebbe di una grave perdita per la massima categoria automobilistica, in quanto parliamo di un circuito storico che certamente è tra i più suggestivi da guidare. Va detto che dopo l’ormai famosa modifica all’ultimo settore (dove per intenderci ora c’è la “S”), la pista è diventata una serie di curve dove superare senza DRS è quasi impossibile, ad assoluto discapito dello spettacolo. Siamo sicuri che sia questa la Formula Uno che vogliamo?

Daniel Limardi

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