In una gara pazza, dai molteplici colpi di scena, trionfa l’unico che non sbaglia praticamente nulla: Max Verstappen. Il figlio di Jos domina il weekend senza mai dare segnali di cedimento, seguito al traguardo dal “compagno di azienda” Gasly e da un fantastico Sainz, che riporta la Mclaren fra i primi tre dopo una vita dall’ultimo podio colto in pista. Solo settimo Hamilton, causa penalità; Ferrari entrambe fuori dopo un disastro in famiglia.




Start senza incidenti e rimonta Leclerc: tutto liscio al via, con le monoposto indenni all’imbuto della “S” di Senna. Ottimo spunto per Seb, che dalla seconda casella sembra il migliore allo stacco frizione, salvo poi pattinare più del dovuto vedendosi scavalcare da Hamilton, il quale si mette sulla coda del poleman Verstappen. Da dietro intanto, sorprende Leclerc: il monegasco parte dalla quattordicesima piazza, a causa del cambio propulsore, e nei primissimi giri si rende protagonista di una rimonta furiosa. L’aggressività questa volta paga e in pochissime tornate il numero 16 si ritrova a ridosso dei primi cinque, in attesa di capire come si evolveranno le strategie.

Grande Verstappen: con il valzer dei pitstop, funziona la strategia Mercedes di sopravanzare l’olandese volante con un undercut di Hamilton. Il sei volte iridato si ritrova al comando dopo il cambio gomme, convinto di poter, a questo punto, contenere l’arrembante super Max. Questa volta contro Verstappen non ce n’è e il pilota Red Bull, senza pensarci due volte, assalta quasi subito Lewis riuscendo a passare. Pare che la manovra sia figlia di un errore di settaggio sulla monoposto argentata, che ha tagliato di netto la potenza della Mercedes. Quel che è certo, però, è che il passo del fantino dei bibitari è stato comunque superiore per tutto il weekend, quindi probabilmente il sorpasso sarebbe arrivato lo stesso.

Fumata bianca Mercedes e gara riaperta: dopo una fase di gara abbastanza tranquilla, il colpo di scena arriva al giro 55, con la Mercedes di Bottas che inizia a fumare. E’ abbastanza insolito vedere una freccia d’argento con problemi meccanici e difatti in un primo momento si pensa ad una semplice fuoriuscita d’olio. Interlagos ha in serbo tante sorprese e dopo poche curve Valtteri si ritrova costretto a parcheggiare per prati. La noia tecnica causa l’uscita della safety car, che ricompatta il gruppo e riapre la corsa anche per Leclerc. La ripartenza sarà furibonda, con tutti che cercheranno di sopravanzare tutti.

Disastro Rosso: dato il momento concitato, fra le tante battaglie in pista si delinea anche quella interna tra i due piloti Ferrari. Il giovane Leclerc, in rimonta e con gomme nuove, aggredisce senza indugio il compagno di colori in curva 1. La manovra è molto aggressiva, inaspettata, ma assolutamente pulita e vale per il monegasco la posizione sulla vettura gemella. Seb però non ci sta, e dopo curva 3 sfrutta la zona DRS per recuperare il maltolto. Charles prova a difendersi piazzandosi al centro della carreggiata, ma oramai la manovra evasiva del team-mate è iniziata, nonostante il poco spazio a disposizione: l’esito? Un vero e proprio disastro. Le due Rosse si toccano e, anche se il contatto è apparentemente leggerissimo, la sospensione anteriore destra di Charles si sbriciola all’istante mentre la gomma posteriore sinistra di Vettel si affloscia dopo due curve. Ritiro per entrambi, perdendo verosimilmente la possibilità di salire sul podio e regalando di fatto a Verstappen la terza posizione in campionato.

Finale a sorpresa: il contatto tra le Rosse rende di nuovo necessario ricorrere alla Safety car ed Hamilton decide di fermarsi al box per un cambio gomme non effettuato durante l’occasione precedente (cosa invece portata a termine dalla Red Bull). La manovra lo farà rientrare in pista in terza posizione dietro anche all’altra “lattina” di un fantastico Alexander Albon, ma la gomma nuova dovrebbe permettere di rimontare. Al via libera, però, la foga di Hamilton è stranamente incontrollata dallo stesso e nel tentativo di sorpasso immediato su Albon per non perdere Max, l’inglese centra l’incolpevole thailandese, mandandolo in testacoda. L’azzardo varrà a Lewis un penalty di 5 secondi che lo relegherà alla settima posizione finale, anche se il dispiacere più grosso è nei confronti di Albon, che perde così il primo podio di carriera. Applausi invece per Pierre Gasly e Carlos Sainz, che si piazzano rispettivamente al secondo e terzo posto di questa gara a dir poco rocambolesca.

Appuntamento fra due settimane ad Abu Dhabi, con la gara degli Emirati Arabi che calerà il sipario sulla stagione 2019. Non mancate.

Daniel Limardi  

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