Dopo la tappa australiana il Circus della F1 approda su un circuito permanente: quello di Sakhir nel deserto del Bahrain che si presenta come il giusto mix fra rettilinei e curve tecniche sia veloci che di lenta percorrenza.A mescolare ulteriormente le carte in tavola ci pensano un circuito abrasivo, le alte temperature (nonostante si corra all’imbrunire), la sabbia portata dal vento ed una differenza altimetrica del piano stradale.

Un ruolo importante verrà svolto dalle componenti MGU-H e MGU-K che saranno chiamate ad un lavoro molto più gravoso fra carico e scarico della potenza visti i lunghi rettilinei e le violente frenate. Il layout del circuito fa in modo che l’aerodinamica e le power unit svolgano un ruolo fondamentale nei quattro lunghi rettilinei e nel tratto di curve veloci dalla 5 alla 7. Mentre un buon bilanciamento fra i due assi (anteriore e posteriore) rende la monoposto più stabile e sincera nelle staccate e nelle curve lente. Senza dubbio il circuito di Sakhir sarà più probante per quello che riguarda i valori in campo, quindi vediamo nello specifico cosa hanno portato i team:

Mercedes
I tecnici di Brackley devono, in qualche modo, cancellare l’opaca prestazione di Melbourne consci di disporre della monoposto più performante del lotto.
In Bahrain sono state introdotte piccole migliorie: una di queste è la feritoia o “Camino” sulla dorsale del cofano motore (cerchio giallo) per migliorare lo smaltimento del calore generato dal propulsore; confermate le piccole feritoie ai lati dell’abitacolo (cerchio azzurro) e dietro la struttura dell’Halo (cerchio verde) che svolgono la medesima funzione.
Piccole modifiche riguardano anche il profilo verticale dell’alettone posteriore: in particolare nella zona bassa sono stati ricavate tre soffiature (riquadro rosso) per ridurre la resistenza aerodinamica e pulire il flusso che investe questa zona. (Foto @AlbertFabrega)

Ferrari
Il team di Maranello è chiamato alla prova della verità visto che il tracciato di Sakhir si addice più alle caratteristiche della SF71H. Rimandato il debutto del nuovo fondo piatto previsto in Cina fra una settimana, in Ferrari hanno portato delle piccole evoluzioni. Per sopperire alle temperature elevate sono state introdotte delle piccole branchie ai lati dell’abitacolo con una forma ondulata per meglio dirigere i flussi verso il posteriore della vettura senza alterarli. Inoltre è stato deciso di utilizzare il diffusore che era stato provato brevemente a Melbourne, prima di essere accantonato. Lo si può notare da due dettagli: il canale centrale presenta una forma più squadrata (ingrandimento freccia rossa), mentre i flap Gurney sono collegati, alla loro estremità, per mezzo di un arco (ingrandimento freccia verde); queste soluzioni servono per garantire una migliore stabilità della monoposto, anche a scapito dell’efficienza, oltre che a pulire i flussi generati dalla turbolenza degli pneumatici. (Foto @AlbertFabrega)

Force India
Il pacchetto portato in Australia non ha condotto ai risultati sperati, sia riguardo i punti che la prestazione cronometrica. Per questo i tecnici di Silverstone sono corsi ai ripari portando un nuovo alettone anteriore: questo presenta un profilo principale più arcuato (cerchio blu), soprattutto nella zona centrale, anche i flap superiori presentano delle soffiature (riquadro verde) per meglio controllare il vortice Y250, modificati gli upper-flap ora con una superficie orizzontale più ampia (riquadro rosso) per meglio direzionare il flusso all’esterno dello pneumatico.
Sono state effettuate anche prove comparative riguardo i deflettori orizzontali ai lati delle pance: Perez ha utilizzato la versione dei test di Barcellona, mentre Ocon la versione introdotta a Melbourne. Piccola modifica anche sulla Deck-Wing che presenta al bordo di uscita un piccolo nolder (cerchio azzurro) per generare maggior carico aerodinamico sull’asse posteriore. (Foto @AlbertFabrega)

Williams
Per migliorare lo smaltimento termico gli ingegneri del team inglese hanno allargato lo sfogo del cofano motore date le elevate temperature, proteggendo, così, la Power Unit Mercedes; altro accorgimento le feritoie ai lati dell’abitacolo che sono state riviste: ora presentano un taglio a V per direzionare il flusso in uscita dal cofano.

Renault
Poche novità per il team con base ad Enstone: solamente una “revisione” dei profili aerodinamici montati sull’Halo, di chiara ispirazione Toro Rosso. Sono presenti ben tre mini-flap sul lato superiore (cerchio azzurro) per pulire ed indirizzare il flusso che va ad alimentare la presa motore. Rivisto lievemente l’alettone anteriore con i flap superiore che presentano una corda ridotta per generare meno carico (riquadro rosso). (Foto @AlbertFabrega)

Toro Rosso
Il team di Faenza, chiamato al riscatto dopo il GP di Melbourne, ha portato nuove soluzioni sia per quanto concerne l’aerodinamica che il raffreddamento. In Bahrain ha fatto la comparsa un nuovo bargeboard: il primo elemento presenta una forma molto simile al predecessore, fatta eccezione per la deriva orizzontale leggermente più obliqua (cerchio giallo), e per i vorticatori presenti sul marciapiede (cerchio rosso) per indirizzare il flusso nel sottovettura; il secondo elemento invece è stato totalmente modificato con ben cinque soffiature (riquadro verde) per energizzare i flussi verso la zona centrale della monoposto, evitando, così, che ristagnino. Dopo la rottura della Power Unit Honda a Melbourne gli ingegneri della Toro Rosso, date le alte temperature di Sakhir, hanno deciso di allargare a dismisura lo sfogo del cofano motore (in arancione) per facilitare lo smaltimento del calore anche a discapito dell’efficienza aerodinamica. (Foto @AlbertFabrega)

Haas
Il team che ha impressionato positivamente in Australia si presenta sul circuito mediorientale con pochissime novità fatta eccezione per le feritoie presenti sulla parte bassa del cofano motore in prossimità del marciapiede (riquadro verde), soluzione ideale per accelerare i vortici in questa zona nevralgica e portare aria al retrotreno. (Foto @AlbertFabrega)

McLaren
Come promesso i tecnici di Woking hanno portato diverse soluzioni da studiare in pista per verificare l’effettiva bontà e la correlazione dei dati scaturiti dal CFD e dalla galleria del vento. Così si sono visti i nuovi deviatori di flusso (solamente sulla vettura di Alonso) ai lati delle pance: presentano uno sviluppo orizzontale, stile Ferrari e Williams, ma, allo stesso tempo , colpiscono per una forma molto semplice (cerchio azzurro). L’ obiettivo è quello di separare e migliorare il flusso verso la zona posteriore della vettura. In McLaren hanno portato anche due alettoni anteriori che, a parità di profilo principale, presentano diversi flap superiori: da alto e basso carico, nello specifico quest’ultima soluzione si differenzia dai flap con una corda più ridotta oltre che ad un andamento meno sinuoso pur mantenendo le soffiature verso il musetto per controllare i vortici Y250. Sul posteriore ha fatto la comparsa la Deck-Wing che andrà a lavorare in sinergia con il piccolo profilo montato appena sopra il terminale di scarico. (Foto @AlbertFabrega)

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

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