Il Gran Premio del Giappone edizione 2019, oltre ad essere ricordato (purtroppo) per il tifone Hagibis), rimarrà nella mente degli appassionati anche per una sequenza di errori che, presi nel loro insieme, hanno reso la gara di Suzuka piena di argomenti e spunti d’interesse.




Uno su tutti il Vettel in versione Dottor Jekyll e Mister Hyde: bellissimo nel mattino di Suzuka quando, come ai tempi della Red Bull, con un’autentica prova di forza si prende con autorevolezza la pole position, bruttissimo o quasi quando vanifica tutto con uno partenza stile nonnetto al semaforo in pieno centro cittadino.

E per non farsi mancare nulla in casa Ferrari, anche Charles Leclerc decide di unirsi alla festa facendo a sportellate con Verstappen e, in accordo con il suo muretto, rimanendo in pista mettendo in serio pericolo l’incolumità di Hamilton che lo seguiva. Risultato? Da una possibile doppietta, si è passati ad un secondo posto ed un settimo (dopo penalità post gara per il monegasco), che non rendono giustizia e merito all’ottima performance del Cavallino nella mattinata giapponese.

Paradossale e ai limiti del tragicomico anche l’errato conteggio dei giri che ha, di fatto, fatto concludere il Gran Premio un giro prima della sua naturale conclusione, con Perez finito a muro ma classificato in Top 10 a scapito del compagno di scuderia Lance Stroll. E se per caso ci fosse stata bagarre per la vittoria e il secondo avesse sorpassato il leader proprio nel 52° dei 53 giri previsti? In barba al regolamento, probabilmente staremo qui a discutere di un qualcosa mai visto prima e che, nel 2019, fa anche piuttosto ridere.

Chiudiamo la carrellata degli errori menzionando Liberty Media e la FIA: ma visti i precedenti della cancellazione del sabato del 2004 e del 2010 (e ovviamente l’edizione corrente), non sarebbe meglio spostare la gara giapponese in uno slot meno inclemente dal punto di vista meteorologico?

Vincenzo Buonpane

 

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