La Formula 1 approda sul primo circuito permanente della stagione e lo fa nel deserto del Bahrain, su un tracciato nettamente più probante rispetto a quello australiano. Il circuito del Sakhir è un interessante mix composto da rettilinei inframezzati da curve tecniche, sia veloci che di lenta percorrenza. Da non trascurare l’abrasività dell’asfalto e le alte temperature ambientali, nonostante si corra in notturna: per questo i team corrono ai ripari, aumentando gli sfoghi sulle monoposto, anche a discapito dell’aerodinamica.




Oltre al layout che favorisce i sorpassi in staccata, quest’anno sono ben tre le zone in cui si potrà utilizzare il DRS, ed è notevole la differenza altimetrica del piano stradale; da non sottovalutare la sabbia portata dal vento, che può ridurre notevolmente il grip meccanico. Molto importante è anche il ruolo della parte elettrica della Power Unit: considerando i lunghi rettilinei e le violente frenate MGU-K e MGU-H saranno chiamati a numerosi cicli di carico e scarico della potenza.

La conformazione del circuito premia sia il bilanciamento meccanico, dovuto al grip generato da pneumatici e sospensioni, che quello aerodinamico fondamentale per affrontare le curve veloci. Vediamo, nello specifico, le novità portate dai vari team.

Mercedes

Il team anglo-tedesco arriva da Melbourne con il bottino pieno; nei box del Bahrain non si sono viste grosse novità sulla W10, che ha già subito numerose modifiche in precedenza per cercare di ricreare l’effetto outwash sull’avantreno. Interessante la modifica apportata al lato dell’abitacolo, al termine dell’Halo, per smaltire il calore generato dalla Power Unit: ora sono presenti tre flap (freccia gialla) con apertura più generosa, in sostituzione della feritoia vista in Australia.
Modifiche più evidenti sul posteriore, si cerca di trovare la giusta configurazione aerodinamica facendo diverse prove: si è vista la doppia Deck-Wing (cerchio verde) per cercare di generare più carico e le paratie dell’alettone posteriore presentano ora tre frange (frecce rosse), per meglio pulire il flusso generato dalle turbolenze nocive dovute al rotolamento degli pneumatici; così come hanno una diversa angolazione, oltre a essere leggermente più piccole, le nervature a fine paratia (riquadro azzurro).
(Foto: @AlbertFabrega; @AMuS)

Ferrari

Il team di Maranello deve assolutamente riscattarsi dalla debacle di Melbourne e lo fa su un tracciato che, sulla carta, dovrebbe essere più nelle sue corde. Al contrario di come si potrebbe pensare, le novità non sono molte: più che altro si è cercato di ottimizzare il pacchetto e capire le cause che non hanno fatto esprimere al meglio la SF90.
Anche a Sakhir sono state portate le due configurazioni di alettone anteriore da medio e basso carico per poi cercare di studiare il set-up ottimale sulla pista.
In Ferrari sono scuri di aver risolto i problemi di raffreddamento della Power Unit perché, a differenza di molti team, sulla rossa è stato montato un cofano motore in versione intermedia: con la parte terminale più rastremata e chiusa rispetto a quello australiano e leggermente più generoso rispetto alla versione utilizzata nei test di Barcellona (linee di costruzione verdi e cerchio giallo).
Che a Maranello siano riusciti a trovare la soluzione?
È presto per dirlo, ma sicuramente i test post GP aiuteranno ulteriormente lo sviluppo della monoposto.
(Foto: @AlbertFabrega)
Red Bull
Dopo l’ottimo debutto in Australia il team austro-inglese si presenta con rinnovata determinazione in Bahrain.
Come la maggior parte dei team anche in Red Bull preferiscono raffreddare abbondantemente la Power Unit, oltretutto siamo ancora al secondo Gran Premio, per questo sulla RB15 sono comparse delle feritoie (freccia verde)  subito dietro l’unione dell’Halo con il telaio, di chiara scuola Mercedes.
Nei box si sono visti due alettoni posteriori: da medio carico, montato sulla vettura di Verstappen (freccia rossa), e da basso carico, sulla vettura di Gasly (freccia gialla), con l’obiettivo di trovare la giusta configurazione nell’arco delle prove libere.
(Foto: @AlbertFabrega)
Renault
Il team della losanga si è visto costretto a sostituire il telaio della RS19 di Ricciardo dopo il salto sul tombino in Australia.
Dal punto di vista aerodinamico, il team con sede a Enstone, ha portato due specifiche di alettone anteriore con il profilo superiore che presenta un andamento differente verso l’endplate: una versione più carica (freccia rossa) e l’altra decisamente più scarica (freccia gialla).
Leggermente rivisto anche il marciapiede del bargeboard con il profilo più esterno che ora si presenta raccordato per cercare di mantenere costante l’effetto sigillo.
Per quanto riguarda il cofano motore in Renault hanno deciso di favorire l’evacuazione del calore a discapito del l’aerodinamica portando una soluzione che presenta dei generosi sfoghi nella parte terminale che sovrasta nettamente i bracci superiori della sospensione posteriore (freccia rossa).
Rivisto anche l’alettone posteriore: ora più scarico, per favorire la velocità di punta, il mainplane presenta un andamento leggermente a cucchiaio (in azzurro) per cercare di generare carico e favorire la stabilità nei tratti più veloci.
Da notare la scomparsa della Deck-Wing e la mancanza del piccolo flap fra i due piloni di sostegno dell’alettone posteriore (cerchio verde).
(Foto: @AlbertFabrega; @AMuS)
Haas
Interessante la soluzione adottata dal team americano sul fondo piatto: nello specifico nella zona verso gli pneumatici posteriori viene utilizzata una struttura, costituita da un altro materiale, ancorato alla struttura principe mezzo di viti (ingrandimento e freccia verde).
Questa soluzione, oltre a permettere una facile sostituzione in caso di rottura accidentale, facilita le continue evoluzioni in una zona così nevralgica per generare deportanza alla monoposto.
(Foto: @AMuS)
McLaren
Il GP del Bahrain segna l’ingresso ufficiale nel team di James Key in qualità di Direttore Tecnico; inoltre la monoposto di Sainz sarà dotata di un nuovo propulsore a causa della rottura della Power Unit nello scorso Gran Premio.
Novità sull’alettone anteriore che presenta un flap superiore che si ancora, con quelli laterali, per mezzo di una deriva più arcuata in modo da generare più carico e migliorare la stabilità sull’asse anteriore (confronto freccia gialle e verde).
Novità anche sui bargeboard, che sono stati ampiamente verniciati con la paraffina, nello specifico è presente un profilo verticale più piccolo e frastagliato (freccia gialla), dotato di numerose soffiature sul fondo (freccia azzurra), per cercare di rinvigorire il flusso.
Mentre sul marciapiede cambia la lama di raccordo (freccia rossa), posta sotto al profilo a ponte, per meglio incanalare l’aria nel sotto-vettura, il tutto per incrementare l’effetto deportante del fondo piatto.
Sul retrotreno sono stati introdotti anche i nuovi cerchi dotati di protuberanze, di scuola Mercedes, per meglio gestire l’evacuazione del calore e, di conseguenza, tenere a bada le temperature di esercizio degli pneumatici.
(Foto: @AlbertFabrega)
Alfa Romeo Racing
Il team del Biscione ha portato un nuovo fondo piatto sulla C38: in particolare le soffiature sono aumentate notevolmente (linea gialla), partono quasi in prossimità del restringimento della zona coca cola (freccia gialla), oltre a essere abbinate a una deriva più piccola, e divisa in due (freccia rossa) in corrispondenza degli pneumatici posteriori; mentre un piccolo flap all’interno degli pneumatici (freccia verde) fa da schermo aerodinamico.
Il tutto con l’obiettivo di gestire meglio i flussi che vanno a lambire sia la parte superiore, che la parte inferiore della monoposto, per meglio gestire la deportanza e l’effetto sigillo.
(Foto: @AlbertFabrega)
Toro Rosso
Il team di Faenza si è presentato in Bahrain con un nuovo bargeboard che, oltre ad essere quasi completamente color carbonio, si presenta diviso in tre parti uniti per mezzo di archetti (frecce verdi), per mantenere rigida la struttura.
La sommità è dotata di numerose soffiature (freccia gialla) che hanno il compito di rinvigorire il flusso proveniente dall’alettone, che altrimenti stagnerebbe, e spingerlo verso il fondo vettura.
Interessante anche il lavoro svolto sul marciapiede, dotato anch’esso di diverse soffiature frecce rosse), per incanalare quanta più aria possibile nel fondo piatto.
(Foto: @AlbertFabrega)
Williams
Quella di Sakhir sarà un’altra gara dura per il team inglese: ai piloti è stato chiesto, nuovamente, di non transitare sui cordoli per non rovinare la monoposto e non compromettere la sua guidabilità per via dei ricambi quasi inesistenti.
Lo stesso Kubica ha dichiarato che durante tutto il weekend di Melbourne ha guidato con un telaio danneggiato.
Sul fronte dell’organigramma da segnalare il ritorno, in veste di consulente, di Patrick Head per sostituire Paddy Lowe.
Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

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