Nell’era dell’iper-tecnologica Formula 1 può accadere anche questo. Il Gran Premio del Giappone è stato infatti dichiarato concluso al 52° dei 53 giri in programma, a causa dell’errata apparizione della bandiera a scacchi sui pannelli elettronici presenti a bordo pista. Il “fattaccio” ha consentito a Sergio Perez, finito contro le barriere nel corso dell’ultima tornata, di conservare la propria nona piazza e guadagnare due punti iridati. Ma come è stato possibile tutto ciò? La FIA ha aperto un’inchiesta.




Un errore di sistema, come è stato sottolineato dal direttore di gara Michael Masi. O forse, più verosimilmente, una “semplice” distrazione che ha di fatto acceso in anticipo i pannelli luminosi recanti l’indicazione di fine gara. Incredibile come tutto questo possa accadere, in un mondo dove ogni minimo dettaglio è pianificato, anche se in questo caso l’episodio impone un serio approfondimento.

Esiste già un precedente risalente allo scorso anno, quando a Montreal la modella Winnie Harlow decise inspiegabilmente di sventolare la bandiera a scacchi con un giro di anticipo, peraltro su errata indicazione. Ma in questo caso, le integrazioni alle bandiere presenti lungo il tracciato (introdotte sotto forma di pannelli led anche per evitare il ripetersi di simili casi) hanno sortito l’effetto opposto a quello auspicato.

Anche perchè proprio nel corso dell’ultimo giro si è verificato un episodio che ha modificato le posizioni di arrivo all’interno della zona punti, visto che Perez è stato spedito contro le barriere in seguito ad un contatto con Gasly, dovendo rinunciare alla sua nona posizione. Con l’annullamento della tornata conclusiva (secondo regolamento) e la classifica ricavata in base all’ordine scaturito dal giro precedente, il messicano ha potuto invece conservare i due punti iridati, estromettendo di fatto il compagno Lance Stroll dalla top ten.

Ma se l’ordine di classifica fosse cambiato in zona podio, magari con un sorpasso in extremis di Lewis Hamilton su Sebastian Vettel? Le polemiche sarebbero divampate, così come le ipotesi di…complotto. In realtà, la causa dell’errore sarebbe scaturita da un errore umano, anche se il direttore di gara ha preferito non sbilanciarsi troppo sull’argomento, definendolo come un generico “errore di sistema” sul quale la Federazione punterà a fare chiarezza. Già, perchè a volte troppa tecnologia rischia di giocare brutti scherzi…

Marco Privitera

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