Il Gran Premio d’Italia è uno di quegli appuntamenti speciali, per qualsiasi pilota. Le velocità altissime, l’atmosfera unica, il calore dei tifosi. Ma per un italiano, che si ritrova alla sua prima esperienza in Formula 1 sul mitico circuito brianzolo, rappresenta molto di più: un’emozione semplicemente unica. E’ il caso di Antonio Giovinazzi, pronto per affrontare il week-end casalingo in qualità di unico rappresentante del tricolore sulla griglia di partenza.




Una responsabilità non da poco, per il buon Antonio. Anche perché, al di là dell’inevitabile pressione che si può affrontare in simili casi, quello di Monza rischia di essere davvero un appuntamento cruciale per la sua stagione. Reduce da quella che era stata sino a quel momento la sua migliore prestazione dell’anno, in Belgio ha infatti vanificato tutto con un’uscita di pista proprio a pochi chilometri dal traguardo. Una delusione cocente, che il pilota di Martina Franca intende dimenticare il più in fretta possibile.

Antonio, la prima domanda è d’obbligo: cosa provi alla vigilia di questo week-end? E’ il Gran Premio che aspettavo dall’inizio della stagione! Ieri sono stato a Milano, in occasione dell’evento Ferrari, e già lì ho sentito l’affetto dei tifosi. E’ bellissimo essere qui a Monza per la mia prima gara in casa, dunque adesso bisognerà soltanto ringraziare i tifosi cogliendo un bel risultato Domenica. Non posso nascondere che ci sia un pizzico di pressione in più: avrò il supporto di familiari e amici, ma credo che il segreto sia tentare di approcciarlo come un qualsiasi altro week-end.

Riguardo all’episodio di Spa, Antonio non nasconde il proprio rammarico: “E’ stata una gara molto positiva, con un gran passo, ed ero uno dei piloti più veloci tra quelli del mio gruppo. Poi è arrivata purtroppo questa uscita di pista. E’ una cosa che mi aiuterà a crescere e migliorare. Adesso però voglio scordarmi Spa e godermi al meglio questo appuntamento. Le critiche? Fanno parte del gioco, così come gli elogi. Devo solo concentrarmi su me stesso e cercare di fare del mio meglio. Nella mia carriera nulla è stato facile e sono abituato a correre sotto pressione. Ho il massimo supporto da parte del team e ora bisogna solo portare più punti a casa: prima o poi la ruota girerà e ci riprenderemo tutto con gli interessi”.

Un giudizio sulla nuova Power Unit Ferrari: “A livello di performance è molto vicina alla precedente, come noto abbiamo accusato quel problema al Sabato, ma direi che comunque non sembrano esserci particolari differenze”.

Abbiamo superato da poco la prima metà di stagione: ti senti finalmente in grado di poter sfruttare il 100% delle tue potenzialità una volta in vettura o credi che ci siano ancora dei margini di miglioramento? Riguardando un po’ queste prime gare credo che in termini di velocità, almeno rispetto a Kimi, siamo molto vicini soprattutto in qualifica. Quello che mi era mancato un po’ all’inizio era soprattutto il passo gara, ma credo che sia normale dopo aver trascorso due anni senza correre. Domenica ero molto contento del mio passo, soprattutto in termini di costanza: sto facendo dei progressi e al momento mi manca solo l’esperienza. Credo che un pilota non sia mai al 100%: personalmente mi serve solo un po’ di tempo.

Poco fa abbiamo parlato con Kimi, il quale ha speso delle belle parole nei tuoi confronti: come procede il vostro rapporto tra compagni di squadra? C’è uno scambio di informazioni tra di voi in merito ai dati per migliorare il comportamento della monoposto? Ho sempre detto che avere Kimi come compagno di squadra rappresenta un valore aggiunto per me. Naturalmente non è facile, perchè è un campione del mondo e ha tanta esperienza; inoltre, è uno che se la macchina è da ottavo posto, lui…la piazza all’ottavo posto. Ma soprattutto nelle piste che non conosco posso confrontare i dati della telemetria e migliorare molto nel corso del week-end. Con lui sto lavorando benissimo ed i riscontri che forniamo al team sono molto simili: credo che questo sia molto importante per cercare di migliorare la macchina il più velocemente possibile”.

Da Monza – Marco Privitera

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