La sveglia per chi abita lontano da Monza suona ad un orario che non è propriamente dei più allettanti, soprattutto per una domenica di fine estate. Alle 7.30 la coda all’ingresso in prossimità della Prima Curva di Lesmo è già lunghissima, nonostante la pioggia cada fitta sull’Autodromo sin dalla notte precedente, ma che non basta certamente a scoraggiare le migliaia di tifosi e appassionati giunti in quella che per un giorno è la capitale dello sport italiano.




Appena entrati in Autodromo comincia la corsa per accappararsi il posto con la visuale migliore (ovviamente solo per i possessori del biglietto prato!). La pioggia continua a cadere incessante, ma l’ottimismo non cala: alle 9.00 è prevista la fine della perturbazione e ciò si verifica puntualmente. La mattinata passa veloce, con il fitto programma di gare a fare da contorno e antipasto alla Formula Uno; dapprima la F3, con il giapponese Tsunoda bravo a vincere la sua prima corsa, poi la F2, che regala subito un brivido quando il poleman Jack Aitken si gira all’uscita della Seconda di Lesmo nel giro di uscita dai box. L’inglese fortunatamente riesce a ripartire, e a far sua la gara, con lo struggente ricordo di Anthoine Hubert sul podio.

C’è spazio anche per la Porsche Mobil 1 Super Cup, come sempre portatrice di sportellate e spettacolo; è Larry Ten Worde a vincere, pur tagliando il traguardo dietro al turco Guven, penalizzato per un taglio di chicane. A questo punto le tribunette intorno al tracciato di Monza sono già stracolme e le pulsazioni salgono intorno alle ore 13, quando le prime emozioni vengono regalate ai tifosi. Jody Scheckter, Campione del Mondo 1979 proprio qui in Brianza, torna in pista con la 312 T4, la macchina progettata dal leggendario ingegnere modenese Mauro Forghieri e portata in trionfo quarant’anni fa dal sudafricano.

“Oggi sono forse più emozionato di allora, dichiara uno Scheckter con gli occhi lucidi appena sceso dalla vettura. E l’Autodromo gli regala il giusto tributo, con applausi a non finire. Neanche il tempo di rifiatare ed è subito tempo della parata dei piloti di F.1 con auto storiche. Oltre, ovviamente, ai piloti Ferrari, i più acclamati sono senza dubbio Daniel Ricciardo, Kimi Raikkonen, Antonio Giovinazzi e Lando Norris, che fa della simpatia un fattore complementare alla velocità in pista.

Alle 14.30 il rombo dei motori si impossessa dell’Autodromo: la pit lane viene aperta e l’urlo dei tifosi si fa assordante quando Leclerc e Vettel scendono in pista. Inno nazionale, lo spettacolo delle Frecce Tricolori, poi un silenzio irreale cala sulla pista di Monza; si spengono i semafori e comincia un Gran Premio tra i più estenuanti di sempre per i tifosi della Rossa. Leclerc parte bene, ma dietro di lui le Mercedes non mollano, con Hamilton che per buona parte della corsa non si staccherà di più di due secondi.

Al sesto giro, lo sconcerto si fa largo tra gli spettatori, quando sui maxischermi appaiono le immagini di Sebastian Vettel nella ghiaia della Variante Ascari. Il tedesco riesce a ripartire, ma la sua gara è rovinata, anche a causa di uno stop/go di 10 secondi; nel frattempo, Leclerc continua la sua marcia braccato dalle due Frecce d’Argento. Vederli uscire dalla Lesmo 2 e tuffarsi a tutta velocità nel Serraglio è uno spettacolo da mozzare il fiato, che tutti i racefans dovrebbero vivere almeno una volta nella vita.

Passato anche il valzer dei pit stop, la corsa entra nella sua seconda metà e la musica non cambia. Hamilton sembra un leone in gabbia dietro al monegasco, ci prova in tutti i modi a superarlo, ma Leclerc si difende come meglio non potrebbe. Sugli spalti la tensione è palpabile, ma l’incitamento nei confronti di Charles non manca mai; il giovanotto sta regalando un’emozione che i tifosi aspettano da ben nove anni. Mancano ormai poche tornate quando Lewis arriva lungo alla Prima Variante e un sospiro di sollievo attraversa tutto l’Autodromo.

Ma non è finita, perchè Bottas ha gomme medie ancora più fresche ed è minaccioso. Gli ultimi tre giri sono un calvario, ma finalmente l’urlo trattenuto troppo a lungo può esplodere: Charles Leclerc taglia il traguardo per primo, il Gran Premio d’Italia è suo! Dietro le reti che delimitano la pista esplode la gioia dei tifosi, che hanno finalmente trovato un nuovo beniamino. Poco importa che il campionato sia ormai perso e la stagione finita, la gioia dei presenti è enorme. Sotto il podio la folla è impressionante; il rettilineo di partenza è una vera e propria marea rossa, tutta in onore di Charles Leclerc. Uscendo dall’Autodromo di Monza resta l’emozione per una giornata incredibile, in cui il popolo rosso ha finalmente trovato un nuovo beniamino da portare in trionfo: Charles Leclerc!

Nicola Saglia

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