Dopo il flop in Australia, il Gran Premio del Bahrain è già un appuntamento chiave della stagione della Ferrari. Sono state due settimane estremamente intense per tutti i tecnici di Maranello, chiamati a superare il deludente esordio downunder, che hanno analizzato la mole di dati raccolti durante la gara dell’Albert Park.




Compito certo non facile dopo la gara inaugurale di una stagione che si annunciava del riscatto, e invece già crea i primi malumori ai tifosi e grattacapi ai tecnici. Se in Australia le spiegazioni sulle deludenti prestazioni non erano disponibili, nel deserto del Bahrain per le Rosse si aprono le porte di un weekend non facile, chiamati come sono a recuperare i distacco dalla Mercedes già importante e, soprattutto, preoccupante.

Ma a Sakhir si cambia registro: pista veloce, un circuito vero che sorge letteralmente come una cattedrale nel deserto e cosa forse determinante, temperature ben diverse rispetto all’Australia. Forse proprio questa la vera chiave per fare la differenza, se è vero che storicamente è proprio con il gran caldo che la Ferrari si è sempre espressa al meglio mostrando grande adattabilità alle gomme Pirelli, vera chiave di letture della Formula 1 attuale.

Il Bahrain sorrise alle Rosse 12 mesi fa e ci sono tutte le premesse per un bis che possa sparigliare le carte e ridefinire, da subito, tutti i rapporti di forza tra i top team. Non una semplice rivincita dunque, ma una battaglia totalmente nuova, certo non inedita ma totalmente appassionante.

Gran caldo dunque, nel cuore e nelle vene di tifosi, ma certo non sugli spalti che storicamente sono tra i più vuoti dell’intero calendario. Tuttavia l’appuntamento appassiona, sia per la suggestione delle luci del tramonto a illuminare la pista, quanto per lo spettacolo che offre in termini di sorpassi e azione. E poco importa se la Ferrari già parla delle proprie difficoltà in chiave di limiti piuttosto che di crescita.

Dubbi (tanti), risposte (poche). Un vero rebus di progetto ed emozioni per una gara che dovrà per forza di cosa dare risposte.

Ma quali? L’appuntamento è in pista, già da oggi.

Stefano De Nicolò

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